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Coronavirus

Ieri 464 decessi, il totale delle vittime è di 25.549

Coronavirus, Protezione civile: i guariti (3.033) superano per la prima volta i nuovi casi (2.646)

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Guarda i dati in Italia e nel mondo

Salgono a 189.973 i casi totali di coronavirus in Italia, 2.646 più di ieri (quando l'aumento era stato di 3.370 unità). I guariti in un giorno sono stati 3.033 (ieri 2.943): per la prima volta, dall'inizio dell'epidemia, si registrano dunque più guariti che nuovi casi. Il numero totale dei guariti è 57.576. I decessi sono stati 464 (ieri 437), per un totale di 25.549. Il numero dei malati ancora 'attivi' conosce così un calo record: 851 meno di ieri, per un totale che scende a 106.848. Sono i dati forniti dalla Protezione Civile nel bollettino delle 18.Si conferma il trend in calo dei ricoveri: quelli in regime ordinario sono scesi di 934 unità, 22.871 totali, mentre le terapie intensive calano di 117 unità, arrivando a 2.267 (solo 20 giorni fa si superavano i 4.000 posti occupati). Le persone in isolamento domiciliare sono 81.710. Infine, continua a crescere il numero dei tamponi effettuati, oggi 66.658 contro i 63.101 di ieri. Ad oggi sono stati effettuati 1.579.909 tamponi a 1.052.577 pazienti. "17.250 i volontari in campo". 



Nelle Regioni
Dai dati della Protezione civile emerge che sono 33.873 i malati in Lombardia (369 in meno di ieri), 12.845 in Emilia-Romagna (-239), 15.152 in Piemonte (+30), 9.925 in Veneto (-66), 6.171 in Toscana (+4), 3.466 in Liguria (-10), 3.230 nelle Marche (+0), 4.486 nel Lazio (+23), 2.978 in Campania (-20), 1.871 nella Provincia di Trento (-3), 2.936 in Puglia (+62), 1.135 in Friuli Venezia Giulia (-173), 2.301 in Sicilia (+14), 2.100 in Abruzzo (-8), 1.494 nella provincia di Bolzano (-18), 355 in Umbria (-16), 817 in Sardegna (-16), 823 in Calabria (+2), 463 in Valle d'Aosta (-38), 229 in Basilicata (-3), 198 in Molise (-7). Quanto alle vittime, se ne registrano 12.940 in Lombardia (+200), 3.269 in Emilia-Romagna (+65), 2.630 in Piemonte (+71), 1.206 in Veneto (+25), 723 in Toscana (+18), 1.047 in Liguria (+25), 857 nelle Marche (+12), 375 nel Lazio (+5), 332 in Campania (+5), 382 nella provincia di Trento (+1), 372 in Puglia (+10), 256 in Friuli Venezia Giulia (+10), 213 in Sicilia (+5), 280 in Abruzzo (+4), 261 nella provincia di Bolzano (+5), 61 in Umbria (+0), 98 in Sardegna (+2), 76 in Calabria (+0), 127 in Valle d'Aosta (+0), 24 in Basilicata (+0), 20 in Molise (+1).

Numeri confortanti
Per la prima volta i "numeri sono particolarmente confortanti: il numero di dimessi e guariti supera il numero di nuovi casi nel paese". Lo ha detto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli facendo il punto sui dati del contagio in conferenza stampa.

Indice contagiosità tra 0,5 e 0,7%
"L'indice di contagiosità, il famoso R con zero, è oggi tra lo 0,5 e lo 0,7, tenendo conto delle differenze regionali". Lo ha detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli al punto stampa in Protezione Civile.

5 vaccini in fase avanzata
"Oggi abbiamo in corso di studio due potenziali vaccini in Usa, uno in Inghilterra, uno in Germania e uno in Cina che sono in una fase avanzata di sviluppo. Ma deve essere detto chiaramente che non vuol dire affatto imminenza di commercializzazione, ma vuol dire messa a punto di approcci vaccinali in grado di sviluppare una risposta immunologica protettiva. Esistono diverse tappe ineludibili per documentare sicurezza ed efficacia, e questi studi dovranno rispondere a una domanda fondamentale, cioé che a oggi non abbiamo risposte certe su quanto dura l'immunità protettiva. E' rassicurante che grandi gruppi nel mondo si impegnino, ma ci vogliono mesi prima di poter pensare alla commercializzazione di questi vaccini". Lo ha detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli al punto stampa in Protezione Civile.

Donazioni
"Per quanto riguarda le risorse raccolte sul conto corrente del Dipartimento abbiamo raggiunto la cifra di 129.889.634 euro, ad oggi abbiamo speso pi di 71 milioni di euro per l'acquisto di dpi e di ventilatori". Lo ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli.

20.491 domande per operatori socio sanitari
"Voglio ricordare che si è conclusa la chiamata per individuare operatori socio sanitari da destinare agli istituti penitenziari e alle rsa e case di cura per disabili, abbiamo avuto 20.491 domande. Si è chiusa anche la call per il personale medico e abbiamo ricevuto 691 domande". Lo ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli.

Da 4 giorni positivi in calo
"Oggi è il quarto giorno consecutivo in cui il numero di soggetti positivi è in calo ed è rimarchevole". Così il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Locatelli, in conferenza stampa alla Protezione civile. "A far corso dal 5 di aprile, con la sola eccezione di una giornata - ha aggiunto - in tutti gli altri giorni c'è stata una riduzione del numero di pazienti ricoverati e a far corso dal 3 di aprile costantemente ogni giorno c'è stata una riduzione del numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva. Ancora più nello specifico ricordo che il 3 aprile eravamo a quasi 4.068 casi oggi siamo a 2.267".

Approvati 26 studi su farmaci, 51 respinti
"Aifa ha valutato 114 studi" su terapie anti-Covid-19, "26 hanno ricevuto parere favorevole e 13 sono già stati attivati. Ma 51 proposte sono state giudicate con parere non favorevole", un indice "del rigore" e "dell'efficienza di valutazione" dell'Agenzia italiana del farmaco. Lo ha evidenziato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), durante la conferenza stampa alla Protezione Civile, a Roma.

Prezzo mascherine
"E' necessario e doveroso, ed è una valutazione politica, prevedere un prezzo massimo per le mascherine, per evitare fenomeni speculativi. Le mascherine sono un bene prezioso e, come avviene sempre nel mercato, quando la domanda spicca verso l'alto il prezzo si colloca in un valore più elevato". Così il capo dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli, durante la conferenza stampa.

Rischioso riaprire le scuole
"Abbiamo fatto la valutazione di evitare le aggregazioni, mantenere il distanziamento fisico. Nei modelli sviluppati una riapertura delle scuole in concomitanza con il ripristino delle attività produttive avrebbe comportato certamente l'andare oltre, e non di poco, l'indice di contagiosità di 1. Abbiamo consegnato questa valutazione al Governo a cui spettano le decisioni". Lo ha detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli.

Riapertura graduale e ben ponderata
"Le iniziali fasi di apertura devono essere relative a un processo graduale e ben ponderato". Con "il contributo offerto dal contact tracing", cruciale per individuare eventuali focolai, e con la possibilità di assorbimento dei pazienti che avessero necessità di ricovero in terapia intensiva". Lo ha evidenziato Franco Locatelli. "Le scelte iniziali della fase 2" tengono conto dei "dati epidemiologici, dei profili lavorativi,  on l'obiettivo di identificare dei settori produttivi la cui apertura consentisse di poter mantenere l'indice di contagiosità al di sotto di 1, in maniera da evitare la pressione sulle terapie intensive". Ebbene, "edilizia e manifattura, con le attività commerciali associate, sono i due settori che consentono di ottemperare a questo obiettivo", ha detto Locatelli."Sono state fatte valutazioni relative all'uso dei mezzi pubblici da parte di questi lavoratori, che ci hanno permesso di stimare che il 15% di questi lavoratori usa mezzi pubblici". Il processo decisionale finale "spetta al decisore politico", ha ricordato.

Calcio
"Non credo che la sfera di cuoio possa rappresentare un veicolo che contribuisce alla diffusione nell'ambito dei 22 calciatori più eventuali 6 che entrano, più la terna arbitrale. Anche qui va fatta una comunicazione che sia solida e questa mi sembra un po' poco solida". Lo ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile per fare il punto sull'emergenza coronavirus, rispondendo alla domanda se il pallone da calcio possa essere un veicolo di contagio del coronavirus.

Nei dati Istat su morti anche casi non positivi
I dati Istat sulla mortalità in Italia comprendono anche le persone non positive al coronavirus, e questo spiega la differenza con i dati forniti giornalmente dalla Protezione civile. Lo ha precisato in conferenza stampa il capo del Dipartimento, Angelo Borrelli, in merito alla differenza tra il dato, più ampio, di deceduti fornito dall'Istat nel periodo febbraio-marzo e quello invece del Dipartimento.

Spostamenti tra Regioni
"Concordo con il presidente del Consiglio, la data del 4 maggio non è liberi tutti, va considerata una gradualità. E' chiaro che magari qualche piccola eccezione, per chi vive ai confini di una regione e lavora in quella limitrofa, potrà essere largamente considerata e messa in conto". Lo ha detto Franco Locatelli. 

Spallanzani, lavoro formidabile
"Questa è l'occasione per ringraziare quanto è stato fatto dai sanitari dello Spallanzani, l'unico istituto con impronta e vocazione sulle malattie infettive in Italia. Hanno fatto un lavoro formidabile rispetto a due turisti cinesi che peraltro avevano un'età potenzialmente a rischio per Sars-CoV-2". Lo ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità. 

Condurre studi per esiti su organi
"Andranno condotti degli studi e delle valutazioni in maniera puntuale e rigorosa" per capire se ci saranno "esiti su quelli che sono gli organi più interessati rispetto al processo sostenuto da questo nuovo coronavirus. Sono tutte informazioni assolutamente importanti, tutte da acquisire, a cui contribuiranno tutti i centri clinici del mondo". Lo ha detto Franco Locatelli.

Fase 2 e centro supporto psicologico
Nella cosiddetta 'Fase 2', una particolare attenzione sarà dedicata all'aspetto psicologico, che ha avuto e sta avendo un grosso impatto sulla popolazione in questo lungo periodo di quarantena. Tanto è vero che a "a brevissimo" sarà attivato dalla Protezione civile e dal ministero della Salute un centro di ascolto psicologico, un gruppo di ascolto con la collaborazione di volontari di associazioni esperti in psicologia ed altri competenti in materia. Lo ha detto il capo del Dipartimento, Angelo Borrelli, nel briefing con la stampa per fare il punto sulla diffusione dell'epidemia da coronavirus. Borrelli ha anche detto che il comitato presieduto da Vittorio Colao "deve dare proposte e fare analisi, siamo in fase di formulazione di ipotesi e non è il caso di divulgare linee guida" per la Fase 2. La composizione del comitato "è ben assortita e parlerà a tempo debito Colao", ha aggiunto il capo della Protezione civile.

Studi su professione dei contagiati
C'è una statistica per censo e per professione relativa alle persone colpite dal Covid-19? "Questo tipo di valutazioni non sono al momento disponibili. Sono disponibili per le professioni sanitarie. Una volta che questi dati verranno acquisiti ed elaborati, potranno dare dati utili". Lo ha detto Franco Locatelli.

Inopportuna diffusione notizie Cts
"A nome del comitato tecnico scientifico, tutti noi proprio perché siamo di fatto impegnati a un vincolo di riservatezza riteniamo che eventuali diffusioni in modi e ambiti che non sono quelli dei percorsi dei nostri referenti, cioè il dottor Borrelli e del ministro Speranza, siano quanto meno inopportune". A sottolinearlo Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), in conferenza stampa alla Protezione civile. "Quanto alle popolazioni a rischio di impatto psicologico sul prolungamento delle misure di distanziamento sociale - ha aggiunto - sia ben chiaro che la scelta di prolungarle o meno vengono sempre valutate e rapportate considerando l'impatto sui bambini e sugli anziani, e in questo senso avrete poi evidenze dalle scelte che il presidente Conte verrà a presentare e a illustrare al Paese, di come questa attenzione sia pagata".

Scordiamoci campi estivi e oratori
"Scordiamoci i campi estivi e gli oratori nei prossimi mesi caldi". Lo ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, sollecitato da un cronista che gli chiedeva su possibili allentamenti delle misure nei confronti di bambini e ragazzi. "Sarà necessario mantenere comunque una certa distanza", ha aggiunto.