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POLITICA

Unimpresa: norme non incentivano occupazione stabile

Dl dignità, Salvini: "Buon inizio, modifiche in Parlamento".Di Maio: "No modifiche che annacquano"

"Arginare le delocalizzazioni, arginare il gioco d'azzardo e la ludopatia che sta rovinando migliaia di famiglie e tentare di mettere mano alla precarietà con modalità su cui poi lavoreremo in parlamento, è un buon inizio"

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Il decreto dignità "è un buon inizio, poi il parlamento cercherà di renderlo ancora più efficiente e più produttivo". Lo ha detto a margine dell'Assemblea Ania 2018, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini spiegando che "sicuramente arginare le delocalizzazioni, arginare il gioco d'azzardo e la ludopatia che sta rovinando migliaia di famiglie e tentare di mettere mano alla precarietà con modalità su cui poi lavoreremo in parlamento è un buon inizio".  "Il governo è  per semplificare la vita, non per complicarla", ha detto Salvini parlando delle proteste delle imprese in merito al decreto Dignità. "Occorre fare di più ma sono contento del lavoro del collega Di Maio".

Di Maio, M5S argine a modifiche che annacquano  
"Il parlamento è sovrano, se le modifiche vanno nell'ottica del miglioramento troveranno nel Movimento 5 Stelle una forza politica disponibile al dialogo. Se invece si vogliono annacquare le norme che abbiamo scritto allora il Movimento 5 Stelle sarà un argine". Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, a margine dell'assemblea Ania 2018, rispondendo alle parole di Salvini. "Non si arretra sulla precarietà, sulla sburocratizzazione, sulla lotta al gioco d'azzardo e alla lotta alle multinazionali che delocalizzano dopo aver preso i soldi dallo stato", ha aggiunto. 

Di Maio, pensioni non in dl dignità ma ci lavoriamo
Il tema delle pensioni non dovrebbe entrare nel dl Dignità durante l'iter parlamentare. A dirlo  il vicepremier, Luigi Di Maio, spiegando "credo di no, ma semplicemente perché ho già chiesto ai parlamentari M5S di mettersi a lavorare subito nella commissione Lavoro sulle pensioni: dobbiamo fare quota 100, quota 41, aumentare le pensioni minime, ma soprattutto abolire le pensioni d'oro. Partiremo da quelle, recupereremo un po' di soldi per ridarle alle pensioni minime", ha aggiunto.

Di Maio: non manderemo fuori giri i conti pubblici
Sul mantenimento dei conti pubblici in regola "condivido pienamente il pensiero del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, non siamo un governo che vuole mandare fuori giri i conti pubblici, non vogliamo danneggiarli, siamo quelli che dicono diminuiamo il debito pubblico facendo investimenti", ha detto Di Maio.  "L'abbiamo sempre detto e anche questo vedrete che si potrà fare, in barba a chi ha governato per 7 anni e ora ci fa la morale dicendo che siamo un governo pericoloso. A giudicare da come hanno lasciato il Paese, quelli pericolosi sono loro"

Di Maio, chi non sfrutta non ha nulla da temere  
"Quando si fa una norma incisiva, ovviamente si scatena un dibattito nel paese e io dico soltanto una cosa: chi non ha mai sfruttato i nostri giovani, chi non ha mai sfruttato i nostri padri e madri di famiglia non ha nulla da temere da questa legge. Tutti gli altri  giusto che si diano una regolata e non mi sto riferendo Confindustria". Così il vicepremier, Luigi Di Maio, a margine dell'assemblea dell'Ania ha risposto a chi gli chiedeva un commento sulle reazione degli imprenditori al dl Dignità.

Unimpresa, norme non incentivano occupazione stabile   
"Gli obiettivi prefissati dal decreto dignità appena approvato dal consiglio dei ministri purtroppo non saranno raggiunti". Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, secondo cui "le norme proposte dal governo non incentivano l'occupazione stabile". "Limitare il lavoro precario attraverso un ritorno al passato con le proroghe dei contratti a termine, con le sue causali e, soprattutto, prevedendo una maggiorazione dei costi previdenziali a ogni proroga, se da una parte va nella direzione di far crescere il costo del lavoro a termine rispetto a quello a tempo indeterminato, dall'altra contribuirà non poco a far riemergere il contenzioso sugli stessi contratti a termine e a scoraggiare le imprese ad assumere. Per limitare il lavoro precario e favorire l'incremento del lavoro stabile - prosegue Ferrara - il lavoro a tempo indeterminato deve costare molto meno di quanto costa attualmente attraverso l'introduzione di sgravi strutturali sul costo del lavoro sia in termini fiscali che contributivi".