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POLITICA

La crisi di governo

Colloqui informali al Colle, Cottarelli per due volte al Quirinale

In precedenza anche Di Maio aveva incontrato Mattarella. Salvini: non metteremo ostacoli, ma poi al voto. Castelli (M5s): stupisce il mancato passo indietro di Savona

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Il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli è tornato nel pomeriggio al Quirinale. Il nuovo colloquio con Mattarella è durato circa mezz'ora. In precedenza, era stato il capo politico M5s Luigi Di Maio ad avere un incontro con il capo dello Stato.

Cottarelli rallenta 
Stamane il premier incaricato aveva fermato gli orologi. Dopo un rapido colloquio informale con il capo dello Stato, e d'intesa con lui, aveva spiegato di voler "attendere gli eventuali sviluppi" perché "sono emerse nuove possibilità per la nascita di un governo politico". Da ieri, frenetiche, proseguono le trattative a tutto campo, con i telefoni roventi e tutti che contattano tutti. Obiettivo: evitare il baratro economico del Paese e garantire un minimo di stabilità che faccia calare lo spread. 

In salita un governo politico M5s-Lega
Mattarella sta dunque attendendo che la trattativa prosegua e porti novità, mentre dai suoi uffici partono e giungono telefonate ai diversi protagonisti della crisi. Cottarelli prosegue le sue riflessioni e riceve possibili ministri ed esponenti politici. Ma l'ipotesi di un ritorno dell'asse politico M5s-Lega non sembra decollare. La Lega boccia l'idea di un nuovo governo Conte senza Paolo Savona al Mef, Luigi Di Maio indica due sole strade: "O far partire il governo Conte con una soluzione ragionevole o si va al voto subito". Ma c'è chi non si arrende e il confronto prosegue. 

L'ipotesi della non sfiducia a Cottarelli 
Intanto si lavora a un'ipotesi paracadute: una non sfiducia al governo Cottarelli che porti il Paese al voto a settembre-ottobre. "C'è Cottarelli che sta tentando di fare il governo. Se i voti non ce li ha, dovremo studiare un percorso ordinato verso elezioni il prima possibile", dice Giancarlo Giorgetti. Si tratterebbe cioè di astenersi, tutti, nel voto di fiducia a Cottarelli, che potrebbe dunque partire come governo in carica, anche se con una sola decina di sì in Parlamento, e si impegnerebbe a mettere a punto una manovra snella per far poi svolgere elezioni anticipate in autunno. Una soluzione minimalista, ma che troverebbe il favore di tutti coloro, e sono tanti, che al di là dei proclami ufficiali preferirebbero non votare tra luglio e agosto". 

Salvini: Capo dello Stato ci dia data elezioni. 'No' a luglio. Non metteremo ostacoli
"Ci hanno detto no una volta, ci hanno detto no due volte, ci hanno detto no tre volte. Ma non potranno dirci no all'infinito". Così il leader della Lega Matteo Salvini durante il comizio elettorale in piazza Garibaldi a Massa Carrara, dove il 10 giugno si voterà per il rinnovo di sindaco e consiglio comunale. E ha proseguito: "Ci hanno detto no il centrodestra e all'accordo con M5S, a questo punto chiederemo un mandato pieno agli italiani. A luglio c'è molta gente via e molta che lavora lontano da casa, decida Mattarella" ma "non metteremo ostacoli, se qualcuno vuole risolvere a breve i problemi" del Paese. 

A ribadire la contrarietà della Lega al voto in estate arrivano le parole di Gian Marco Centinaio, dagli studi di Agorà. "Stiamo continuando a dire che noi siamo disponibili ad andare al governo".  E conclude: "Noi continuiamo a dire che una maggioranza in Parlamento esiste", ha concluso Centiniaio. 

Di Maio: o governo politico o voto
"Governo politico o voto". Questa è la posizione ufficiale dei 5 stelle, espressa da Luigi Di Maio,circa la possibilità di non votare contro un esecutivo tecnico guidato da Carlo Cottarelli.

In precedenza aveva affermato in un'intervista a Fanpage.it che con la Lega "non abbiamo fatto una alleanza e non stiamo facendo un'alleanza. Abbiamo portato avanti un contratto di governo in cui abbiamo messo i punti sui quali eravamo d'accordo. Il M5s alle elezioni è sempre andato da solo, noi e la Lega siamo forze politiche alternative e io spero di avere l'autonomia per governare da solo, anche perché le percentuali cambieranno. Ovviamente se così non fosse, c'è il contratto che volevamo realizzare e spero che si possa fare in futuro". Riguardo Paolo Savona, Di Maio ha sostenuto che "è molto probabile che il suo nome in qualche modo ritorni nel dibattito pubblico, anche perché è diventato un simbolo di quella battaglia sulla sovranità, una vicenda più grande dei semplici nomi".

"Noi siamo stati responsabili e chiamiamo tutti alla responsabilita'" - spiega Di Maio, conversando con l'Agi a Montecitorio - Crediamo che il più grande errore sia stato quello di respingere il Governo del cambiamento 48 ore fa. Ora ci sono due strade: o far partire il Governo Conte con una soluzione ragionevole o si va al voto subito" osserva ancora Di Maio, di fatto replicando indirettamente a Salvini che vorrebbe votare in autunno e non a luglio. Di Maio a chi gli chiedeva se il movimento sia favorevole ad andare al voto a fine luglio inizi agosto ha risposto: "Per me va bene se si vota il prima possibile". 

Castelli (M5s): stupisce no passo indietro Savona
"Abbiamo sempre detto che o parte un governo politico con la maggioranza esistente in Parlamento e che ha scritto il Contratto di governo, M5s e Lega, o per noi si deve tornare al voto subito". Lo sottolinea la deputata M5s Laura Castelli. "Sono ore cruciali e c'è una situazione di instabilità che rischia di essere pagata dai cittadini e dal Paese. Stupisce che Paolo Savona, persona di grande spessore culturale e sensibilità politica, non abbia ancora maturato la decisione di fare un passo indietro", aggiunge.

Meloni: pronti a rafforzare la maggioranza
Dello stesso avviso il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, molto critica fina a questo momento nei confronti di Salvini e Di Maio, che avvisa: "A questo punto siamo anche disponibili a rafforzare quella maggioranza - M5s-Lega - con FdI perché crediamo che bisogna fare tutto quello che cìè da fare in questo momento per tirare fuori l'Italia dalla situazione di caos nella quale rischia di gettarsi". 

Marcucci: governo di servizio e voto a luglio, non in balia eventi
"Ci sono atteggiamenti di grandissima irresponsabilità da parte del M5S e della Lega che hanno una maggioranza parlamentare, ma non sono in grado di formare un governo perché non si trovano d'accordo sui nomi e dunque sulle poltrone. Questo è molto grave. Se questa posizione è confermata, bisogna avere un governo di servizio che ci porti alle elezioni". Così il capogruppo dei senatori Pd Andrea Marcucci, intervenendo ai microfoni di radio Cusano Campus. "Voto a luglio? Sì, bisogna accorciare le settimane proprio perché le preoccupazioni per gli scenari economici sono alte – ha aggiunto -. Rimanere in balia è molto peggio che tornare a dare voce al corpo elettorale”.