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ITALIA

Roma

Casal Bruciato. Raggi visita famiglia nomadi: ha diritto a casa, è la legge. Insulti da manifestanti

Sindaca di Roma: "Chi insulta e minaccia si faccia esame di coscienza". Famiglia rom: "Siamo spaventati, speriamo di resistere". Irritazione di Di Maio per l'inizativa della sindaca

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La visita della sindaca Virginia Raggi manda un segnale di legalità ma non placa le tensioni a Casal Bruciato, periferia di Roma al centro da giorni di tensioni crescenti per l'assegnazione di una abitazione ad una famiglia Rom. Decisione che ha scatenato le proteste dei residenti, sostenuti in questa battaglia dall'estrema destra di Casapound. Mentre oggi un corteo antifascista è stato bloccato dalla polizia e contestato da alcuni dei residenti.

Trombette contro megafoni
 Le vuvuzela, le trombette dei mondiali di calcio, hanno suonato forti e stonate a coprire i megafoni di Potere al Popolo, riuniti nel sit-in di via Satta, a Casal Bruciato. Contestazioni arrivate da diversi inquilini affacciati ai balconi e alle quali i manifestanti hanno risposto: "Siamo qui anche per voi, perché dopo i rom verranno a prendere voi".



La sindaca contestata
"Buffona", "non sei la nostra sindaca" e "vergognati". Con queste urla e insulti la sindaca di Roma, arrivata a Casal Bruciato per visitare la famiglia di nomadi assegnataria di un appartamento popolare, è stata contestata da un gruppo di persone presenti sotto la casa popolare che ha suscitato la nuova protesta anti-nomadi. "Schifosa", ha urlato una donna all'indirizzo della prima cittadina.

Momenti di tensione quando la sindaca è stata letteralmente scortata da due cordoni del Reparto Mobile della Polizia all'interno del piazzale condominiale dove si trova l'appartamento assegnato martedì scorso a una famiglia rom. Raggi è stata contestata da circa una trentina di persone che hanno seguito il cordone di Polizia che accompagnava la prima cittadina. I cittadini si erano radunati in strada poco prima per l'arrivo della presidente del Municipio IV, Roberta Della Casa. La sindaca ha fatto visita alla famiglia rom e all'esterno del piazzale condominiale non si sono fermate le proteste. I cittadini hanno urlato e chiesto principalmente legalità, rispetto e trasparenza nell'assegnazione delle case popolari.

Parapiglia anche all'uscita della sindaca dall'appartamento della famiglia rom tra le proteste di alcuni residenti e dell'estrema destra. La Raggi è stata scortata da un cordone di forze di polizia fino alla sua auto, mentre veniva insultata da diverse persone presenti, tra epiteti sessisti e inviti a non tornare più.

Raggi: "Questa famiglia resta lì dentro, ne ha diritto"
"Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere". Così la sindaca di Roma Virginia Raggi uscendo dalla casa popolare assegnata alla famiglia nomade a Casal Bruciato. "Restano lì dentro perché ne hanno diritto. La legge si rispetta", ha concluso Virginia Raggi.

Famiglia rom: "Spaventati speriamo di resistere"
"Siamo spaventati, speriamo di resistere". È quanto la famiglia nomade assediata a Casal Bruciato ha detto al direttore della Caritas di Roma don Ambarus che li ha incontrati assieme alla sindaca Virginia Raggi. "Ci hanno detto che speravano iniziasse finalmente una nuova vita per loro dopo 20 anni nei campi. Stanno cercando di capire cosa succederà. Sperano di poter resistere", ha detto Don Ambarus. 

La protesta in questa zona della periferia romana era scoppiata dopo l'assegnazione di una casa popolare a un nucleo di 14 nomadi. Alcuni residenti di via Sebastiano Satta sono scesi in strada, assieme a militanti di Casapound, per protestare contro l'ingresso dei nomadi nell'abitazione con offese, urla, insulti contro i rom e tensioni con la polizia in assetto antisommossa.

CGIL Lazio dal Questore: presidio antifascista
"In merito agli episodi di violenza che, dopo l'assegnazione di alloggi popolari alle famiglie rom, hanno investito la nostra città, siamo stati ricevuti stamattina dal Questore di Roma, Carmine Esposito". Cosi', in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola. "Nell'incontro- continua- abbiamo evidenziato come sia inaccettabile tollerare manifestazioni che impediscono l'assegnazione delle case secondo le procedure previste dalla legge. Manifestazioni, abbiamo ribadito, caratterizzate da ripetute minacce, aggressioni verbali e intimidazioni nei confronti di una donna - rea, secondo i militanti di Casa Pound, di essere la legittima assegnataria di una casa popolare e dei suoi figli. Usufruire di un diritto garantito dalla Costituzione, come quello di manifestare, per impedire con la violenza il rispetto delle leggi e' intollerabile. Proprio per questo, insieme a un ampio fronte democratico, parteciperemo al presidio antifascista organizzato a Casal Bruciato".

L'irritazione di Di Maio
Secondo l'agenzia Ansa l'iniziativa della sindaca sarebbe stata accolta con una certa irritazione dal vicepremier Luigi Di Maio. Prima si aiutano i romani, gli italiani, poi tutti gli altri, sarebbe secondo queste fonti il senso del ragionamento del leader M5S irritato - si apprende ancora - anche per la tempistica con cui la sindaca, in un giorno particolarmente importante per il M5S al governo, ha scelto di mettere in campo la sua iniziativa.

Zingaretti: "Raggi ha avuto coraggio"
"Ha fatto bene la sindaca Raggi ad assegnare una abitazione ai rom a Casal bruciato? "Io penso che se ne avevano diritto ha avuto coraggio e ha fatto bene e voglio esprimerle la mia solidarieta'". Lo dice il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, commentando il caso Siri, nel corso della registrazione di Porta a Porta. "Le proteste non sono solo di neofascisti, ci sono masse di persone che negli ultimi anni si sono sentite sempre piu' sole, quelle proteste non sono solo figlie dell'intolleranza, ma anche del disagio sociale". Questo caso, insiste, deve "spingerci ad affrontare il tema delle periferie".