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Coronavirus

Covid

Brunetta: "Allo studio il tampone gratuito per i più giovani, obbligo vaccinale adesso non serve"

"Se la campagna vaccinale procede con la celerità degli ultimi giorni siamo in condizione di evitare un ritorno al passato e alla didattica a distanza che ha prodotto deficit formativi" dice a sua volta il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini. Ricciardi, "se sarà necessario super green pass sui bus e al lavoro". Garavaglia: "Andiamo a sciare con serenità"

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"Il green pass rafforzato è la nostra sicurezza. La stragrande maggioranza degli italiani ha scelto di vaccinarsi e gli ultimi giapponesi rimasti a manifestare in qualche angolo di piazza italiana, sono inseguiti dal vituperio delle genti, dal freddo e dalla solitudine". Così, in un'intervista al Corriere della Sera, il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, per il quale "sta funzionando il green pass rafforzato. Solo grazie all'effetto-annuncio molti no vax si sono convinti. È più che raddoppiata la propensione alle prime dosi, nell'ultima settimana sono cresciute del 44%. Il secondo effetto è la riapertura di tanti hub vaccinali che erano stati chiusi. Il terzo è il boom di terze dosi. Abbiamo superato le 400 mila e raggiunto poco meno di un milione di immunodepressi".

Poi, il ministro sottolinea che "al momento l'obbligo vaccinale è sullo sfondo, non siamo in difficoltà come la Germania. Col super green pass avremo un Natale totalmente aperto. Nessuna restrizione per i vaccinati per le attività sociali, culturali e del tempo libero e consumi da boom economico. L'obbligo in questo momento non serve, stiamo meglio degli altri. Mettere in campo una decisione che non migliora le performance, produce multe che probabilmente non sarebbero pagate e fa incattivire le frange non vaccinate, non serve a nulla".

Brunetta annuncia che per gli studenti sopra i 12 anni, costretti a pagarsi i tamponi per andare a scuola, "per i più giovani si sta studiando il tampone gratuito". Ma "aver introdotto l'obbligo di green pass per il trasporto pubblico locale, completando la catena della sicurezza senza interrompere la mobilità, è un fatto importante". I controlli "si stanno organizzando, sia a terra sia negli autobus, a campione. Ed è un elemento di fortissima induzione al comportamento responsabile".

Gelmini, super green pass scelta necessaria
"Una scelta necessaria e improntata alla responsabilità". Lo ha detto la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini  parlando del green pass rafforzato. "Se la campagna vaccinale procede con la celerità degli ultimi giorni siamo in condizione di evitare un ritorno al passato e alla didattica a distanza che ha prodotto deficit formativi", ha detto il ministro. "Abbiamo il dovere di non interrompere la ripresa. L'economia non ha bisogno di sussidi, ma di crescere", ha aggiunto.

Garavaglia, su omicron più pessimismo del necessario
"Sulla variante Omicron si sta facendo più pessimismo del necessario, certo è molto contagiosa ma abbiamo visto che non porta a casi gravi". Lo ha detto il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia.  "Da noi c'è un'esagerazione di comunicazione sul Covid che a volte è incomprensibile, sappiamo che il virus c'è ma anche ci si può convivere con vaccini e con regole che gli italiani applicano serenamente", ha aggiunto.

In vista delle vacanza di Natale, il ministro ha osservato: "Andiamo a sciare serenamente, non capisco come mai si continui a parlare di Covid da mattina a a sera visto che l'Italia rispetto
ad altri Paese è messa molto meglio. Siamo di fronte all'ennesima variante, ma bisogna avere tanta serenità e buonsenso. I controlli sugli impianti sciistici verranno fatti a campione, come avviene
in ristoranti e pizzerie", ha concluso Garavaglia.

Ricciardi, se necessario green pass rafforzato anche sui bus e al lavoro
"Se sarà necessario, dovremo diffondere l'obbligo del Super Green pass. Penso ai posti di lavoro, ma anche al trasporto pubblico locale". Così in una intervista al Messaggero il professor Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza e docente d'Igiene". Sulla diffusione della variante Omicron in Europa, dobbiamo vigilare "afferma spiegando che "preoccupa la grande contagiosità, che sembra superiore a quella della Delta. Ha una rapida propagazione, tale da farci temere nuove turbolenze".

Sulla eventualità della quarta dose, Ricciardi chiarisce che è "presto per avere certezze. Prima dobbiamo capire quanto dura la protezione fornita dal booster. E dobbiamo sperare che a un certo punto la pandemia si riduca anche negli altri Paesi. Fino a quando questo non avverrà, e fino a quando non sarà vaccinata una parte consistente della popolazione, cosa che non può succedere prima del 2023, dovremo stare ancora attenti. Ma a un certo punto i richiami potranno essere diradati. I vaccini dovranno contemplare tutte le varianti. Già lo facciamo con i vaccini anti influenzali, che sono polivalenti".

Quale percentuale di bambini da 5 a 11 anni va vaccinata per migliorare la situazione? "Io mi auguro si superi il 90 per cento, serve una capillare campagna di informazione e di comunicazione. Bisogna spiegare ai genitori che l'atto più saggio da fare è proteggere i bambini: con la Delta si ammalano e con la Omicron ancora di più. Inoltre, i bambini trasmettono la malattia ai più fragili. E vaccinandoli andremo verso l'uscita dalla pandemia perché avremo immunizzato il 90-95 per cento non di una parte della popolazione, ma di tutta".

Crisanti: terza dose urgente, siamo in ritardo
"Già da ottobre sappiamo che dal quinto mese cala l'efficacia dei vaccini. Per questo siamo in ritardo sulla terza dose". Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all'Università di Padova in una intervista a La Stampa afferma che per completare i richiami "ci vorrà quasi un anno e nel frattempo si creerà un problema dovuto alla scadenza del Gree Pass, ridotto giustamente a 9 mesi. Molti andranno in giro con il certificato scaduto".

Sulla durata della terza dose, Crisanti dice che "i dati israeliani dicono che ripristinerebbe totalmente la vaccinazione, come minimo per sei mesi ma si spera di più". Nel frattempo il contagio "cresce, ma la questione più importante è che trovi un equilibrio. L'Inghilterra ci è riuscita, anche se a un livello alto, grazie a vaccino, tracciamento e quarantene efficaci. L'Italia può farcela sui 20-30mila contagi al giorno, anche grazie a certificato, mascherina e distanziamento". Giusto le mascherine all'aperto mentre il green Pass sui mezzi, secondo Crisanti è "irrealistico. Sui trasporti - spiega - basterebbe rendere obbligatorie le Ffp2".

Coldiretti, restrizioni estero spingono italiani a viaggi di prossimità
I programmi di viaggio del ponte dell'Immacolata confermano che 420mila italiani hanno deciso di alloggiare in uno dei 24mila agriturismi presenti in Italia secondo Terranostra o di visitare mercatini con i prodotti locali degli agricoltori organizzati da Campagna Amica lungo la Penisola. E’ quanto emerge da un'analisi Coldiretti/Ixè. A preoccupare - precisa la Coldiretti - è l’evoluzione dei contagi nelle tradizionali mete di fine anno, dalle grandi capitali europee alle destinazioni più lontane come Stati Uniti e Asia.

Una situazione che - continua la Coldiretti - spinge ad attendere per valutare soluzioni last minute sul territorio nazionale, anche se restano numerose incognite. In Italia a pagare il prezzo più salato alla ripresa dei contagi - conclude la Coldiretti - rischiano di essere di nuovo le strutture impegnate nell'alloggio, nell'alimentazione, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir per un importo di spesa stimato in 4,1 miliardi per il turismo di Natale e Capodanno prima della pandemia.