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EUROPA

Covid-19

La pandemia accelera, l'Europa tra lockdown e green pass

Quadro critico soprattutto nell'ovest del continente. L'Organizzazione mondiale della sanità: "Situazione profondamente preoccupante"

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Altre 500 mila persone potrebbero  morire in Europa per complicanze riconducibili al coronavirus entro  marzo. L'allarme arriva dal direttore dell'Organizzazione mondiale  della Sanità (Oms) per l'Europa, Hans Kluge, dicendosi ''molto  preoccupato'' per la nuova ondata di contagi nel Vecchio Continente. Un aumento dovuto, ha detto Kluge, alla stagione invernale, alla  scarsa copertura vaccinale della popolazione e alla maggiore  trasmissibilità della variante Delta. "Il Covid-19 è diventato ancora una volta la prima causa di mortalità  nella nostra regione", ha detto nel corso di una intervista alla Bbc,  aggiungendo che "sappiamo cosa bisogna fare" per combattere la  malattia. L'unico modo per evitare un alto numero di decessi è quello  di vaccinarsi contro il coronavirus e rispettare le norme di  distanziamento sociale. Anche ''un maggiore uso della mascherina  potrebbe aiutare'', ha aggiunto.


La pandemia di Covid-19 accelera in Europa, soprattutto nell'ovest del continente. "Mentre ci avviciniamo alla fine del 2021, la situazione #COVID19 in tutta la regione europea è profondamente preoccupante" twitta Hans Kluge, direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'Europa.

E le notizie sono davvero gravi. L'Austria sceglie il lockdown e confina la sua intera popolazione, rendendo "obbligatoria la vaccinazione" da febbraio, diventando il primo Paese dell'UE ad adottare tali misure di fronte alla recrudescenza dei casi di Covid-19. La Germania con oltre 63.924 nuovi contagi in 24 ore è entrata in uno "stato di emergenza nazionale" a causa dell'aumento degli infettati da coronavirus, afferma il capo dell'agenzia per il controllo delle malattie. E anche la Slovacchia ha un quadro preoccupante con 9.117 casi. Mentre il tasso di infezione da Coronavirus nella Repubblica Ceca ha raggiunto un nuovo record per la seconda volta questa settimana, ha detto il ministero della salute locale. Il numero giornaliero è salito a 22.936 venerdì, quasi 500 in più rispetto al precedente record stabilito martedì.

Con i casi raddoppiati rispetto a una settimana fa (oltre 20 mila), la Francia valuta nuove restrizioni. Intanto, resta il certificato verde, che non viene però richiesto sui luoghi di lavoro, mentre per i turisti la tempistica dei tamponi obbligatori dipende dal livello di rischio dei Paesi d'origine. La Gran Bretagna ha puntato tutto sull'immunizzazione di massa con il booster, evitando di reintrodurre misure restrittive anche dopo i picchi di contagi delle scorse settimane. E continua a non essere obbligatorio l'uso della mascherina anche nei locali al chiuso.
La Spagna è uno dei Paesi meno colpiti dalla nuova ondata, nonostante l'assenza di obbligo di green pass, grazie a un tasso di vaccinazione record, con una copertura pressoché totale tra gli over 70. Oltre al certificato verde europeo, i turisti devono presentare un modulo governativo di sorveglianza sanitaria.
Da lunedì in Grecia arriva una stretta sui no vax. Chi non è immunizzato già non poteva andare al ristorante, ora non gli sarà più permesso l'accesso agli altri "luoghi chiusi", tra cui cinema, teatri, musei e palestre. Per scongiurare nuove "morti evitabili", Atene ha inoltre stabilito di ridurre la durata del green pass a 7 mesi per gli over 60 come incentivo ad affrettare la terza dose.

Kluge twitta anche i consigli dell'Oms per salvare vite e non chiudere: "Numero 1: fatti vaccinare se sei idoneo. Indossa la mascherina in spazi affollati, chiusi e confinati. Copri tosse e starnuti. Mantieni la distanza fisica dagli altri. Lavati le mani regolarmente. Cambia l'aria negli spazi interni con aria fresca. Tutti possiamo aiutare a fermare l'infezione e la diffusione di #COVID19", aggiunge