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TECH

Pietsch: "Definire regole per internet, Congresso agisca"

Facebook. Zuckerberg replica alla Haugen: "Illogico che spingiamo su rabbia per profitto"

Il fondatore del noto social media - in una lettera aperta ai dipendenti - ha assicurato che il gruppo si preoccupa "profondamente di questioni come la sicurezza, il benessere e la salute mentale"

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Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, ha replicato alle accuse della 'talpa' Frances Haugen contro i suoi social media, definendole "illogiche". In una lettera aperta ai dipendenti, Zuckerberg ha assicurato che il gruppo si preoccupa "profondamente di questioni come la sicurezza, il benessere e la salute mentale". "E' difficile per noi assistere a una rappresentazione errata del nostro lavoro e delle nostre motivazioni", ha scritto, "penso che molti di voi non riconoscano la falsa immagine della società che è stata dipinta".

"L'argomentazione che deliberatamente spingiamo per il profitto contenuti che fanno arrabbiare le persone è profondamente illogica", ha scritto ancora Zuckerberg, "facciamo soldi con le inserzioni e gli inserzionisti continuamente ci dicono che non vogliono che i loro annunci siano vicino a contenuti dannosi o furiosi. Non conosco alcuna azienda tech che vuole realizzare prodotti che rendono le persone arrabbiate o depresse. Morale, business e incentivi sui prodotti puntano tutti nella direzione opposta". 

Bickert: "Facciamo l'opposto, riduciamo la visiilità dei click bait"
Anche Monika Bickert, vicepresidente della policy sui contenuti di Facebook, ha difeso la piattaforma dalle accuse di favorire i contenuti 'incendiari' mosse dalla 'supertestimone' Frances Haugen, secondo cui Facebook mette "i suoi profitti astronomici prima delle persone". "Non è vero", ha dichiarato a Cnn. "Facciamo l'opposto, riduciamo la visibilità dei click bait. Questo per la salute a lungo termine dei nostri servizi. Vogliamo che le persone abbiano una buona esperienza", ha affermato. 

La Bickert inoltre ha respinto le altre accuse nei confronti dei Facebook relative alla diffusione di messaggi d'odio e disinformazione che hanno portato all'assalto al Congresso, il 6 gennaio scorso. La vicepresidente ha dichiarato che "la responsabilità dell'assalto sta in coloro che hanno infranto la legge". La dirigente ha poi detto di essere favorevole a una "regolamentazione governativa" dei social media. 

Pietsch: "E' ora di definire regole per internet, Congresso agisca"
"Invece di aspettarsi che l'industria prenda decisioni di carattere sociale che spettano ai legislatori, è tempo che il Congresso agisca": così la portavoce di Facebook, Lena Pietsch, in una nota diffusa al termine dell'audizione al Congresso di Frances Haugen, la ex product manager che oggi ha accusato il colosso dei social media di "danneggiare i bambini, alimentare le divisioni e indebolire la nostra democrazia", anteponendo il profitto alla responsabilità etica.

"Oggi, una sottocommissione per il commercio del Senato ha tenuto un'audizione con una ex product manager di Facebook che ha lavorato per l'azienda per meno di due anni, non ha avuto rapporti diretti, nè ha mai partecipato a una riunione decisionale con i dirigenti e ha dichiarato più di sei volte di non aver lavorato sull'argomento su cui è stata interpellata - ha detto la portavoce - non siamo d'accordo con la sua descrizione di molte questioni su cui ha testimoniato. Nonostante questo, siamo d'accordo su una cosa: è ora di iniziare a definire regole standard per internet. Sono passati 25 anni da quando le regole per internet sono state aggiornate e invece di aspettarsi che l'industria prenda decisioni di carattere sociale che spettano ai legislatori, è tempo che il Congresso agisca".