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POLITICA

Conte-Renzi, verso la resa dei conti

Conte-Renzi: le parole restano dure, lo scenario della crisi aperto

L'ultima offerta Conte: martedì il recovery plan, poi tavolo per il patto di legislatura e corposo rimpasto. L'ppoggio del  Pd. Iv replica con freddezza, Renzi: "Nessuno ci ha risposto sui nostri temi, piuttosto ce ne andiamo"

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Doppio appuntamento di Italia Viva ieri sera, con la riunione della cabina di regia e poi con l'assemblea dei gruppi di Camera e Senato. Sul tavolo, virtuale dato che tutto avviene in videocollegamento, è l'offerta finale di Conte Renzi: martedì il Recovery plan, poi il tavolo per il patto di legislatura e un corposo rimpasto. L'offerta arriva via Facebook a poche ore dall'inizio della riunione renziana.

Ma Renzi, al momento, non sembra intenzionato a fare passi indietro rispetto alle sue richieste fatte pervenire al governo. L'ultima della quale è avere a disposizione il testo completo del piano di ripartenza e resilienza oltre alla questione della delega ai servizi che Conte dovrebbe cedere e l'attivazione del Mes sanitario. 

Renzi parla ai suoi e non si vedono cenni di arretramento: "Nessuno ci ha risposto sugli oltre sessanta temi che abbiamo posto"; "Italia viva non vuole rompere", ma "confrontarsi nel merito sulle questioni"; "Conte deve uscire al più presto con il piano, non si può più attendere". Se non piacciono le idee che proponiamo, conclude Renzi, siamo pronti ad "andare all'opposizione". La chiamata di Conte viene insomma, viene derubricata come ennesimo appello ai 'responsabili', non a Iv.

Dopo settimane di tensioni nella maggioranza il Pd, che nello scontro tra Renzi e Conte ha speso pochissime parole in difesa del Presidente del Consiglio, ha cambiato ruolo. La proposta di Conte arriva a Renzi con l'avallo e l'accordo del Nazareno.

Il ministro e capodelegazione dem, Dario Franceschini, lo ricorda , pochi minuti prima del post di Giuseppe Conte e il segretario, Zingaretti, ancora una volta aveva ricorda la necessità di rilanciare l'azione di governo ieri in direzione nazionale a cui Conte risponde dicendo di "non vedere l'ora che passino le fibrillazioni" così da rilanciare l'azione di governo con un programma, "una lista di priorità" che accompagni l'esecutivo da qui fino a fine legislatura

ora la tabella di marcia ha tempi abbastanza stretti: salvo rinvii, il Recovery Plan andrà martedì in Consiglio dei Ministri per una primo via libera; passerà poi all'esame del parlamento e delle forze sociali per poi tornare, emendato, al Consiglio dei Ministri per il via libera finale. Lì Renzi chiederà conto delle sue sessanta osservazioni, e si vedrà se il lavoro del ministro Gualtieri nel trovare le compatibilità con le richieste dei partiti avrà trovato la quadra.