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Coronavirus

Emergenza Covid-19

"Situazione preoccupante", nuovo vertice Conte-capidelegazione su scuola. Si ragiona su chiusure

"Sulle chiusure si è già in ritardo almeno di due settimane. Quanto meno in alcune regioni sarebbe necessario chiudere prima" avverte Andrea Crisanti, docente di microbiologia all'Università di Padova. Mentre invita a limitare i contatti nel weekend, Massimo Galli, primario all'ospedale Sacco di Milano e docente all'università degli Studi del capoluogo lombardo

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La situazione in Italia - sul fronte pandemico - si fa sempre più preoccupante. Tanto che - in queste ore - si fa sempre più strada la possibilità di 'chiudere' città come Milano e  Napoli, dove si registra un'impennata di casi, con i Governatori sul piede di guerra. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intanto con i ministri competenti e i  capi delegazione dei partiti di maggioranza, prenderanno parte a una nuova riunione nel pomeriggio per affrontare il problema dei contagi nella scuola.  In quella di ieri - secondo fonti -  non si sarebbe affrontato il tema di possibili lockdown delle principali citta'. E proprio su questo punto,  Andrea Crisanti, docente di microbiologia all'Università di Padova,  avverte che "sulle chiusure si è già in ritardo almeno di due settimane. Quanto meno in alcune regioni sarebbe necessario chiudere prima". E aggiunge: "Ora stiamo inseguendo  l'epidemia, speriamo che non sia troppo tardi. Se mercoledì non vedremo dati differenti, sarà finita. Si andrà per forza a lockdown, magari in una forma meno severa di marzo. Ma  qualcosa sarà inevitabile fare". 

Il Presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ieri ha ricordato: "Censiamo un Rt nazionale ancora in crescita, sempre riferito alla scorsa settimana, ribadiamo che  gli effetti del recente Dpcm non li possiamo ancora vedere. L’Rt si aggira intorno a 1,7. Tutte le regioni sono sopra all’1 e alcune lo sono di molto. Siamo nello scenario 3 ma verso  il 4. Alcune regioni hanno già raggiunto lo scenario 4". 

Richeldi: "Attenti alla terza ondata"
"Chiusure non come a marzo, ma attenti alla terza ondata". Lo dice Luca Richeldi, componente del Cts, secondo il quale "ha senso aspettare qualche giorno per vedere se  avranno effetto le misure prese con gli ultimi Dpcm". Intervistato dal Sole 24 Ore, Richeldi spiega: "Se i numeri saranno ingestibili allora bisogna pensare a misure più decise a  livello nazionale, non un lockdown come quello di marzo ma a un intervento sostenibile a medio termine perchè l'inverno è lungo e non si può escludere che poi ci sia anche una   terza ondata del Covid.

I numeri sono preoccupanti come quelli che si vedono in altri Paesi europei, ma possiamo provare ancora a gestire l'urto cercando di abbassare la pressione sugli ospedali.  Dobbiamo anche essere pronti a misure più decise" anche se - per quanto riguarda la scuola - "vale la pena salvare un ambito che ha una importanza dal punto di vista sociale  soprattutto per i più piccoli" perchè "abbiamo strumenti che funzionano e ci abbiamo investito tanto" perciò "per gli studenti più grandi la didattica a distanza è un'opzione valida". 

Galli: "Limitare gli incontri nel weekend"
"La situazione è sempre più preoccupante. In questo fine settimana state il più possibile a casa e limitate gli incontri anche con familiari ed amici allo stretto indispensabile. I nostri  morti ricordiamoli nel cuore e nella mente e non affollando i cimiteri". E' l'appello di Massimo Galli,  primario all'ospedale Sacco di Milano e docente all'università degli Studi  del capoluogo lombardo, su Twitter.

Lopalco: "Attenzione va sugli aggregatori sociali, ecco perchè abbiamo chiuse scuole"
"Non so se il lockdown di alcune città possa avere effetto, sarebbe meglio concentrarsi su alcune categorie e funzioni. Occorre rallentare i contatti che si hanno durante la giornata, l'attenzione va  sugli aggregatori sociali, ecco perché abbiamo chiuso le scuole". Lo ha affermato l'epidemiolgo Pier Luigi Lopalco, assessore alla Sanità della Puglia.

Milano, verso 20mila casi questa settimana
"Questa settimana avevamo previsto e stiamo andando verso quota 20mila casi circa". A riferire il dato è stato il direttore generale dell'Ats Milano Città metropolitana, Walter   Bergamaschi. L'andamento mostra "una fiammata nella prima settimana del mese di ottobre e poi un raddoppio la settimana successiva. Ora i contagi continuano a crescere in  modo preoccupante", dice il Dg. Tanto che la previsione per la prossima settimana è di arrivare a quota 30mila.

"Nei 7 giorni dal 4 al 10 ottobre i casi sono stati 2mila, sono poi triplicati la settimana successiva dall'11 al 17 raggiungendo quota 6mila, poi sono quasi raddoppiati nella settimana dal 18 al 24, raggiungendo quota 11.915 e questa settimana si va verso i 20mila contagi registrati". Questo l'andamento: da 2mila a 20mila, i contagi sono 10 volte quelli di inizio mese. Il 10% delle persone che vengono ricoverate in ospedale per Covid-19 (pari a loro volta al 5% circa dei positivi) finiscono in terapia intensiva. Quindi su 200 casi, 10 vengono ricoverati e un va in terapia intensiva. Nell'ultima settimana i tamponi processati in Ats Milano sono arrivati a circa 85mila, e - ha precisato durante l'audizione il Dg - siamo "abbastanza vicini al limite". L'indice di contagio Rt per Milano oggi è a 1,85.

Nel capoluogo lombardo si parte "la prossima settimana con i test antigenici rapidi, che saranno destinati principalmente alla scuola e all'ambito sociosanitario" dice ancora  Bergamaschi. Si pensa infatti di realizzare due o tre grandi drive-through per le scuole dove si potranno fare i test rapidi e uno di questi sarà vicino al Parco di Trenno. La  collocazione degli altri è in via di definizione.

De Luca: "Uniche misure efficaci chiusure nazionali"
"L'ultima stupidaggine che ho sentito riguarda la chiusura di territori interi. Si è parlato di Milano e Napoli… Nessuno si permetta di immaginare misure mezze mezze. Per il livello  di gravità a cui è arrivato il contagio, le uniche misure serie ed efficaci sono di carattere nazionale, il resto è tempo perso". Lo ha detto il presidente della Regione Campania  Vincenzo De Luca in una diretta Facebook. "Ci sono Regioni piuù piccole - ha aggiunto - che hanno percentuali di contagio enormemente più alte di Napoli. Nessuno dica  stupidaggini, le uniche misure efficaci sono di carattere nazionale".