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MONDO

Il vertice mondiale sulla Sanità a Roma

G20, Draghi: "Sui vaccini stop barriere commerciali ingiustificate e divieti all'export"

Conferenza stampa congiunta al termine del summit. Von der Leyen: "Dichiarazione di Roma rivoluzionaria, diciamo 'no' al nazionalismo sanitario". Draghi: "C'è ipotesi liberalizzazione temporanea dei brevetti". "Via la mascherina? Ancora un paio di mesi..."

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"La Dichiarazione di Roma difende giustamente il ruolo del sistema di scambi multilaterali e in particolare il ruolo centrale dell'Organizzazione mondiale del  commercio. Dobbiamo preservare il commercio transfrontaliero ed eliminare barriere commerciali ingiustificate e divieti generali di  esportazione. Questo è essenziale se vogliamo reagire efficacemente agli shock". Così il premier Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa congiunta con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, al termine del Global Health Summit di Roma (qui la cronaca dei lavori).

Gli impegni di Big Pharma cambiano il panorama
Gli impegni delle aziende farmaceutiche al Global Health Summit di Roma "sono molto significativi, queste società hanno impegnato anche la loro reputazione, è un passo che cambierà il panorama" ha detto Draghi commentando l'annuncio di Pfizer, Moderna e J&J che metteranno a disposizione 1,3 miliardi di dosi di vaccini entro il 2021 senza scopo di lucro. "Molte delle controversie sulla produzione dei vaccini" e sull'utilizzo delle licenze "avranno meno importanza".

In Italia green pass prima di Ue, pronti per accogliere i turisti
"Per il green pass ci stiamo coordinando con la Commissione europea, per avere lo stesso per tutti i Paesi membri. Nel frattempo l'Italia avrà comunque il suo. Il punto importante è che la situazione pandemica sta migliorando e questo ci dà fiducia nel futuro ed è il modo migliore per accogliere i turisti perché l'Italia rivuole i turisti al suo interno", ha detto il presidente del Consiglio.

In futuro possibile Trattato sulla salute globale
In futuro "potremmo avere bisogno di un trattato, di una forma più vincolante rispetto a questa Dichiarazione di Roma" sulla salute globale, ha aggiunto Draghi.

Sui vaccini l'Europa ha agito meglio degli altri
"Se c'è una parte del mondo che si è comportata meglio della media è l'Europa, anche se avevamo bisogno di vaccini abbiamo continuato ad esportare, anche a Paesi che invece stavano bloccando le loro esportazioni" ha sottolineato il premier.

Impegniamoci anche per occasioni future
"E' più facile impegnarsi adesso che c'è la disponibilità di vaccini anche per il resto del mondo e sarà così fino alla prossima pandemia, fino alla prossima sorpresa. Dovremo usare questo tempo per impegnarci anche per occasioni future perché non si ripeta quello che è successo stavolta con i Paesi poveri". 

L'Italia dona 15 milioni di dosi di vaccini
"L'Italia ha offerto 300 milioni di euro a Covax e 15 milioni di dosi di vaccini nel pool delle donazioni" ha ricordato Draghi.

Convinto che gli Usa toglieranno barriere a export vaccini
"Sono convinto che gli Usa troveranno una soluzione, toglieranno queste barriere alle esportazioni' di vaccini, ha affermato il presidente del Consiglio.

C'è ipotesi liberalizzazione temporanea dei brevetti
Tra le ipotesi in campo sulla proprietà intellettuale dei brevetti "un'idea è fare una liberalizzazione temporanea, circoscritta, dei brevetti. Ha il vantaggio di essere" un metodo "diretto e semplice. Ma lo svantaggio è che non è sicuro che dia la produzione vaccinale, visto che è estremamente complessa. Poi ci sono altre come la sospensione volontaria dei brevetti". Lo dice il premier.

Von der Leyen: "A Roma diciamo 'no' al nazionalismo sanitario"
"La Dichiarazione di Roma è un evento storico e speciale perché abbiamo tutti i Paesi del G20 impegnati con dei principi di base: il primo è il multilateralismo e un no molto chiaro al nazionalismo in tema sanitario. Le catene di fornitura devono essere aperte, un chiaro no ai divieti di esportazione" ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Sul green pass Italia fa un lavoro eccellente, certificato europeo a giugno
"Il nostro obiettivo è essere pronti per giugno con un certificato europeo, siamo nelle condizioni per andare avanti anche se bisognerà lavorare molto dal punto di vista tecnico. Gli Stati membri devono fare la loro parte ma gran parte sono pronti e l'Italia sta facendo un lavoro eccellente e quindi va benissimo" ha aggiunto von der Leyen.

Non più blocchi da Usa e Gb
"Per produrre i vaccini mRna servono 260 componenti e la nostra esperienza è che dove c'è un blocco riguarda tutta la catena, non solo il Paese che deve ricevere quei componenti. E' nell'interesse di tutti tenere aperte le catene di approvvigionamento e in questo siamo in buoni colloqui con la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, non ci sono più blocchi di componenti o materiali" ha dichiarato la presidente.

Prospettiva è applicare green pass a paesi terzi
"L'Oms ha approvato il certificato, abbiamo dato dei criteri a tutti gli stati membri e questo consente una interoperatività con i paesi terzi. La prospettiva è applicare il green pass anche ai paesi terzi che aderiranno" ha detto von der Leyen.

Servono fabbriche vaccini in Africa
Per combattere la pandemia di  Covid-19 in modo efficace, non bastano le donazioni di vaccini, ma "nel lungo periodo servono stabilimenti produttivi" ha sottolineato von der Leyen.  Per questo, verrà investito "un miliardo di euro" per realizzare "hub regionali" in diverse parti del continente  africano, "infrastrutture produttive", con la partecipazione delle  compagnie farmaceutiche che "condivideranno la conoscenza e i  brevetti". Si tratta "anche di portare la tecnologia dell'm-Rna in Africa: questo è il passaggio più importante", ha aggiunto. Come rimarcato nella dichiarazione di Roma, ha continuato, è fondamentale  "evitare le strozzature" nella circolazione delle materie prime e dei  semilavorati necessari a realizzare i vaccini e le "supply chain devono rimanere aperte", dato che la produzione dei vaccini è assai complessa e richiede molti componenti e passaggi transfrontalieri.

Via la mascherina? Ancora un paio di mesi...
"Ancora no, ancora un paio di mesi...." è stata la battuta con cui il premier Mario Draghi ha replicato ai fotografi che, al termine della conferenza stampa con Ursula von der Leyen, chiedevano a entrambi di togliere la mascherina per le foto di rito.

Le parole di Draghi a conclusione del Summit
"La pandemia ha mostrato che dobbiamo superare i confini se vogliamo affrontare le sfide dei nostri tempi. Fra queste non vi è solo la pandemia, ma anche le disuguaglianze globali e il cambiamento climatico. I contributi al dibattito odierno serviranno come solida base per rafforzare la nostra risposta all'attuale emergenza sanitaria e alle crisi future. Questo è lo spirito della Dichiarazione di Roma, una serie di principi che ci garantiranno una migliore preparazione per una possibile futura pandemia". Così Draghi concludendo i lavori del vertice.

essenziale rafforzare il ruolo delle istituzioni multilaterali, nel campo della salute globale e oltre. L'Oms è stata istituita nel 1948 per svolgere un ruolo di coordinamento nel controllo delle epidemie e nella standardizzazione dei farmaci" ha aggiunto il premier. "Il suo ruolo è altrettanto importante nel mondo di oggi. Dobbiamo fornire all'Oms finanziamenti sostenibili e prevedibili e consentire ad essa di diventare più efficace. Come abbiamo appreso durante questa crisi, una forte guida internazionale è fondamentale per garantire che sia in atto un efficace sistema di allerta precoce e che i governi possano condividere rapidamente le loro migliori pratiche per prevenire, contenere e gestire una pandemia", ha spiegato Draghi.

"La collaborazione scientifica internazionale è stata uno dei fattori alla base del rapido sviluppo dei vaccini Covid-19. Abbiamo bisogno di una migliore condivisione dei dati e di un maggiore trasferimento di conoscenza per consentire una distribuzione capillare ed equa dei frutti dell'innovazione" dice Draghi al Global Health Summit. "La Dichiarazione sottolinea il ruolo della conoscenza per superare le crisi sanitarie attuali e future. L'ingegno scientifico ha aperto la strada per uscire da questa pandemia. L'approvazione del primo vaccino è stata richiesta nove mesi dopo la dichiarazione di emergenza sanitaria internazionale da parte dell'Oms, un risultato davvero storico. Dobbiamo continuare a investire nei nostri scienziati e fornire incentivi alle società private affinché facciano lo stesso. Inoltre, dobbiamo garantire che le informazioni siano condivise rapidamente e apertamente, mantenendo al contempo un'adeguata protezione della proprietà intellettuale", spiega.

"La politica sanitaria è solo una delle sfide che i Paesi ricchi ed emergenti devono affrontare oggi. Dobbiamo anche affrontare significativi rischi economici. Le istituzioni finanziarie internazionali devono fornire ai Paesi a basso reddito il sostegno necessario affinché questa crisi sanitaria non si trasformi in un'ondata di crisi del debito sovrano" conclude Draghi. "In particolare ora dobbiamo mettere il Fondo monetario internazionale nella condizione di fornire una protezione efficace ai Paesi più poveri del mondo".