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ITALIA

Il caso internazionale

Ban Ki-moon sui marò: "Sorpreso dal ricorso alla legge antiterrorismo"

Il segretario generale ammorbidisce la sua posizione sui marò dopo una telefonata con Emma Bonino. A Palazzo Madama, intanto, i presidenti delle commissioni Esteri e Difesa chiedono lo stop delle missioni all'estero. Generale sostegno e adesione sono stati espressi nel corso della riunione di coordinamento Ue a 28 a New York

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Roma
Sarà stata la telefonata del ministro degli Esteri Emma Bonino o le pressioni della Nato preoccupata per il futuro delle missioni antiterrorismo nell'Oceano Indiano, ma in serata dal Palazzo di Vetro rimbalzano dichiarazioni che suonano come un ammorbidimento delle posizioni di Ban Ki-moon sulla questione dei due marò Girone e Latorre. Secondo fonti interne infatti il segretario generale si sarebbe detto sorpreso per la decisione dell'India di applicare la legge sul terrorismo e si riserverebbe di approfondire la questione con i suoi uffici legali.

Intanto in tarda serata arriva la solidarietà dell'Ue che, nel corso della riunione di coordinamento a 28 tenutasi a New York, esprime generale sostegno e adesione all'Italia in relazione alla decisione dell'India di sottoporre i due marò italiani al Sua Act. Lo fa sapere la Rappresentanza italiana alle Nazioni Unite.

La telefonata del ministro Bonino
Dopo una giornata di dure repliche in Italia e non solo, Emma Bonino alza il telefono e chiama Ban Ki-moon. Una conversazione per cercare di convincere il segretario generale delle Nazioni Unite a ritrattare, dopo lo schiaffo di martedì quando ha definito il caso dei marò italiani "una questione bilaterale". Uno schiaffo che brucia più dei rinvii e dei pasticci della giustizia indiana. Sul merito della telefonata, comunque, il ministro riferirà in aula giovedì mattina.

L'incontro con l'ambasciatore italiano Cardi
Il pressing italiano è cominciato dal pomeriggio. Su indicazione di Bonino, l'ambasciatore alle Nazioni Unite Sebastiano Cardi ha chiesto un colloquio urgente con il segretario generale al quale ha espresso la preoccupazione del governo per le "ripercussioni negative" che l'applicazione della legge antiterrorismo nei confronti dei due marò potrebbe avere sulla lotta alla pirateria e al terrorismo internazionale. Una preoccupazione, ha sottolineato la Farnesina, "condivisa pubblicamente anche dall'Alto rappresentante dell'Ue, Catherine Ashton, e dal Segretario Generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen". E perciò tutt'altro che "bilaterale", come conferma anche il sostegno espresso a New York dal coordinamento Ue a 28.

Il Senato: stop alle missioni
In Italia intanto monta lo sdegno. Il Senato ha deciso - su richiesta dei presidenti di Commissione di Esteri e Difesa, Pierferdinando Casini e Nicola Latorre - di sospendere l'esame del dl sul finanziamento delle missioni internazionali. Almeno fino a quando il governo non chiarirà in aula "quali iniziative intende prendere per contrastare le inaccettabili dichiarazioni di Ban Ki-moon".

Il premier Enrico Letta ha ribadito "il massimo impegno del governo sui marò e sul governo indiano". Anche per il ministro della Difesa, Mario Mauro, è "impensabile" parlare di questione bilaterale: "Si tratta di due militari impegnati in una missione nazionale, ma che risponde a una esigenza di una collettività globale, che è quella di porre un argine alla pirateria e al terrorismo", ha spiegato.

L'allarme della Nato. Rasmussen preoccupato per la lotta alla pirateria
Il rischio è che il caso costituisca "un pericoloso precedente" per tutte le missioni multilaterali e la Nato teme "implicazioni negative" sulla lotta alla pirateria. "Sono personalmente preoccupato per i due marò italiani e per l'idea che siano perseguiti per terrorismo" ha detto il segretario generale dell'Alleanza atlantica Rasmussen. "La lotta alla pirateria - ha sottolineato - è nell'interesse di tutti".

Ashton: "Accusa allarmante per tutti i governi Ue"
Con l'India si era fatta sentire martedì anche l'Ue, per voce dell'Alto rappresentate per la politica estera Catherine Ashton, che ha definito l'accusa di terrorismo ai due marò "allarmante per tutti i governi dell'Unione europea" con "gravi implicazioni per tutte le azioni antiterrorismo comuni". E in attesa della decisione della Corte suprema, i radicali di Emma Bonino lanciano un nuovo sciopero della fame, il 16 e 17 febbraio: "Non possiamo più accettare che l'India utilizzi questa vicenda a scopi interni. E, francamente, crediamo che l'Italia intera dovrebbe smettere di dividersi strumentalmente e dare un segnale forte".