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Misure restrittive

Dpcm, Tar: No alla sospensione urgente della zona rossa in Calabria

Respinta dal Tar del Lazio la richiesta della Regione Calabria di sospendere con urgenza la decisione del Dpcm. La discussione collegiale è stata fissata per il prossimo 18 novembre

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 Il Tar del Lazio - presidente Antonino Savio Amodio - non ha accolto la richiesta di sospensione, presentata dalla Regione Calabria, del dpcm del 3 novembre con cui il governo ha dichiarato la Calabria "zona rossa". Lo ha deciso con decreto monocratico il Tar del Lazio. 

Il Tar Lazio ha evidenziato che "non sussistono le condizioni per disporre l'accoglimento della richiesta cautelare monocratica, ma che ricorrono i motivi d'urgenza per disporre l'abbreviazione dei termini ex art. 53 c.p.a", fissando al 18 novembre la camera di consiglio per la trattazione collegiale del ricorso della Regione Calabria.

Il ricorso per l'annullamento del dpcm del 3 novembre era stato annunciato dal presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì all'indomani della decisione del governo di istituire la "zona rossa".

Il decreto del Tar
Il Tar, "viste le istanze di misure cautelari monocratiche e di abbreviazione dei termini processuali per consentire la trattazione dell'istanza cautelare nella camera di consiglio del 18 novembre 2020, depositate il 6 novembre 2020", ha considerato che "nella specie, non sussistono le condizioni per disporre l'accoglimento della richiesta cautelare monocratica, ma che ricorrono i motivi d'urgenza per disporre l'abbreviazione dei termini, al fine di consentire la trattazione collegiale dell'istanza cautelare nella camera di consiglio innanzi indicata".

L'effetto quindi è: "rigetto della richiesta cautelare monocratica", accoglimento "della richiesta di dimidiazione dei termini processuali" e, per l'effetto, "fissazione della camera di consiglio del 18 novembre 2020 per la trattazione collegiale dell'istanza cautelare".