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ITALIA

Caltanissetta

Strage Borsellino. Indagato Cinà, il medico di Riina. La procura cauta

Il Gip del Tribunale di Caltanissetta rigetta la richiesta di archiviazione presentata dalla procura, risulta iscritto sul registro degli indagati il dottore Antonino Cinà, accusato di strage aggravata dall'aver favorito Cosa nostra

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Processo Stato Mafia 2014 collegamento tv tra gli altri Antonino Cinà (Ansa)
Si potrebbe aprire un nuovo filone d'indagine sull'attentato di via d'Amelio. Il gip del Tribunale di Caltanissetta, Valentina Balbo, ha rigettato la richiesta di archiviazione, presentata dalla procura di Caltanissetta e risulta iscritto sul registro degli indagati il dottore Antonino Cinà, accusato di strage aggravata dall'aver favorito Cosa nostra. Cinà fu il medico di Totò Riina ed ebbe tra le mani il 'papello'. Il giudice delle indagini preliminari ha fissato un'udienza in camera di consiglio per il 28 ottobre al palazzo di giustizia di Caltanissetta. "Il fatto che Cinà sia coinvolto nella Trattativa - ha spiegato il procuratore aggiunto di Caltanissetta, Gabriele Paci - non è una prova per poter stabilire che sia anche coinvolto nella strage di via d'Amelio. Un conto è il suo coinvolgimento nella Trattativa e un'altra cosa è dire che abbia preso parte all'attentato", in cui vennero uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.

Cinà era fra gli imputati del processo sulla trattativa Stato-mafia ed è stato condannato in primo grado a 12 anni di reclusione. "Fra le parti citate all'udienza del 28 ottobre - spiega Fabio Repici, legale di fiducia di Salvatore Borsellino, parte civile nei processi sulle stragi - ci sono anche coloro che sono tornati in libertà dopo il processo di revisione". Su questo aspetto il procuratore Paci chiarisce e ammette subito che si è trattato solo di un errore della cancelleria del gip. "Le parti offese - afferma il procuratore aggiunto - sono i familiari del giudice Borsellino e quelli degli agenti della scorta".

Insomma, gli approfondimenti avverranno su tutti i fronti, fa capire la procura di Caltanissetta. Resta il dato significativo che Cinà, come ha anticipato oggi Repubblica, risulta indagato, a dimostrazione che le indagini vanno avanti. Nella requisitoria del processo d'appello sulla strage di via d'Amelio, due settimane fa, il pg aveva proprio sottolineato che "tocca ai magistrati l'arduo compito di acquisire, a distanza di numerosi anni, ulteriori elementi per la ricostruzione completa della dinamica della strage di via d'Amelio, che presenta ancora oggi, diversi punti drammaticamente irrisolti". Di più: "In attesa dell'esito definitivo del processo Trattativa, se sarà provato in maniera inconfutabile, che l'accelerazione dell'uccisione del giudice Paolo Borsellino è stata determinata anche dalla sua opposizione ad accordi fra elementi deviati dello Stato e Cosa nostra, avremo, quale conseguenza immediata e diretta, altri elementi utili ed importanti al fine di comporre lo scenario di quella tragica stagione stragista".