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MONDO

Brasile: annullate condanne contro Lula, potrà candidarsi alle presidenziali

L'ex presidente con la sentenza recupera i diritti politici 

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Il Supremo tribunale federale (Stf) del Brasile ha annullato tutte le condanne penali contro l'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva emesse dai giudici di Curitiba nell'ambito dell'inchiesta Lava Jato, la tangentopoli brasiliana. Il che significa il recupero dei suoi diritti politici e la possibilità di ricandidarsi nelle presidenziali del 2022 perché la condanna del 2018 gli impedì la competizione elettorale.

Per quelle condanne Lula ha trascorso 580 giorni in carcere. A prendere la decisione il giudice Edson Fachin, noto difensore del Lava Jato, che ha considerato la Giustizia federale del Paranà "non competente" per quei processi. La decisione riguarda un appartamento nella località balneare di Guarujà, sulla costa dello stato di San Paolo; una casa di campagna a San Paolo di Atibaia; e un'indagine sull'Istituto Lula, fondato dall'ex presidente. Lula è stato accusato di aver ricevuto tangenti in denaro e proprietà da alcune delle imprese di costruzione coinvolte nello scandalo Lava Jato.

Lula, 75 anni, si è sempre dichiarato innocente e vittima di una persecuzione politica da parte del pool dell'inchiesta "Lava Jato" e dell'ex giudice Sergio Moro che, dopo aver condannato l'ex presidente-operaio, è diventato ministro della Giustizia del governo di Jair Bolsonaro.