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Coronavirus

Lotta alla pandemia

Covid, Spallanzani: ipotizzabile rivaccinazione annuale

"Allo stato attuale delle conoscenze appare ipotizzabile che in seguito si possa passare ad una rivaccinazione annuale per garantire una adeguata copertura della popolazione"

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I dati, in coerenza con quanto osservato in altre aree geografiche, mostrano un graduale aumento del rischio di infezione ed una graduale, anche se meno marcata, perdita di protezione nei confronti della malattia con il passare del tempo, in particolare dopo 5-6 mesi, dal completamento del ciclo vaccinale. Questa situazione è più evidente nelle fasce di età più anziane ed in particolare nella fascia di età maggiore di 60 anni". Così il Gruppo tecnico-scientifico Covid-19 dello Spallanzani di Roma dopo una riunione tecnica per fare il punto sulla situazione epidemiologica e sulle iniziative di controllo di Covid-19. "Ciò sottolinea la necessità di investire tutte le risorse necessarie per garantire in primo luogo a queste fasce di popolazione (oltre che ai soggetti fragili di qualsiasi età e dagli operatori essenziali: sanitari, forze dell'ordine,operatori scolastici) - aggiunge il Gruppo tecnico-scientifico -la somministrazione della dose booster e cercare di garantire la piena copertura entro il mese di gennaio".

Ipotizzabile rivaccinazione annuale
"Allo stato attuale delle conoscenze appare ipotizzabile che in seguito si possa passare ad una rivaccinazione annuale per garantire una adeguata copertura della popolazione". Così il Gruppo tecnico-scientifico Covid-19 dello Spallanzani di Roma.  Andrebbe infine studiata - concludono -  una strategia di profilassi sui soggetti fragili e immunodepressi che non rispondono alla vaccinazione che potrebbe includere l'impiego degli anticorpi monoclonali, di recente approvati da EMA anche come strumento di profilassi". 

Auspicabile estensione obbligo vaccini e 3/a dose a chi ha contatti con il pubblico oppure è a rischio
"Sarebbe auspicabile l'estensione dell'obbligo vaccinale che includa le tre dosi ad altre categorie a particolare rischio o a stretto contatto con il pubblico e l'allestimento e l'impiego di vaccini specificamente disegnati per le varianti virali predominanti per garantire una copertura ancora maggiore. Così il Gruppo tecnico-scientifico Covid-19 dello Spallanzani di Roma dopo una riunione tecnica per fare il punto sulla situazione epidemiologica e sulle iniziativedi controllo di Covid-19.

Vaccini, per bambini necessario avere maggiori dati
"La valutazione di programmi generalizzati di vaccinazione nella popolazione pediatrica sana al di sotto dei 12 anni deve tener conto di molteplici fattori, in termini di benefici e rischi, sia di carattere individuale che di popolazione. È chiara la necessità di avere maggiori dati soprattutto sulle eventuali conseguenze a lungo termine della infezione da SARS-CoV-2 in questa popolazione". Così il Gruppo tecnico-scientifico Covid-19 dello Spallanzani di Roma. "Per quanto riguarda la popolazione pediatrica abbiamo assistito ad un effetto di protezione 'di popolazione' per questa fascia di età attribuibile all'impatto della vaccinazione nella popolazione adulta - proseguono gli esperti -.  In altri termini la vaccinazione della popolazione adulta,  in particolare  negli operatori scolastici, può avere contribuito a ridurre il rischio di contagio in età scolare. Inoltre nella popolazione in questa fascia di età  il rischio di infezione sembra legato più ai contagi familiari che a quelli in ambito scolastico. L'effetto protezione "di popolazione" sui bambini va mantenuto anche sostenendo i livelli di immunità negli adult icon la terza dose di vaccino. Va comunque evidenziato che l'incidenza di ricoveri nei casi pediatrici rimane estremamente bassa, mentre non sono disponibili dati sul 'long-covid' in questa popolazione".