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ECONOMIA

540 milioni di investimenti agricoli per la rivoluzione digitale

Coldiretti: agricoltura è unico settore in cui aumentano i lavoratori under 35 nel 2020

Nell'ultimo anno sono nate in media 17 nuove imprese giovani al giorno, con un aumento medio dei redditi del 5,9% nel 2020 rispetto all'anno precedente, mentre quelli delle aziende over 35 sono diminuiti dell'1,3%

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In piena pandemia Covid, cresce solo il numero di giovani agricoltori, con un incremento dell'8% negli ultimi cinque anni, in netta controtendenza rispetto al dato generale degli imprenditori under 35, che crollano dell'11% nello stesso periodo, dall'industria al commercio fino all'artigianato.

Il dato emerge dall'analisi della Coldiretti, sulla base del Rapporto del Centro Studi Divulga, con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri, diffusa in occasione della consegna degli Oscar Green, il premio all'innovazione per le imprese agricole che creano sviluppo e lavoro, con l'impegno concreto dei giovani italiani per combattere i cambiamenti climatici e salvare l'ambiente.

Un appuntamento promosso nella Giornata Internazionale della consapevolezza sulle perdite e sprechi alimentari proclamata dalle Nazioni Unite, in occasione di Youth4Climate, che anticipa la riunione dei ministri della Cop26, la conferenza mondiale dell'Onu sui cambiamenti climatici in programma a Glasgow dall'1 al 12 novembre.

La pandemia spinge la svolta green
Con la crisi provocata dall'emergenza sanitaria, il settore agricolo è diventato di fatto il punto di riferimento importante per le nuove generazioni, tanto che nell'ultimo anno sono nate in media 17 nuove imprese giovani al giorno, secondo l'analisi Coldiretti-Divulga. Ma nel periodo della pandemia le aziende condotte da giovani si sono dimostrate anche le più resilienti, con un aumento medio dei redditi del 5,9% nel 2020 rispetto all'anno precedente, mentre quelli delle aziende over 35 sono diminuiti dell'1,3%.

Una svolta green che ha portato al lavoro nelle campagne italiane un esercito di 55mila imprese che  ha di fatto rivoluzionato il mestiere dell'agricoltore impegnandosi in attività multifunzionali che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l'agricoltura sociale per l'inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l'agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

Giovani agricoltori italiani leader in Europa
E' soprattutto grazie a questa svolta green che l'Italia è diventata leader in Europa per numero di giovani imprese agricole, che sono peraltro anche più brave dei colleghi Ue se si considera che il valore della produzione generato dagli under 35 nostrani è pari a 4.964 euro ad ettaro, oltre il doppio dei giovani agricoltori francesi (2.129 euro/ettaro). Ancor più marcata la differenza con la Spagna (2.008 euro/ettaro). Dietro anche i tedeschi (3.178 euro a ettaro).

Nel complesso, la produzione standard generata per ettaro coltivato dai giovani in Italia è poco meno del doppio della media europea (2.592 euro a ettaro), secondo il rapporto del Centro Studi Divulga. Ma i successi a livello europeo non riguardano solo chi ha scelto di fare imprese ma anche chi ha deciso di cercare opportunità lavorative nelle campagne. Nonostante crisi e pandemia in Italia si rileva un incremento del +4% degli occupati in agricoltura, con 11 mila nuovi posti di lavoro per giovani in agricoltura negli ultimi 10 anni. Un risultato in controtendenza se si guarda al dato nazionale relativo al lavoro dei giovani, dove calano gli altri settori tra cui: ristorazione (-14%); arte e intrattenimento (-5,5%); manifattura (-4,2%); commercio al dettaglio e ingrosso (-3,7%).

Il ruolo della formazione
Il maggior appeal del lavoro in campagna si riflette anche sule scelte scolastiche. Nell'anno del Covid gli studenti italiani hanno preso d'assalto gli indirizzi agricoli delle scuole superiori, con un incremento del 15% delle iscrizioni agli istituti professionali, secondo una analisi di Coldiretti su dati Miur. Alla crescita degli studenti degli istituti professionali in Agricoltura, Sviluppo Rurale, Valorizzazione dei Prodotti del Territorio e Gestione delle Risorse forestali e montane si aggiunge peraltro quella delle presenze all'indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria degli istituti tecnici, in aumento del 6%.

"La pandemia ha accelerato il fenomeno del ritorno alla terra e maturato la convinzione comune che le campagne siano oggi capaci di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo", afferma la leader dei giovani della Coldiretti Veronica Barbati nel sottolineare che "occorre ora sostenere il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagne, abbattendo gli ostacoli burocratici che troppo spesso si frappongono".

La burocrazia, conclude la Coldiretti, sottrae fino a 100 giorni all'anno al lavoro in azienda ma, soprattutto, con l'inefficienza, frena l'avvio di nuove attività di impresa contrastando anche le opportunità che possono generarsi attraverso i Bandi del Programmi di sviluppo rurale (Psr).

Svolta salva clima con +20% di droni e Gps
L'emergenza Covid spinge la rivoluzione digitale nelle campagne con gli investimenti in droni, gps, robot, software e internet delle cose che raggiungono i 540 milioni di euro con un balzo del +20% proprio nell'anno della pandemia per combattere i cambiamenti climatici, salvare l'ambiente e aumentare la sostenibilità delle produzioni.

Un profondo cambiamento che vede in prima fila proprio le nuove generazioni con quasi una impresa agricola giovanile su tre (31%) che applica oggi tecniche di agricoltura di precisione, secondo un'analisi Coldiretti sulla base del Rapporto del centro Studi Divulga. Ma tra i giovani molto apprezzato è anche l'utilizzo dei social per la promozione delle proprie attività: più di un giovane su tre (37%) usa i social network per promuovere le proprie attività, con Facebook che rimane il canale preferito (71%).

La rivoluzione digitale in agricoltura vede lo sviluppo di applicazioni green sempre più adatte alle produzioni nazionali su diversi fronti, dall'ottimizzazione produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi aziendali, dalla minimizzazione degli impatti ambientali con sementi, fertilizzanti, agrofarmaci fino al taglio dell'uso di acqua e del consumo di carburanti. Le soluzioni di supporto alle attività in campo come le mietitrebbie con sistema di mappatura delle produzioni o i trattori con guida satellitare (Global Navigation Satellite System) rappresentano il 36% del mercato e sono fra le innovazioni più diffuse adottate in oltre 2 imprese su 5 (43%) spiega Coldiretti secondo un'indagine condotta dall'Università degli Studi di Bologna (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari) e l'Università di Wageningen (Olanda).

La maggior parte degli strumenti utilizzati per la svolta tecnologica - spiega Coldiretti sulla base dei dati Smart Agrifood - riguarda la mappatura e il monitoraggio da remoto dei terreni (41%), l'analisi dei fattori ambientali e geologici (33%), il monitoraggio di macchine e attrezzature (23%) e la gestione e organizzazione delle risorse idriche (19%). Ma non mancano anche soluzioni per il monitoraggio da remoto con smartphone e pc degli animali con una specie di Grande Fratelli che spazia dalle stalle ai pascoli con rilevazioni che riguardano lo stato di salute, gli spostamenti e la distribuzione di cibo e acqua. Un'evoluzione del lavoro nei campi che sul Portale del Socio della Coldiretti ha portato alla creazione di Demetra il primo sistema integrato per la gestione on line dell'azienda agricola con lettura in tempo reale dello stato di salute delle coltivazioni, dati su previsioni meteo e temperature, fertilità dei terreni e stress idrico, anche per affrontare le nuove sfide dei cambiamenti climatici.

A fronte dell'82% dei consumatori italiani che privilegia nella propria spesa l'acquisto di prodotti Made in Italy, le informazioni in etichetta diventano sempre più - evidenzia Coldiretti - un valore aggiunto per il prodotto tanto che 9 aziende su 10 (89%) applicano la tecnologia digitale sulla tracciabilità degli alimenti considerata uno degli ambiti che genera i maggiori benefici per il settore.

La superficie agricola coinvolta dalla nuova ventata di innovazioni tecnologiche e digitali è di quasi 500mila ettari a livello nazionale pari al del 3-4% della superficie totale, ma esiste un grande potenziale di crescita soprattutto con l'utilizzo dei Big Data Analytics e del cosiddetto ''Internet delle cose''. Occorre però colmare i ritardi nell'espansione della banda larga nelle zone interne e montane, visto che quasi una famiglia su 3 (32%) che vive in campagna non dispone di una connessione adeguata.

Proprio per superare il digital divide tra città e campagne portando la banda ultralarga nelle aziende e sostenere con nuove soluzioni tecnologiche il grande potenziale di innovazione del settore a beneficio della ripresa economica del Paese, accelerando la transizione digitale dell'agroalimentare Made in Italy, Coldiretti, Tim e Bonifiche Ferraresi hanno firmato un accordo'' ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare ''l'importanza del Recovery plan per accompagnare la transizione economica dell'agroalimentare italiano che già oggi è il più green d'Europa''.