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CULTURA

E' morto il maestro Claudio Abbado. Da tempo malato, si è spento a 80 anni. Una vita per la musica

Da tempo malato, si è spento a Bologna. Aveva 80 anni ed era considerato uno dei più grandi direttori d'orchestra al mondo. Era stato direttore musicale della Scala, della Staatsoper di Vienna e direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica di Berlino. Da un anno anche senatore a vita. La camera ardente nella Basilica di Santo Stefano a Bologna, da oggi fino alla mezzanotte di mercoledì

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Si è spento nella sua abitazione a Bologna il maestro Claudio Abbado. Aveva 80 anni ed era da tempo malato. L'aggravarsi delle condizioni di salute lo hanno costretto ad annullare una settimana fa il concerto a Bari con l'Orchestra Mozart, che lui dirigeva. Era stato tra le altre cose direttore musicale della Scala, della Staatsoper di Vienna e direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica di Berlino. Era stato nominato senatore a vita lo scorso 30 agosto dal presidente Giorgio Napolitano. Da tempo però non frequentava Palazzo Madama e la sua vita pubblica era di fatto cessata. A dicembre aveva deciso di rinunciare all'indennità di parlamentare per devolverla alla scuola di Musica di Fiesole a sostegno di borse di studio. La camera ardente sarà allestita a Bologna, nella Basilica di Santo Stefano, dalle 14 di oggi fino alla mezzanotte di mercoledì.

Musicista dal repertorio sconfinato - ha diretto da Claudio Monteverdi a Luigi Nono - auspicava una stretta collaborazione tra le varie arti e riteneva deprecabili i tagli alla cultura in nome della crisi. "Si deve colpire il vero spreco ed eliminare le speculazioni", aveva più volte dichiarato. Abbado era un artista rigoroso, filologico, con un gusto analitico di grande razionalità e molto personale, asciutto e lieve assieme, ma anche con momenti di forte emotività, e sempre pronto a promuovere la musica moderna.

Degli esordi alla fama internazionale
Nato a Milano nel 1933 e figlio del violinista Michelangelo Abbado, ha un fratello, Marcello, anche lui musicista, e un figlio, Daniele, regista di opere. Studia al Conservatorio di Milano fino al 1955 e lavora con l'Orchestra d'archi del padre. Sono gli anni in cui nasce il suo legame con Vienna dove si reca, tra il '56 e il '58, vincitore di due borse di studio insieme a Zubin Mehta, e dove assiste al lavoro di maestri che vanno da Bruno Walter a Herbert von Karajan. Subito dopo vince il premio Koussevitzky e viene invitato in America, ma decide di tornare in Europa per debuttare nel '59 a Trieste.

A dargli comunque fama internazionale nel 1960 è il suo debutto alla Scala a 27 anni, teatro di cui diverrà direttore musicale dal 1968 al 1986, contribuendo in maniera sostanziale ad ampliarne il repertorio, aprendolo alla modernità, dai classici come Stravinski, Berg, Bartok, Schomberg, sino a novità come il grande ciclo 'Licht' di Stockhausen, 'La vera storia' di Berio e 'Al gran sole carico d'amore' dell'amico Luigi Nono. È la stessa cosa che farà quando sarà scelto nel 1989, dopo aver a lungo lavorato con loro, dai musicisti dell'orchestra più prestigiosa del mondo, i Berliner Philarmoniker, come direttore stabile, sino al 2002.

Dal 1986 al 1991 è stato anche direttore musicale della Staatsoper di Vienna e Generalmusikdirektor della Città dal 1987, fondandovi l'anno dopo il Festival Wien Modern dedicato alla musica contemporanea. Dal 1994 è anche direttore artistico del Festival di Pasqua di Salisburgo. 

Le orchestre giovanili e le registrazioni
Abbado, oltre ad aver sempre scoperto e sostenuto giovani talenti, ha fondato numerose orchestre giovanili: nel 1978 la Ecyo - European Community Youth Orchestra, nel 1981 la Chamber Orchestra of Europe e nel 1986 la Gustav Mahler Jugendorchester da cui deriva la Mahler Chamber Orchestra, formazione residente a Ferrara. Nel 1992, con la violoncellista Natalia Gutman crea le Berliner Begegnungen, appuntamento in cui musicisti di lunga esperienza lavorano con giovani compositori.

Di rilievo anche le sue registrazioni discografiche, a cominciare dalle due integrali beethoveniane, prima con i Wiener e pochi anni fa, in modo assolutamente nuovo, con i Berliner, cui si aggiungono le integrali di Mahler, Mendelssohn, Schubert, Ravel e Cajkovskij, Prokofiev, Dvorak, senza dimenticare le registrazioni operistiche, il più delle volte sorprendenti e diventate fondamentali reinterpretazioni di classici, da 'Il viaggio a Reims' a 'Il Barbiere di Siviglia' di Rossini, 'Boris Godunov' di Musorgskij, 'Pelleas e Melisande' di Debussy e tante altre sino al suo Wagner con risultati di particolare novità.