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POLITICA

Emergenza Covid

Bozza Dpcm, impianti sci chiusi fino al 15 febbraio

Dal 18 scuole superiori in presenza al 50%, divieto asporto per bar, chiusi teatri e cinema. Entrerà in vigore nelle prossime ore la nuova stretta

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A partire da lunedì le scuole superiori di secondo grado "adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica... in modo che...almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l'attività didattica in presenza". E' quanto prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio. Per le scuole dell'infanzia, per le elementari e le medie, prosegue il testo, la didattica continua a svolgersi "integralmente in presenza". Le misure indicate nel Dpcm saranno valide dal 16 gennaio al 5 marzo. E' quanto si legge nella bozza del Dpcm in base al quale continuano a valere fino a quella data anche le misure per gli ingressi da Gran Bretagna e Irlanda del nord. 

Dpcm, impianti sci chiusi fino al 15 febbraio
Gli impianti sciistici rimarranno chiusi fino al 15 febbraio. Lo prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio nella quale si sottolinea che dal 15 di febbraio potranno aprire gli impianti "solo subordinatamente all'adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti".

Nuova stretta per evitare nuovo lockdown nazionale
Quasi tutta Italia in zona arancione e il divieto di spostarsi tra le regioni fino al 15 febbraio, con Lombardia e Sicilia che da domenica potrebbero essere le prime zone rosse del 2021. Entrerà in vigore nelle prossime ore la nuova stretta per evitare che anche l'Italia finisca nella stessa situazione di Gran Bretagna e Germania, costringendo il governo all'unica soluzione possibile in quel caso: un nuovo lockdown nazionale.   

Musumeci al governo: Sicilia 'zona rossa' per 2 settimane
"Alla luce dell'aumento dei contagi, che è ulteriormente progredito rispetto alla scorsa settimana, abbiamo sottoposto al governo centrale la proposta di dichiarare per due settimane la 'zona rossa' in Sicilia. L'istanza sarà valutata nella cabina di regia convocata per domani a Roma e, ove la nostra richiesta non dovesse essere accolta, prudenzialmente domani stesso procederò con mia ordinanza ad applicare le limitazioni previste per le 'zone rosse' in tutte le aree regionali a maggiore incidenza di contagio, come peraltro richiesto da numerosi sindaci". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci. "Dobbiamo evitare che rimandare misure inevitabili ci costringa a restare chiusi quando il resto d'Italia riaprirà. Confidiamo nei ristori più volte sollecitati assieme ad altri presidenti di Regione al governo centrale e, soprattutto, nel comportamento rispettoso da parte dei cittadini. Una minoranza non deve condizionare la vita sociale ed economica della nostra comunità", ha aggiunto. Musumeci ha lanciato la proposta al termine dell'incontro fra il governo e le Regioni in cui sono state illustrate le linee guida del prossimo Dpcm che entrerà in vigore il 16 gennaio.

Incontro con le Regioni
Le ultime modifiche al Dpcm valido dal 16 gennaio sono state illustrate dall'esecutivo nella riunione con le Regioni, i Comuni e le province, precedute da una premessa del ministro della Salute Roberto Speranza: "I dati europei sono in significativo peggioramento. La situazione non può essere sottovalutata. Lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova forte ondata", ha affermato il ministro della Salute Roberto Speranza, nel suo intervento all'incontro con le Regioni, presenti anche il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia e il Commissario straordinario, Domenico Arcuri.

Nuove soglie per determinare le 3 fasce. Confermato stop mobilità
Il ministro durante il vertice con Regioni e enti locali ha fatto una sintesi di quelle che saranno le nuove soglie per determinare le tre fasce: con RT 1 sarà fascia arancione, con 1.25 scatterà la rossa. Confermato poi lo stop alla mobilità anche tra le regioni gialle, con le deroghe già previste e la possibilità di ospitare in casa massimo due persone conviventi. Infine, come anticipato, prorogato lo stato di emergenza a 30 aprile. Secondo Speranza inoltre, la possibilità di istituire zone bianche "è un segnale per il futuro". In quel caso resterebbero vigenti le regole comportamentali, obbligo di mascherina e distanziamento sociale ma non gli altri. Per andare in zona bianca devono passare 3 settimane di fila con una incidenza sotto i 50 contagi ogni 100mila abitanti e RT sotto l'1.

Il monitoraggio dell'Iss
Domani intanto è atteso il consueto monitoraggio dell'Iss e, in base ai dati, Speranza stabilirà con una nuova ordinanza le 'colorazioni' delle Regioni.

Boccia: "Massima priorità ristori"
La crisi "non ci impedirà di correre per garantire tempi rapidi" sui ristori: il decreto ha la "massima priorità" ma serve prima il nuovo scostamento di bilancio. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia nel corso della riunione con le regioni, sottolineando che si sta ragionando su ristori "specifici" per il settore dello sci e che sono confermati "interventi cospicui" su bar, ristoranti e su tutte  le attività che verranno penalizzate dalle chiusure. 

Ci sarà con le regioni, ha garantito Boccia, "un aggiornamento ad hoc" in corso d'opera durante i lavori sul decreto ristori. "Il ministro Gualtieri ha garantito in cdm una corsa conto il tempo per chiedere il nuovo scostamento al Parlamento e il Presidente Conte convocherà presto un nuovo cdm per la relazione - ha spiegato - appena il Parlamento ci autorizzerà aggiorneremo questa riunione per aiutare il Mef e il Mise a tarare meglio e in linea con le istanze che arrivano dai territori, alcuni ristori specifici che le regioni ci stanno indicando soprattutto sulle attività economiche limitate con forti stagionalità invernali".

Arcuri a Regioni: "Innalzare efficacia campagna vaccini"
E' necessario "innalzare l' efficacia della campagna di vaccinazione", garantendo sempre la "massima somministrazione possibile delle dosi consegnate (il 70%)" e, allo stesso tempo, un  "30%"  di stock "per le dosi di richiamo". E' quanto avrebbe detto il Commissario per l'Emergenza  Domenico Arcuri nel corso della riunione con le Regioni, ribadendo che l'Italia è il paese che ad oggi sta vaccinando di più in Europa e sottolineando che si sta "stabilizzando il rapporto tra  dosi consegnate e somministrate". Arcuri ha poi ricordato che dal 20 gennaio arriverà nelle regioni il  primo gruppo di medici e infermieri per la somministrazione. 

Toti: "Italia da domenica quasi tutta arancione"
Stamani "in videoconferenza con i governatori il ministro Speranza ha annunciato il combinato disposto del decreto legge approvato ieri sera e del nuovo Dpcm, che sta per mettere in arancione praticamente tutta l'Italia a partire da domenica con i nuovi parametri". Lo ha anticipato il presidente della Regione Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni Giovanni Toti a Tg2 Italia su Rai 2. "Non credo che gli italiani possano restare con le loro attività chiuse, chiusi in casa e vedere un Governo che traccheggia nella speranza di trovare 7-8 voti al Senato", commenta. 

Bonaccini: bene annunci governo su ristori e piano vaccini
"Positivo il lavoro che il Governo ha avviato allo scopo di garantire in modo tempestivo i necessari ristori alle categorie economiche colpite dalle restrizioni, come avevamo chiesto in questi giorni, e condividiamo i principi della nuova fase di campagna vaccinale che nelle prossime settimane riguarderà gli over 80. Resta però molto forte la preoccupazione da parte delle Regioni per il provvedimento di divieto di asporto per i bar dopo le 18". Così Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, ha sintetizzato l'esito del confronto odierno con i Ministri Boccia e Speranza e il Commissario Arcuri. "Non appena riceveremo l'ultimo testo del decreto invieremo poi puntuali osservazioni tecniche", ha spiegato Bonaccini, aggiungendo che "come Regioni abbiamo ribadito la nostra forte preoccupazione riguardo l'ipotesi di un divieto di asporto per i bar dopo le ore 18, che non porterebbe vantaggi significativi sul piano della prevenzione sanitaria e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori, in particolare ai danni di categorie già fortemente colpite dalle restrizioni in queste settimane". Positivo "l'impegno del Ministro dell'Economia per uno scostamento di bilancio che consentirebbe ristori alle categorie economiche che saranno colpite dalle necessarie misure restrittive. Lo consideriamo necessario e ci aspettiamo un'applicazione certa e rapida".  Infine, conclude Bonaccini, "abbiamo fatto il punto sull'aggiornamento del Piano Vaccini, condividendo insieme al commissario Arcuri un'impostazione che prevede, al termine della copertura destinata al personale sanitario e agli operatori e agli assistiti delle Residente Sanitarie per Anziani, l'avvio di un'ulteriore fase di vaccinazione che interesserà la popolazione ultra ottantenne, per poi avviare la più generale campagna vaccinale destinata a tutti i cittadini, a partire dalle categorie più a rischio".