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ITALIA

Continua la protesta contro l'importazione di materie prime dall'estero

Made in Italy: Coldiretti porta i maiali a Montecitorio

36 mila i posti di lavoro persi a causa dei finti prodotti tipici. Allevatori e agricoltori chiedono un sistema di etichettatura trasparente

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Roberto Moncalvo scopre prosciutti stranieri
Mentre continua il presidio al valico del Brennero - iniziato ieri per bloccare i camion che importano materie prime dall'estero destinate ad essere vendute come italiane -oggi l’onda gialla di Coldiretti arriva a Montecitorio. Sono migliaia gli allevatori arrivati da tutte le regioni italiane. 

Maiali davanti al Parlamento
Non si era mai vista una protesta di questo tipo: per la prima volta gli allevatori portano in piazza i maiali per chiedere alle istituzioni di adottarli perchè loro, nelle stalle, non riescono più a mantenerli.  “Ogni 1500 prosciutti stranieri un posto di lavoro in meno per gli italiani” si legge sugli striscioni portati dagli allevatori. 

Coldiretti: un inganno per i consumatori, un capestro per gli allevatori
Mentre gli allevatori rispettano disciplinari molto rigidi per realizzare carne di altissima qualità - dice il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo - in Italia due prosciutti su tre oggi provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania, spesso alimentati con sottoprodotti". Un sistema che rischia di portare all'estinzione prodotti come  il culatello di Zibello, la coppa piacentina, il prosciutto di San Daniele e quello di Parma: dal 2008 ad oggi la produzione è crollata del 10 percento, stima Coldiretti. 

In piazza anche i sindaci
A sostenere gli allevatori sono arrivati centinaia di sindaci, parlamentari, rappresentanti di associazione e cittadini, uniti nel difendere il made in Italy.  

Il finto made in Italy uccide il lavoro
Nel secondo giorno di mobilitazione Coldiretti ribadisce gli effetti del finto made in Italy sul tessuto produttivo nazionale: solo nei primi nove mesi del 2013 sono state chiuse 32.500 aziende agricole causando la perdita di 36 mila posti di lavoro. Per sottolineralo gli allevatori hanno portato sul palco “i prodotti che diventano magicamente italiani” trovati ieri nei camion che stavano entrando in Italia dal Brennero: formaggi, semilavorati di maiale, insaccati. 

 
La richiesta: etichettatura trasparente

Allevatori e coltivatori denunciano la concorrenza sleale – materie prime straniere, dalle cosce di maiale alla passata di pomodoro, utilizzate per i cosiddetti prodotti tipici italiani – e chiedono un sistema di etichettatura trasparente, dove la provenienza sia indicata in modo chiaro.
 
De Girolamo: in Europa ho dovuto lottare per difendere il made in Italy
"La contraffazione dei prodotti tipici costa all'talia perde 60 miliardi di euro - ha detto a Radio 1 il ministro per le Politiche Agricole che ieri ha partecipato alla manifestazione di Coldiretti - per difenderlo ho dovuto lottare strenuamente in Europa". L'Italia, ha aggiunto "deve avere il coraggio di alzare la voce". Da Coldiretti arriva invece un attacco molto diretto a Bruxelles contro “l’inerzia dell’Unione Europea nell’introdurre obblighi di etichettatura più stringente”.