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POLITICA

Crisi governo

Boccia: "Con Renzi confronto sempre aperto ma no ricatti". Carelli: "Giusto sedersi a tavolo con Iv"

Italia viva insiste sulla necessità di un confronto nel merito che potrebbe portare a una 'ricomposizione' con la maggioranza e il governo: la percentuale della riuscita? "Al cento per  cento se prevale la ragione", afferma il presidente di Iv Ettore Rosato

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Continua il lavoro senza sosta del premier Giuseppe Conte per far rientrare la crisi di governo. Ma dopo l'apertura di Italia Viva che continua a ripetere che in questa fase è  necessario un "patto per la legislatura senza preclusioni", si registra qualche malumore tra gli esponenti del Pd che sono per il confronto "ma senza ricatti". In questa cornice, gran parte degli esponenti dei 5Stelle sono concordi nel sedersi di nuovo attorno ad un tavolo con Matteo Renzi "perchè giusto e logico". Insomma giornate cruciali per la maggioranza che tenta di ricompattarsi. Intanto c'è tensione per il voto di mercoledì o giovedì al Senato quando sarà in aula il ministro della giustizia Alfonso Bonafede per la sua relazione. In tanti si chiedono "se va sotto se si aprirà formalmente la crisi?".

Boccia: "Ritrovare ragioni alleanza o ci sarà il voto"
"O noi troviamo le ragioni di questa alleanza sociale che abbiamo costruito un anno fa... oppure mi pare evidente che non c'è una strada alternativa al giudizio degli italiani. Non è una minaccia, ma una considerazione". Così il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia (Pd). "Noi ci siamo sempre stati, Renzi lo sa. Io penso che siccome il Parlamento è una casa di vetro, sia giusto confrontarsi in maniera trasparente in Parlamento. Non abbiamo ritirato noi le ministre, tra l'altro in un momento drammatico. Possiamo confrontarci in qualsiasi momento: il problema di fondo è non farlo con un ricatto, questo non è accettabile" prosegue il ministro per gli Affari regionali. 

"Noi un governo con i sovranisti non lo faremo mai - ha chiarito Boccia - . Con Forza Italia? Non deve fare la domanda a me, è Tajani alleato con i sovranisti. Su certe cose, come l'Europa, non si può mediare. Con il governo giallo verde, l'Italia era ai margini e ora l'abbiamo riportata all'interno dell'albero dell'Europa. Siamo il paese che ha ottenuto maggiori risorse dall'Ue grazie al lavoro di Conte, Gentiloni, Sassoli: tutta famiglia Pd".

Carelli: "Giusto e logico sedersi di nuovo al tavolo con Renzi"
"È arrivata l'ora di valutare se sia corretto tenere la porta chiusa a Italia viva. Ritengo logico e saggio sedersi intorno a un tavolo con Italia viva, per cercare un accordo di fine  legislatura che porti anche a un rimpasto di governo, che migliori la squadra e inserisca competenze nuove. Molti parlamentari 5 Stelle la pensano come me". Ad affermarlo, in  un'intervista al 'Corriere della sera' è il deputato del M5S Emilio Carelli.

"So di essere in contrasto con le posizioni ufficiali, ma per me la cosa più importante è l'unità di intenti e mi sembra giusto provare a indicare soluzioni", aggiunge. "Io - sottolinea -  vedo due strade per rafforzare il governo. La prima si apre se i colloqui in corso in queste ore portano alla nascita di un gruppo a sostegno del governo formato da moderati e  liberali di centro, che credono nell'Europa e non vogliono un'Italia governata da Salvini e Meloni".

"In politica a volte anche i contrasti personali devono essere messi da parte. Con il gesto irresponsabile di togliere la fiducia al governo, Renzi ha dimostrato di essere inaffidabile. Io sento di dovergli fare un appello, perché dimostri in qualche modo di essere affidabile, così che il governo possa rimettersi al lavoro per portare avanti i progetti del Recovery plan, che valgono 223 miliardi", afferma Carelli.

Rosato: "Serve patto legislatura e che non ci siano veti o preclusioni"
Italia viva insiste sulla necessità di un confronto nel merito che potrebbe portare a una 'ricomposizione' con la maggioranza e il governo: la percentuale della riuscita? "Al cento per  cento se prevale la ragione", afferma il presidente di Iv Ettore Rosato.

Quanto alla lettera firmata dai parlamentari di Iv per la riapertura della trattativa, osserva: "Abbiamo ribadito che è necessario un patto di legislatura e che non ci sono veti o  preclusioni. Un patto che deve servire all'Italia del 2030 e non alla maggioranza". E "a dire la verità, nessuno ci ha chiamato. Mi sembra che ci si muova ancora con la logica  dell'appello al singolo senatore sperando di arrivare a quota 161. Io spero che prevalga la politica" che "significa guardare al futuro cercando  convergenze. Non ho mai percepito  che Matteo facesse scelte politiche sulla base di simpatie  personali. Voglio pensare la stessa cosa per Conte". 

Rosato si dice sicuro della tenuta dei gruppi renziani: "Il documento era firmato da tutti. Mi sembra un segnale politico chiarissimo: con l'assedio non vanno da nessuna parte,  puntiamo sui contenuti". Del resto lo ha spiegato anche Franceschini, dicendo che "per governare non bastano nemmeno 161 senatori". Nulla da rimproverarsi, magari posizioni pretestuose? "Segnalo che dopo le dimissioni delle nostre ministre il governo ha compiuto atti che chiedevamo da tempo", fa presente il presidente di Iv, come per esempio  "la delega ai servizi", o la nomina dei "commissari sulle grandi opere che valgono oltre 60 miliardi" o ancora il Recovery plan, la cui "bozza è molto migliorata". Insomma, conclude  Rosato, "bisogna avere solo il coraggio di sedersi e condividere un patto", "altrimenti non ci spaventa l'opposizione".