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MONDO

Spostate le risorse "ad altri casi urgenti"

Darfur, 300mila morti e nessun colpevole. La Corte dell'Aja ferma l'inchiesta su Bashir

Sull'ex presidente sudanese pende un mandato di cattura internazionale dal 2009

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Epa/Albert Gonzalez
di Emma FarnèRoma
Oltre trecentomila morti, un genocidio avvenuto tra il 2003 e il 2006. Due milioni e mezzo di sfollati. E per tutte queste persone, vittime nella crisi del Darfur non c'è ancora un colpevole: la corte penale internazionale all'Aja ha sospeso l'inchiesta sul presidente sudanese, Omar al Bashir. Il procuratore, la signora Fatou Bensouda, ha puntato il dito contro il Consiglio di Sicurezza delle Nazione Unite (dove uno dei membri permanenti è la Cina, grande alleato di Khartoum) per non aver sostenuto le indagini: "Non ho altra alternativa che congelare le attività investigative in Dafur perché ho dovuto spostare le risorse ad altri casi urgenti", ha detto.

Il presidente che ospitò Bin Laden
Al-Bashir è ancora il presidente del Sudan, una carica che detiene dal 1989 e che ha ottenuto con un colpo di Stato militare. Da allora ha controllato ininterrottamente il Sudan spingendolo sempre più verso l'adozione di una dottrina integralista dell'Islam. Dopo il colpo di Stato, Bashir ha messo al bando ogni partito, ha censurato la stampa e ha sciolto il Parlamento. Si è autonominato capo di Stato, primo ministro, capo delle forze armate e ministro della Difesa. Dal 1991 nel Paese vige la sharia. Negli anni novanta Bashir ha anche ospitato Osama bin Laden, fino a quando non è stato espulso su pressione degli Stati Uniti. 

La guerra civile
Il Sudan è stato dilaniato per oltre 19 anni da una violenta guerra civile che ha contrapposto la parte settentrionale, araba e musulmana, e quella meridionale, cristiana e animista. Guerra formalmente finita, ma con vari episodi di violenza per il controllo delle ricche regioni petrolifere, con l'indipendenza del Sud Sudan nel luglio del 2011. Nel 2003  è scoppiata nella provincia occidentale del Darfur una nuova guerra, che ha visto gli agricoltori animisti attaccati dai pastori arabi appoggiati dalle milizie Janjaweed aiutate dal governo di Karthoum.

L'inchiesta su Bashir
L'apertura dell'indagine contro Bashir era stata ordinata dal procuratore capo Luis Moreno Ocampo, che ha ricevuto i documenti della Commissione internazionale di inchiesta sul Darfur. Si tratta di nove pesanti faldoni contenenti i materiali del gruppo di lavoro voluto da Kofi Annan e guidato dal giurista italiano Antonio Cassese. Gli inquirenti, dopo un lavoro sul terreno durato alcuni mesi, hanno rilevato gli estremi per l'ipotesi di reato di crimini contro l'umanità. Incriminato nel 2009, il suo caso è stato il primo di un capo di Stato in carica perseguito dal tribunale dell'Aja. Da parte sua Bashir, in teoria inseguito da un mandato di cattura internazionale dal 2009, ma che ha viaggiato senza problemi in molti Paesi, ha esultato, accusando la Corte dell'Aja di aver cercato in questi anni di "umiliare e soggiogare" il Sudan.