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ITALIA

Dopo l'arresto di Battisti, Salvini: 'Ora in galera altre decine di assassini'

Per il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini l'arresto di Cesare Battisti non è la fine ma l'inizio del lavoro per assicurare alla giustizia italiana altri terroristi latitanti

 

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di Tiziana Di Giovannandrea
Sono circa una quarantina i militanti di forze eversive in azione negli anni di piombo in Italia che hanno cercato o trovato rifugio all'estero.
Di loro si sta occupando il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini che vuole assicurare alla giustizia i terroristi latitanti di "qualsiasi colore: rossi, neri, bianchi, verdi".

L'arresto di Cesare Battisti non è un "punto d'arrivo ma un punto di partenza. Sono sicuro che le Forze dell'ordine, con i Servizi d'Intelligence, potranno riassicurare alle galere altre decine di delinquenti, vigliacchi e assassini che sono in giro per il mondo a godersi la vita".

L'impegno assunto da Salvini riguarda potenzialmente circa una quarantina di militanti eversivi. Uomini e donne che, dopo anni di militanza nella lotta armata, hanno cercato e trovato rifugio all'estero dopo aver partecipato a varie attività criminose come omicidi, rapine, sequestri, attentati.

Il caso forse più clamoroso è quello di Alessio Casimirri, ex Br, condannato all'ergastolo per la strage di via Fani in cui fu rapito Aldo Moro e uccisi gli uomini della sua scorta. Vive da anni in Nicaragua, dove gestisce un ristorante.

Sempre in Nicaragua, a Managua, la capitale, ha trovato rifugio anche Manlio Grillo, ex di Potere Operaio, condannato per il rogo di Primavalle insieme con Achille Lollo, scappato invece in Brasile. Sono stati condannati a 18 anni ma è intervenuta nel frattempo la prescrizione.

In Sud America, forse in Perù, è fuggito anni fa il militante di Prima Linea Oscar Tagliaferri, anche lui ricercato per omicidio e rapina.

Il gruppo più folto però risiede in Francia, sotto la cosiddetta "dottrina Mitterrand". Per il presidente francese le leggi anti terrorismo approvate in Italia negli anni '70 ed '80 non erano condivisibili quindi nessuna estradizione se lo Stato richiedente ha 'un sistema giudiziario che non corrisponde all'idea che Parigi ha delle libertà'.

Di questo gruppo residente in Francia ne fanno parte Giorgio Pietrostefani fondatore con Adriano Sofri, di Lotta Continua, condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi; Sergio Tornaghi, della colonna milanese Walter Alasia, condannato all'ergastolo per partecipazione a banda armata; Marina Petrella, ex Br accusata di concorso nell'omicidio di un agente; Enrico Villimburgo, condannato all'ergastolo nel processo Moro ter.

Oltralpe hanno trovato accoglienza anche due altre brigatiste come Simonetta Giorgeri e Carla Vendetti, della colonna toscana, condannate nel processo Moro ter.

Un altro componente del commando entrato in azione in via Fani, Alvaro Lojacono, accusato anche dell'uccisione del giudice Tartaglione, è diventato invece cittadino svizzero, dopo periodi di latitanza in Brasile e Algeria.

Altri terroristi si troverebbero dispersi tra Argentina, Cuba, Libia, Angola e Algeria.