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POLITICA

Caso De Luca

Legge Severino, la Cassazione: "Competenza al tribunale ordinario, non al tar"

La disciplina sulla legittimità di alcune cariche elettive potrà essere discussa al tribunale civile e non a quello amministrativo. In passato, i sindaci di Napoli e Salerno Luigi De Magistris e Vincenzo De Luca - dopo la sospensione per effetto della legge Severino - erano stati riammessi proprio dal Tar

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 Sono competenti i giudici ordinari, e non il Tar sull'applicazione della legge Severino nei confronti dei politici che hanno subito condanne. Lo hanno deciso le sezioni unite civili della Corte di Cassazione che, confermando le indiscrezioni della vigilia, hanno dato ragione al Movimento difesa del cittadino rappresentato dall'avvocato Gianluigi Pellegrino che aveva contestato il ruolo del Tribunale amministrativo regionale.

Il caso De Luca
Uno scenario che ha forti implicazioni sulle elezioni regionali. Il candidato di centrosinistra in Campania - Vinenzo De Luca - ha infatti subito una  condanna per abuso d'ufficio. Condanna in virtù della quale era stato sospeso dal suo precedente incarico di sindaco di Salerno. In seguito a questa decisione, aveva promosso ricorso al Tar, che lo aveva riammesso nelle sue funzioni. Stesso caso ed identico iter per il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

In caso di elezione a governatore della Campania, De Luca verrebbe sospeso. Il ricorso al tribunale ordinario ha evidentemente tempi più lunghi rispetto al ricorso al Tar. 

La decisione della Cassazione
Il verdetto delle sezioni unite della Suprema Corte si articola in 22 pagine e, rispondendo al ricorso presentato dal Movimento in difesa dei cittadini rappresentato
dall'avvocato Gianluigi Pellegrino contro il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, "dichiara la giurisdizione del giudice ordinario" e "previa riassunzione nei termini di legge" "rimette le parti" innanzi al giudice ordinario.