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MONDO

Coronavirus

Smart working, la Spagna verso la regolamentazione del lavoro da remoto

Superata l'emergenza, l'impatto reale del telelavoro ha evidenziato "i vantaggi e le debolezze"  e la necessità di affrontare la sua regolamentazione da un quadro giuridico "di sicurezza, certezza e trasparenza"

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In Spagna il ministero del Lavoro e dell'economia sociale vuole andare oltre l'emergenza e punta a far approvare una nuova legge che regoli il telelavoro smart working o lavoro da remoto) per garantire ai lavoratori che accettano volontariamente questa modalità uguale reddito e diritti del lavoro.

Per farlo, ha avviato una consultazione pubblica sul proprio sito, che servirà all'elaborazione di un progetto normativo sulle condizioni per la fornitura di lavoro a distanza. 

L'obiettivo è quello di bilanciare l'uso di questa nuova forme di offerta di lavoro retribuito con i vantaggi che porta alle aziende e ai lavoratori, tenendo conto della natura "volontaria e reversibile", della "parità di trattamento" che devono essere garantiti in particolare per quanto riguarda la retribuzione, compreso il risarcimento delle spese, la promozione e la formazione professionale o l'esercizio dei diritti collettivi.

La regolamentazione dovrà prevedere anche i tempi massimi di lavoro e i tempi minimi di riposo, la distribuzione flessibile dell'orario di lavoro e gli aspetti preventivi legati  alla fatica fisica e mentale, l'uso degli schermi video e i rischi di isolamento.

Il ministero spagnolo ammette che il telelavoro offre "notevoli vantaggi" come una migliore conciliazione della vita lavorativa personale e familiare, la riduzione dei costi negli uffici e il risparmio sui viaggi o il calo dell'assenteismo, ma presenta anche possibili "svantaggi" come "tecnostress", orari di lavoro continui, connettività digitale permanente, maggiore isolamento occupazionale e trasferimento dei costi dell'attività produttiva alla persona che lavora senza retribuzione, tra gli altri.  Ritiene quindi necessario stabilire una nuova regolamentazione che bilanci entrambi gli aspetti e fornisca "certezze" ai lavoratori e alle imprese.

Superata la fase dell'emergenza, si è capito, insomma, che l'impatto reale del telelavoro, aumentato "esponenzialmente" dalla pandemia di Covid-19, ha evidenziato "i vantaggi e le debolezze"  e la necessità di affrontare la sua regolamentazione da un quadro giuridico "di sicurezza, certezza e trasparenza".