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MONDO

La diplomazia discreta della Santa Sede

La svolta tra USA e Cuba. Decisivo il ruolo del Vaticano

Il Vaticano ha giocato un ruolo cruciale nella mediazione tra l'Avana e Washington. Indiscrezioni: il Papa avrebbe scritto questa estate una lettera ai presidenti Castro e Obama

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La cupola di San PIetro
Lo scrive la stampa americana, lo ribadiscono i senatori Usa. C'è la diplomazia del Vaticano, dietro alla svolta delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba, un risultato che è il prodotto di molti incontri, discreti, tra la Santa Sede e il capo della diplomazia statunitense. Ci sono poi le indiscrezioni provenienti da fonti ufficiali statunitensi che però chiedono l'anonimato: Papa Francesco questa estate avrebbe inviato lettere separate a Barack Obama e a Raul Castro, chiedendo di risolvere il caso di Alan Gross

Gli incontri tra Kerry e Parolin
Proprio pochi giorni fa, il segretario di Stato Usa e il suo omologo in Vaticano, Pietro Parolin hanno avuto un colloquio in Vaticano. Solo l'ultimo di una serie che ha seguito l'incontro tra i due a gennaio. Dodici mesi fa la Santa Sede non aveva menzionato Cuba tra i molti argomenti (Siria, Medio Oriente, Sud Sudan, Usa) affrontati tra Kerry e Parolin. Ma fu lo stesso Kerry, in una successiva conferenza stampa, ancora a Roma, a rivelare certi dettagli dell'incontro. Tra le altre, disse: "Ho sollevato la questione di Alan Gross e della sua detenzione e speriamo molto che essi (il Vaticano, ndr.) possano essere capaci di essere di sostegno su questo tema". Era il 14 gennaio del 2014.

L'interesse della Santa Sede per Cuba 
Sull'isola sono andati in visita sia Giovanni Paolo II (1998) che Benedetto XVI (2012). Entrambi hanno incontrato Fidel Castro (da giovane, peraltro, allievo dei gesuiti), ma Joseph Ratzinger si è intrattenuto più che altro con il fratello Raul, divenuto presidente dopo che il leader rivoluzionario si è ritirato a vita semi-privata. Il viaggio di Papa Benedetto era stato preparato da intensi contatti, portati avanti dall'allora segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, e dai suoi due vice in segreteria di Stato.

I cattolici a Cuba
A Cuba, nell'establishment castrista, nel frattempo, è continuamente cresciuto, in questi anni, il ruolo di Eusebio Leal Spengler, cattolico. Cattolico è anche - per la prima volta da trent'anni - il segretario di Stato Usa John Kerry. E il principale collaboratore di Papa Francesco sui più delicati dossier geopolitici è un diplomatico di lungo corso come il cardinale Pietro Parolin. Che, discretamente, potrebbe avere svolto un ruolo negli sviluppi della situazione cubana.