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ECONOMIA

Effetti del lockdown

Coronavirus, Confcommercio:" Consumi -31,7% a marzo. Pil di aprile -13%"

I ribassi più consistenti hanno colpito il segmento della ristorazione (-69,5%) dei beni e servizi per la mobilità (-63,3%) e di abbigliamento e calzature (-67,4%)     

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Consumi in picchiata del 31,7% a marzo rispetto allo stesso periodo del 2019 e per il primo trimestre di quest'anno si stima una riduzione tendenziale del 10,4%. Un crollo che fa prevedere per il solo mese di aprile una contrazione del Pil del 13% a fronte di un calo tendenziale del -3,5% atteso per il primo trimestre 2020.  E' quanto emerge dallo studio di Confcommercio sugli effetti del lockdown per arginare il contagio da Coronavirus.

"Siamo in presenza di dinamiche inedite sotto il profilo statistico-contabile, che esibiscono tassi di variazione negativi in doppia cifra" si legge nel report in cui si segnala il crollo del turismo con un-95% degli stranieri a partire dall'ultima settimana di marzo; delle immatricolazioni di auto (-82%), delle vendite di abbigliamento e calzature (-100% per la maggior parte delle aziende non attive su piattaforme virtuali, di bar e ristorazione (-68% considerando anche il delivery a casa).

Considerando il deciso peggioramento delle condizioni economiche ad aprile, e il persistere delle misure di contenimento da COVID-19, Confcommercio stima per il mese in corso una flessione congiunturale del Pil, al netto dei fattori stagionali, del -6,1%.

Nel complesso del primo trimestre il Pil è stimato ridursi del 3,4% rispetto al trimestre precedente e del 3,5% nel confronto sul trimestre corrispondente del 2019.

Dall'analisi più dettagliata dei dati grezzi sulla dinamica dei consumi emerge che a marzo si è registrata per il settore dei servizi una flessione tendenziale del 47,9% e del 25% per quello dei beni. I ribassi più consistenti hanno colpito il segmento della ristorazione (-69,5%) dei beni e servizi per la mobilità (-63,3%) e di abbigliamento e calzature (-67,4%).     

Sulle contromisure adottate dall'Italia per limitare gli impatti della crisi Confcommercio ritiene che accanto alla"concessione di abbondante liquidità a costi molto esigui, sarebbe opportuno affiancare una serie di indennizzi proporzionali alle perdite (al netto delle imposte potenzialmente dovute) subite dagli imprenditori e dai lavoratori. Senza lo strumento dei "trasferimenti a fondo perduto" si corre il rischio che l'eccezionale liquidità non sarà realmente domandata, almeno dai soggetti più deboli,lasciando ferite permanenti nel tessuto produttivo e rendendo meno vivace la ripartenza". Uno scenario che per Confcommercio rischia di aggravarsi  e paralizzare il Paese per le troppe incognite che ancora gravano sui tempi della progressiva fine del lockdown e della fase di ripresa delle attività.

"Oggi è necessario evitare che, dopo il coronavirus, la ricostruzione dei livelli di benessere economico, già depressi, del 2019, duri troppi anni - avverte l'organizzazione - Il rischio è la marginalizzazione strutturale del Paese rispetto alle dinamiche internazionali dell'integrazione, dell'innovazione tecnologica, della sostenibilità e, in definitiva, della crescita di lungo termine".