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ITALIA

Magistratura

Caso procure, si dimette dal Csm il togato Corrado Cartoni

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Lascia Palazzo dei Marescialli anche il togato, da giorni autosospeso, Corrado Cartoni, esponente di Magistratura Indipendente.

"Non ho colpe, lascio per senso istituzioni"
"Ho rassegnato stamattina le dimissioni da consigliere del Csm, non per ammissione di responsabilità, ma per senso delle istituzioni". Lo dichiara Corrado Cartoni, che oggi ha presentato le sue dimissioni da Palazzo dei Marescialli al vicepresidente del Csm David Ermini. "Ringrazio le centinaia di colleghi che, silenziosi, in questi giorni tremendi mi hanno manifestato la loro stima ed il loro affetto - aggiunge - e auguro ai consiglieri che lascio, e saluto, ed ai consiglieri che entreranno buon lavoro".

"Non ho mai parlato di nomine"
"Preciso che non ho mai parlato di nomine, come erroneamente oggi mi attribuisce un quotidiano", afferma inoltre Cartoni, che aggiunge: "Non mi è stato consentito di difendermi, e lo farò nel procedimento disciplinare".

Vietti: riforma Csm
Andrebbero corrette "quelle anomalie che vengono sintetizzate nella formuletta sintetica 'degenerazioni correntizie'. Sono almeno due anni, se non di più, che si parla di riformare anche il Csm". Lo afferma, in un'intervista a 'Il Mattino', Michele Vietti, ex vicepresidente del Csm dal 2010 al 2014, sulla possibile riforma del Csm dopo la bufera scatenata dall'inchiesta sulle nomine.

"Con il ministro Orlando furono istituite due commissioni tecniche, con giuristi, docenti e avvocati, per arrivare ad elaborare alcune proposte di riforma dell'ordinamento giudiziario e del Csm", ricorda Vietti secondo il quale "vennero presentate delle proposte tecniche articolate, che sono rimaste in qualche cassetto del ministero della Giustizia. Ora al di là delle colorazioni di parte, penso che la politica nel suo complesso debba ragionare, partendo magari da quelle proposte, per arrivare ad approvare una seria riforma".

Secondo Vietti è "difficile da accettare la teoria auto assolutoria, e anche un po' ipocrita, per cui basta eliminare alcune e poche mele marce per andare avanti. Penso invece che si debba intervenire sulla funzione e struttura complessiva dell'istituzione Csm".

Colombo: problema culturale
"Un'idea è anche quella di ricalcare il meccanismo d'elezione dei membri della Corte costituzionale. Vengono designati a turno. In momenti diversi. E questa meccanica differita potrebbe forse scardinare gli accordi sotterranei. Ma il problema secondo me è soprattutto culturale". Lo afferma, a 'Il Foglio', l'ex pm Gherardo Colombo, sulla bufera sul Csm dopo l'inchiesta sulle nomine e sul possibile nuovo meccanismo elettorale.

"Puoi anche cambiare le regole, ma se non cambiano la cultura e la mentalità all'interno della magistratura alla fine le cose rischiano di continuare così", sottolinea.

Colombo crede anche che "l'obbligatorietà dell'azione penale sia saltata da tempo. E' andata a pallino. Ed è un male perché l'obbligatorietà dell'azione penale è la prima garanzia di una magistratura autonoma".