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Emegenza Covid-19

Decreto Sostegni: discussione aperta nel vertice di maggioranza e venerdì in Cdm

Terminato il vertice a palazzo Chigi sul dl sostegni. Il premier riunisce i ministri che lavorano al dossier in vista del Consiglio dei ministri di venerdì. Occhiuto a RaiNews24: "Non ci sia arretramento su patto fiscale"

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Per il decreto Sostegni il governo Draghi cerca di stringere i tempi. E' previsto per domani un incontro tra i capigruppo della maggioranza e il ministro dell'Economia, Daniele Franco, sul dl Sostegni che sarà sul tavolo del Cdm venerdì. Intanto si è tenuta a palazzo Chigi la riunione sul decreto legge: oltre al presidente del Consiglio Draghi, hanno partecipato tra gli altri il ministro del Lavoro Orlando (Pd), il ministro dell'Agricoltura Patuanelli (M5s), il ministro per lo Sviluppo economico Giorgetti (Lega), il ministro della Salute Speranza (Leu), il ministro della Pubblica amministrazione Brunetta (FI), la ministra per la Famiglia Bonetti (Iv). 

A questo punto è molto probabile che proprio venerdì, al termine della riunione del governo, sarà lo stesso Draghi a illustrare ai giornalisti le misure contenute nel provvedimento. Sarebbe la prima conferenza stampa dell'ex presidente della Bce da quando si è insediato alla guida dell'esecutivo. 

Guerra: via libera in Cdm venerdì? "Penso di sì" 
"Penso di sì". Risponde così il sottosegretario al Mef Maria Cecilia Guerra a chi, al termine del vertice sul decreto sostegni a Palazzo Chigi, le chiede se il provvedimento sarà pronto per il Cdm venerdì. Guerra ha partecipato al vertice di Palazzo Chigi in rappresentanza di Leu. Il ministro Roberto Speranza era impegnato sul dossier vaccini.

Occhiuto a RaiNews24: "Serve altro scostamento di bilancio"
"La crisi è così grave che investire 12 miliardi sui risarcimenti è ben poco rispetto alle necessità delle aziende, delle partite Iva, delle famiglie. Noi abbiamo chiesto uno scostamento ulteriore di 20 miliardi, abbiamo chiesto di recuperare anche quei 15 miliardi derivanti dai precedenti scostamenti che non sono stati spesi perché non sono stati fatti i decreti attuativi". Lo ha detto Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a "Studio 24", su Rainews24.

"C'è qualche novità importante che segna la discontinuità su quanto fatto dai governi precedenti. Abbiamo chiesto che i risarcimenti siano assegnati alle aziende, alle partite Iva entro poche settimane. Probabilmente si farà così - ha sottolineato - perché sarà l'Agenzia delle Entrate a fare direttamente i bonifici, così come è stato fatto per il fondo perduto del decreto Rilancio. Abbiamo chiesto di superare codici Ateco, che avevano tenuto fuori molti settori che non sono stati affatto ristorati. Chiediamo però anche interventi per rendere più flessibile il lavoro, rimuovendo alcuni ostacoli del decreto Dignità".

"Stiamo lavorando su questo. In un momento in cui si investe un miliardo in più per il reddito di cittadinanza - ed è giusto farlo in questo contesto, perché il numero dei poveri sta aumentando vertiginosamente - credo sia assurdo non dare alle imprese la possibilità di assumere a tempo determinato dando lavoro a chi non lo ha".



Cgil: "Non scaricare il peso dell'emergenza sulle famiglie"
"Il dl Sostegno, che pur si prefigge l'obiettivo di sostenere famiglie e lavoratori in questa situazione di straordinaria difficoltà pandemica, rischia di scaricare ancora una volta sulle lavoratrici e sulle famiglie con figli under 14 il peso dell'emergenza. Per questo riteniamo necessari e importanti alcuni correttivi". E' quanto si legge in una nota della Cgil nazionale.   

La prima delle modifiche richieste dalla Cgil consiste "nell'eliminazione dell'incompatibilità tra l'accesso ai congedi e lo smart working. Le due misure - si spiega - non possono essere alternative: lavorare da casa è lavorare, e quindi incompatibile con la cura e l'assistenza ai figli under 14 in Dad. Per lo stesso motivo, deve essere possibile fruire del bonus baby sitter anche in caso di smart working". Inoltre "si ritiene non sufficiente l'indennità prevista in caso di congedo, pari al 50% della retribuzione".   

Per la Confederazione, "dal momento che l'emergenza Covid non sembra affatto arginata, è indispensabile prevedere un automatismo per le misure in vigore in caso di chiusura delle scuole, di modo da averne certezza indipendentemente dalla tempistica o 'localizzazione' dei singoli provvedimenti che vietano le lezioni in presenza".   

Infine, nella nota si specifica che "tutti questi provvedimenti devono essere esigibili per tutte le famiglie, comprese quelle omogenitoriali".