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MONDO

L'intervento al Med Dialogues del rappresentante politica estera europea

Borrell (Ue): "Serve un accordo sui migranti, non possiamo permetterci un'altra Bielorussia"

"I confini esterni sono comuni, la responsabilità è di tutti"

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La questione migratoria "è una grande questione e deve essere regolata, non possiamo dare la percezione che nessuno la controlla", e quando "si cancellano i confini interni, quelli esterni diventano i confini comuni" ed è "responsabilità comune proteggerli e gestirli": Così Josep Borrell, Alto rappresentante per la politica estera europea, intervenendo ai "Rome Med Dialogues".  I Paesi membri dell'Ue devono "mettersi d'accordo su una politica comune sull'asilo e le migrazioni", aggiungendo che "non possiamo permetterci un'altra Bielorussia". Borrell ha affermato che "bisogna concordare nell'Ue su come trattare i migranti e i richiedenti asilo, sono due categorie diverse, non dobbiamo essere ipocriti, quindi dobbiamo trattarli in modo diverso e questo richiede una procedura".




Ma l'intervento di Borrell ha toccato molti dei temi "caldi" che animano la politica dell'area mediterranea e non solo  dalla Siria, alla Libia, al Libano ma anche Iran e Cina

Siria
 "Non è nei nostri piani riconoscere il regime di Assad come non lo è riconoscere il governo dei talebani", ha detto l' Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue."La Lega araba sta considerando di riaccettare la Siria. Dal nostro punto di vista non vedo la ragione di cambiare posizione ma questo non ci impedisce di fornire aiuto umanitario con i 200 camion che ogni giorno portano aiuti dalla Turchia in Siria e anche in Afghanistan" ricordando  l'impegno nella provincia nordoccidentale di Idlib, la principale area rimasta parzialmente nelle mani delle forze antigovernative. "Idlib è sparita dalle prime pagine dei giornali, ma non è sparita dalla realtà, con il milione di persone che ci abita. Noi  continuiamo a fornire aiuti".

Iran
E non poteva mancare l'argomento Iran e i negoziati in corso a Vienna  per salvare l'accordo sul programma nucleare iraniano. I negoziatori torneranno nella capitale austriaca lunedì o martedì, ha  confermato l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione  europea. "Ora sono tornati nelle loro capitali per il fine settimana, ma  l'impegno è quello di tornare lunedì o martedì a Vienna", ha spiegato, anticipando fra l'altro che l'Ue "sta lavorando a una strategia - ora  assente- per il Golfo, regione che sta diventando sempre più  strategica per noi". L'accordo che si cerca di salvare in questi giorni "non è solo sul  nucleare, ma è anche economico e commerciale, "un do ut des". Donald  Trump si è ritirato unilateralmente mentre l'Iran stava rispettando  l'accordo, reintroducendo inoltre sanzioni contro Teheran. Se vogliamo tornare all'accordo, bisogna accompagnare questo passo dal  sollevamento delle sanzioni e a un ritorno all'accordo originale. Il  problema è cosa viene prima. Ma non possiamo pretendere che l'Iran  torni ai suoi impegni sul nucleare se l'altra parte non fa lo stesso", ha sottolineato Borrell.

Libano
L'Unione europea "ha fornito al Libano 11 miliardi di euro di fondi in 10 anni, la metà per sostenere l'accoglienza dei profughi siriani, è una cifra importante",  adesso però il governo "deve agire" e "portare soluzioni per il popolo libanese", se lo farà "continueremo a sostenere il Libano". "La prima priorità è che il governo lavori con il Fondo Monetario internazionale, è un prerequisito per attivare l'assistenza macro finanziaria per l'Ue - ha detto Josep Borrell intervenendo ai "Med Dialogues di Roma"  - poi deve velocizzare le indagini sull'esplosione al porto di Beirut, portare avanti le riforme, in particolare del settore dell'elettrificazione, e sostenere il popolo in difficoltà", così "potrà contare sull'Ue. Rispondendo a una domanda su un possibile intervento dell'Unione in caso di insuccesso dell'esecutivo, Borrell ha detto: "Non sostituiremo il legittimo governo del Libano, non siamo una potenza coloniale"

Libia
"Ritengo che in Libia ci sia stato già troppo intervento esterno. La Libia ha bisogno che questi attori esterni vadano via e questo è parte della soluzione. Poi ci sono le elezioni che non sono una bacchetta magica ma portano legittimità", ha detto l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera  aggiungendo che sarà "difficile organizzare il voto in un paese con grandi divisioni ma se non ci fossero ci sarebbe un enorme punto interrogativo non possiamo rimandare per sempre".

Via della seta
"Noi offriamo una Via della Seta sostenibile perché le persone lavorino con noi, per molti Paesi quella della Cina non lo è". Così Josep Borrell toccando un altro tema caldo della politica internazionale.  lo  parlando dei rapporti tra Ue ed Africa. Dopo aver premesso che l'Ue "fornisce risorse e partnership destinate al continente", Borrell si è soffermato sulle infrastrutture digitali e sulla loro importanza, ribadendo l'intenzione di costruire connettività nel mondo al servizio dell'interattività "Vogliamo offrire a tutti i partner un buon accordo" ha concluso.