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MONDO

Brasile, il Procuratore generale: aprire inchiesta sul presidente Bolsonaro

Il capo dello Stato è accusato dal suo ex ministro della Giustizia - che ha condotto le inchieste sull'ex presidente Lula - di aver interferito con l'operato della magistratura. In piena crisi politica, salgono i casi di coronavirus nel Paese

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Il procuratore generale brasiliano, Augusto Aras, ha chiesto alla Corte suprema di aprire un'inchiesta contro il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, accusato dall'ormai suo ex ministro della Giustizia, Sergio Moro, di aver interferito politicamente con la magistratura.

La possibile apertura di un'indagine autorizzata dalla Corte suprema mira a chiarire se Bolsonaro abbia commesso un possibile reato di falso ideologico, coercizione, prevaricazione o ostruzione della giustizia. "La portata degli episodi riportati nella dichiarazione del ministro rivelerebbe la pratica di atti illegali, di cui addossa la responsabilità al presidente della Repubblica", ha spiegato Aras. Il procuratore generale, tuttavia, ha precisato che, se le accuse di Moro non dovessero essere provate, la dichiarazione dell'ex ministro potrebbe costituire un reato di "diffamazione". 

Moro, che come giudice ha fatto portare in prigione l'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, ha annunciato le sue dimissioni sabato, dopo che Bolsonaro aveva licenziato il direttore generale della polizia federale, Mauricio Valeixo. Nel discorso in cui ha annunciato le dimissioni, l'ex magistrato ha accennato alle "interferenze politiche" del presidente nella nomina di posizioni tecniche negli organi responsabili delle indagini sulla corruzione e sulla criminalità organizzata.

Moro ha anche chiarito che il decreto con cui il direttore della polizia federale è stato ufficialmente rimosso, pubblicato sotto la sua giurisdizione, non è stato in realtà firmato da lui, e ciò costituirebbe un grave reato da parte del governo. L'ex ministro ha accusato il presidente di voler intervenire anche per cambiare i responsabili della polizia negli Stati di Rio de Janeiro e Pernambuco: a Rio, uno dei figli del presidente, Flavio Bolsonaro, è indagato per varie irregolarità commesse quando era deputato regionale, mentre a Pernambuco si sospetta che nelle elezioni del 2018 l'allora partito di Bolsonaro abbia messo dei candidati fantasma per deviare soldi pubblici.  

Intanto, con il governo in piena crisi politica dopo le dimissioni del ministro della Giustizia, in Brasile è salito a 4.016 il numero di decessi di persone contagiate dal coronavirus e i casi confermati sono 58.509, il tasso più alto dell'America Latina. Prima delle dimissioni di Moro, il presidente Bolsonaro aveva licenziato il ministro della Salute, Luiz Henrique Mandetta, favorevole alle misure restrittive sgradite al capo di Stato.