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POLITICA

Confcommercio: "Vietato sbagliare, a rischio tenuta sociale"

Catalfo: "In prossime ore nuovo decreto Ristori con misure a fondo perduto"

"Se ci saranno ulteriori chiusure, che riguardano enti e organizzazioni non tutelate, non comprese tra le partite Iva, faremo un fondo perduto che andrà a tutelare anche quelli,  mi riferiscono nello specifico al terzo settore" rassicura Catalfo. Il Consiglio dei Ministri che esaminerà il Decreto Ristori bis dovrebbe tenersi domani alle ore 13

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"Adesso ci sarà un secondo decreto ristori che sarà emanato nelle prossime ore, che con un fondo perduto andrà a ristorare tutte le imprese e partite iva in difficoltà, e anche il  terzo settore". Lo dice Nunzia Catalfo, ministra per il Lavoro, ospite di Agorà su Raitre. Solo ieri il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aveva ribadito che che le erogazioni  saranno "tempestive". Ma ci sono molti dubbi - soprattutto dalle associazioni di categoria - sul fatto che i soldi stanziati riusciranno a mitigare la rabbia di commercianti, ristoratori, gestori di bar delle zone  rosse: tutti destinati a chiudere per almeno due settimane. "Non vanifichiamo lo sforzo di tutte quelle categorie che in questo momento hanno ridotto la propria attività", avverte il  titolare degli Esteri Luigi Di Maio.

"Se ci saranno ulteriori chiusure, che riguardano enti e organizzazioni non tutelate, non comprese tra le partite Iva, faremo un fondo perduto che andrà a tutelare anche quelli,  mi riferisco nello specifico al terzo settore" rassicura la Catalfo aggiungendo che in legge di bilancio vi saranno ulteriori misure di politica attiva e interventi sulla Naspi. "Il testo del decreto Ristori 2 probabilmente confluirà "nel decreto attualmente in esame, anche ai fini di una razionalizzazione degli stessi" aggiunge la sottosegretaria all'Economia, Maria Cecilia Guerra. Il Consiglio dei Ministri che esaminerà il Decreto Ristori bis dovrebbe tenersi domani alle ore 13. 

Al via audizioni sindacati e associazioni
Questa mattina sono cominciate le audizioni di sindacati e associazioni, che proseguiranno domani. Poi verrà stabilito il termine per la presentazione degli emendamenti e si procederà con l'esame e le votazioni sul testo.

Sindacati: "Lacune e dimenticanze, intervenire sul lavoro"
I sindacati rilevano carenze e dimenticanze nel dl Ristori in esame al Senato e chiedono più interventi per lavoratori e famiglie. Nel dl restano delle "lacune", sottolinea il segretario  confederale Cgil Tania Scacchetti in audizione davanti alle commissioni Bilancio e Finanze al Senato, sottolineando che il provvedimento esclude dalle indennità lavoratori come i  somministrati del turismo, i collaboratori autonomi occasionali non iscritti alla gestione separata, alcuni co.co.co., gli atipici e alcuni autonomi dello spettacolo.  

Per la Cgil è inoltre "necessario" prorogare Naspi e Dis-Coll ed estendere gli ammortizzatori Covid anche assunti dopo 13 luglio e intervenire in favore dei lavoratori fragili.  Necessario e urgente inoltre per il sindacato un raffrorzamento del Rdc.

Per la Cisl, rappresentata dal segretario confederale Ignazio Ganga "il paese potrà uscire dalla crisi solo se saprà tenere insieme salute e sostegno a lavoro e famiglie", rilevando le mancanze sul fronte degli ammortizzatori e sul fronte dei ristori in particolare nel quadro del fondo bilaterale di solidarietà per l'artigianato e dei lavoratori somministrati. Faro anche sul turismo: "il bonus vacanze non ha avuto il riscontro atteso", dice osservando se "non sia il caso fare un supplemento di valutazione".

Nel dl ci sono "lacune e dimenticanze", sottolinea Marco Massera, segretario confederale Uil, aggiungendo che "serve un aiuto lavoratori e lavoratrici, serve una strategia  complessiva". Inoltre "servono le basi per un piano di investimenti di lungo periodo, vanno usate tutte le risorse per risolvere le debolezze strutturali del nostro sistema economico.  Servono più investimenti sulla sanità, duramente messa alla prova" e in questa cornice, dice " insistiamo per usare senza ulteriori riserve il Mes". Infine per  l'Ugl il decreto Ristori rappresenta "una risposta debole ai dpcm".

Sala vedrà Sangalli, "battaglia comune su ristori"
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, vedrà nel pomeriggio il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sul tema ristori. Lo fa sapere il primo cittadino nel suo video dedicato  oggi alle risposte del Governo alla pandemia di Covid. Decisioni come la zona rossa "possono essere prese solo dal Governo o dalla Regione. Io, per sentirmi responsabile,  continuerò a fare quello che devo fare: continuerò a combattere perché questi ristori arrivino tempestivamente e nella misura giusta. Oggi pomeriggio a questo proposito riceverò  Carlo Sangalli, perché voglio che sia una battaglia comune", sottolinea.

Fontana: "Non arretrerò su Ristori"
"Agli imprenditori che subiranno un altro duro colpo dal lockdown delle loro attività, garantisco che non arretrerò di un passo finché il governo non avrà erogato le risorse promesse ed effettuati i ristori" ha assicurato a sua volta il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana.

Confcommercio: "Vietato sbagliare, a rischio tenuta sociale"
"Sbagliare oggi è letale, è l'ultima possibilità che abbiamo, corriamo un pericolo serio per la sicurezza e la tenuta sociale". Così Enrico Postacchini membro della giunta   Confcommercio, in audizione sul dl Ristori davanti alle commissioni Bilancio e Finanze al Senato. "Se  dobbiamo convivere con il virus come si era detto nei mesi scorsi - ha   osservato Postacchini - le fasi 2 e 3 avrebbero dovuto presupporre appunto di convivere con il virus, non di  morire con il virus e quindi bisognava organizzare la società secondo  la nuova crisi senza il bisogno di chiudere attività per evitare gli assembramenti".

Postacchini, ha lamentato  le "inefficienze" che "hanno colpito le attività marginali, ultimo anello di distribuzione che non sono colpevoli di questa situazione e si trascinano dietro tutta la filiera".  E conclude: "Bisogna trovare nuove regole - ha insistito Postacchini -  salvaguardare l'economia e il lavoro ma non possiamo fermare il mondo perché la stragrande maggioranza delle persone gode di ottima salute e deve continuare a lavorare e  garantire vitalità all'economia".

Confesercenti: "Troppe attività escluse e incertezza, intervenire"
Molte attività esclude dai ristori, pur avendo subito le conseguenze delle restrizioni, servono aiuti "proporzionati" e politiche impostate su maggiore certezza. Lo sottolineano i rappresentanti di Confesercenti in audizione davanti alle commissioni Bilancio e Finanze al Senato sul dl Ristori. "I ristori dovevano essere proporzionati", sottolineano,  lamentando l'esclusione di molte attività. "Ci sono attività che non sono state inserite e non riceveranno i ristori anche se hanno subito le conseguenze delle restrizioni". Il  riferimento è in particolare al comparto degli hotel, ristorazione, catering, filiera wedding, "tante imprese in ingrosso e agenti di commercio che non rientrano negli Ateco inseriti nel dl ma subiscono danni forse ancora più gravi", affermano auspicando correttivi.

Regna inoltre troppa incertezza sulle misure. "Le imprese devono saper prima le condizioni nelle quali operare. fino ad oggi elemento dell'incertezza ha caratterizzato tutti gli interventi", serve chiarezza, incalzano, sottolineando che "per il terziario il mese di dicembre è fondamentale".

Confedilizia: "Esclude proprietari immobili, vuoto normativo gravissimo"
Nel dl Ristori "non c'è nulla per i proprietari" che hanno perso il reddito da locazione. Lo sottolinea il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa in audizione sul decreto davanti alle commissioni Bilancio e Finanze al Senato. "La situazione è grave, chiediamo al governo di intervenire per sanare questo errore", afferma, sottolineando che "ci sono  stati ristori per tanti soggetti" e "per i soggetti in difficoltà con nessuna attività con il Rdc e il Rem" ma "i proprietari non hanno avuto nulla". "Non c'è stato nulla per chi ha perso il  reddito da locazione, parliamo di famiglie e imprese che svolgono una funzione importante", insiste. "C'è un vuoto normativo ma sostanziale gravissimo che può essere riempito  con interventi varia natura", osserva Spaziani Testa sollecitando misure come un credito imposta, l'estensione della cancellazione della seconda rata dell'Imu e i contributo diretti  anche per questa categoria.