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ECONOMIA

Mercati

Il dollaro è debole, anche le borse giù

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di Paolo Gila
Il superamento dello Shutdown negli Stati Uniti non ha cancellato l’ombra e la paura del debito pubblico in crescita e a impensierire gli investitori oggi ha contribuito la rinvigorita politica protezionistica della presidenza Trump. Gli investitori cinesi, che già nei giorni scorsi avevano cominciato a vendere titoli di stato americani dopo che la società di rating Dagong aveva declassato gli stessi Stati Uniti, hanno spinto ancora al ribasso il biglietto verde. Il dollaro ha perso terreno contro tutte le valute. Anche l’euro si è rafforzato e ora viene scambiato a 1,24 contro la valuta americana. In questo clima di dismissione dalla moneta più scambiata al mondo hanno fatto le spese anche i treasury bond. Il rendimento dei decennali Usa è salito al 2,67% (era del 2,40% all’inizio dell’anno). Le tensioni monetarie sono sconfinate sui listini azionari perché diversi fondi internazionali hanno pensato bene di portare a casa profitti con la sterlina e l’euro alti e le quotazioni dei listini del Vecchio Continente non ancora toccati da brusche ricadute. Così le vendite hanno colpito soprattutto Londra e Francoforte, che hanno lasciato sul terreno oltre un punto. Milano ha ceduto lo 0,90% e Parigi lo 0,72%.