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Coronavirus

La lotta alla pandemia

Vaticano, appello e monito: "Vaccini Covid accessibili a tutti. Vaccinarsi è responsabilità morale"

Superare la logica del "nazionalismo vaccinale", recita un documento della Commissione Vaticana Covid-19 e della Pontificia Accademia per la Vita, "il rifiuto di vaccinarsi è un rischio per gli altri"

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Un documento della Commissione Vaticana Covid-19 e della Pontificia Accademia per la Vita affronta problematiche e priorità emergenti nelle tappe del processo del vaccino, dalla ricerca e lo sviluppo ai brevetti e lo sfruttamento commerciale, passando per approvazione, distribuzione e l'amministrazione. Ribadisce l'essenziale ruolo dei vaccini per sconfiggere la pandemia, non solo per la salute personale individuale, ma per proteggere la salute di tutti. La Task-force vaticana e la Pav ricordano ai leader mondiali che i vaccini devono essere forniti a tutti in modo giusto ed equo, dando priorità a coloro che ne hanno più bisogno.

Facendo eco al recente messaggio di Natale Urbi et Orbi di Papa Francesco, il documento invita i leader mondiali a resistere alla tentazione di aderire ad un "nazionalismo dei vaccini", esortando gli Stati nazionali e le imprese a cooperare - e non a competere - tra di loro.   Il cardinale Peter K.A. Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale (Dssui), che guida la Commissione, ha detto: "siamo grati alla comunità scientifica per aver sviluppato il vaccino in tempi record; ora sta a noi garantire che sia disponibile per tutti, specialmente per i più vulnerabili. È una questione di giustizia. Dobbiamo dimostrare una volta per tutte che siamo un'unica famiglia umana".

"L'interconnessione che lega l'umanità è stata rivelata dalla pandemia Covid-19", ha affermato l'arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. "Insieme alla Commissione, stiamo lavorando con molti partner per rivelare le lezioni che la famiglia umana può imparare e per sviluppare un'etica del rischio e della solidarietà per proteggere i più vulnerabili della società".

"Siamo a un punto di svolta nella pandemia Covid-19 e abbiamo l'opportunità di iniziare a definire il mondo che vogliamo vedere dopo la pandemia", ha aggiunto mons. Bruno-Marie Duffe, segretario del Dssui. "Il modo in cui i vaccini sono distribuiti- dove, a chi, e per quanto - è il primo passo che i leader globali devono compiere nell'impegno per l'equità e la giustizia come principi per costruire un mondo post-Covid migliore", ha sottolineato padre Augusto Zampini, segretario aggiunto del Dssui. 

"Responsabilità morale vaccinarsi, rifiuto è rischio per gli altri"
Una "responsabilità morale"  vaccinarsi. Il rifiuto del vaccino anti Covid "può costituire anche un rischio per gli altri". La Commissione Vaticana Covid 19 voluta dal  Papa e la Pontificia Accademia per la Vita rispondono in qualche  misura ai cosiddetti no vax e, in una nota congiunta, sottolineano la  "responsabilità morale di sottoporsi alla vaccinazione".        "Occorre ribadire - scrivono - come questa tematica implichi anche un  rapporto tra salute personale e salute pubblica, mostrandone la  stretta interdipendenza. Alla luce di questo nesso, riteniamo  importante che si consideri al riguardo la presa di una decisione  responsabile, atteso che il rifiuto del vaccino può costituire anche  un rischio per gli altri. Ciò vale anche qualora, in assenza di  alternativa, la motivazione fosse di evitare di trarre benefici dagli  esiti di un aborto volontario. Infatti, in questi casi, come chiarisce la Congregazione per la Dottrina della Fede si può ritenere, a precise condizioni, 'moralmente accettabile utilizzare i vaccini anti-Covid-19 che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro  processo di ricerca e produzione'".        Pertanto, chiariscono i due organismi del Vaticano, "tale rifiuto  potrebbe aumentare seriamente i rischi per la salute pubblica.  Dall'altro, l'ammalarsi determina un aumento dei ricoveri con  conseguente sovraccarico per i sistemi sanitari, fino a un possibile  collasso, come sta accadendo in diversi Paesi durante questa pandemia, ostacolando l'accesso all'assistenza sanitaria, ancora una volta a  spese di chi ha meno risorse. Anche i vescovi di Inghilterra e Galles  hanno recentemente ribadito che è necessario accogliere il vaccino non solo per la propria salute, ma anche in nome della solidarietà con gli altri, specialmente i più vulnerabili".