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ECONOMIA

Bisogna andare "avanti con le riforme"

Fmi: "Fare miglior uso della flessibilità del Patto di stabilità"

Nel rapporto annuale sull'Eurozona, gli analisti del Fondo monetario internazionale abbassano le stime del Pil 2014 per l'Eurozona da +1,2% a +1,1% e mettono in guardia dal rischio stagnazione e deflazione

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Christine Lagarde, Fmi (Ansa)
Washington
Il Patto di stabilità dell'Eurozona non convince a pieno il Fondo monetario internazionale. Nell'ultimo rapporto dell'istituto, gli analisti di Washington aprono alla massima flessibilità nell'uso delle regole di bilancio nell'area Euro. Se dovesse materializzarsi il rischio di deflazione e dovessero esaurirsi le opzioni di politica monetaria - osservano - dovranno essere usate "le clausole di fuga" del patto di bilancio europeo. Si tratta, cioè, di tenere conto in modo più ampio delle cosiddette "circostanze eccezionali" nella valutazione dell'indebitamento. 

Il Patto europeo, ritengono gli economisti del Fondo, "potrebbe ridurre gli incentivi per promuovere la crescita economica". Pongono quindi l'accento su due punti. Il primo è che il Patto può limitare lo spazio per finanziare riforme strutturali che comportano rilevanti costi di bilancio nel breve termine. "Anche se la riforma del 2005 riconosce esplicitamente che tali costi possono essere accomodati - scrivono - l'attuale regime di regole è stata finora attuato solo per alcuni tipi di riforma delle pensioni". Se si deve andare oltre le pensioni è questione "controversa". Il secondo punto riguarda l'obiettivo di bilancio a medio termine (per l'Italia per esempio è il pareggio) e in minor misura il limite del 3%: gli economisti si chiedono se non scoraggino l'investimento pubblico limitando la capacità di ricorrere a prestiti per finanziare progetti che aumentano il potenziale di crescita a lungo termine.

Bilancio in termini strutturali minato da ampi errori di valutazione
Per il Fondo monetario, inoltre, le regole di bilancio devono essere riviste perché troppo complesse. "Cambiamenti legislativi successivi hanno aggiunto nuovi vincoli e procedure - scrivono - creando possibili incoerenze e ridondanze". Il bilancio in termini strutturali, ormai diventato centrale nell'analisi e nelle valutazioni europee, è un concetto "minato da ampi errori di misurazione". Non usa mezzi termini il Fondo monetario per descrivere la situazione economica dell'Eurozona. Una ripresa così "fragile e diseguale" che spinge l'stituto guidato da Christine Lagarde a tagliare le stime del Pil per il 2014 e a lanciare l'allarme stagnazione.

Eurozona, tagliate le stime del Pil per il 2014
Nel rapporto annuale sulla zona dell'Euro, gli analisti del Fondo hanno abbassato, inoltre, le previsioni di crescita per l'anno in corso da +1,2% a +1,1%, rivedendo anche quelle per l'inflazione, che dovrebbe attestarsi a +0,7% (era +0,9%). Sullo scenario economico dell'area, ammonisce l'Fmi, pesa un alto rischio di stagnazione - frutto di una "persistente ridotta domanda interna, di una insufficiente azione politica e dello stallo delle riforme strutturali" - cui si potrebbe aggiungere anche la deflazione per via di "shock esterni negativi o di un ulteriore apprezzamento dell'euro". Fra gli elementi positivi, - osserva Fmi, il miglioramento della produzione "in termini reali per quattro trimestri consecutivi" e la significativa crescita della "fiducia dei mercati". 

"Migliorare accesso al credito per le pmi, soprattutto in Italia e Spagna"
Poi consiglia di "migliorare l'accesso" al credito delle piccole e medie imprese perchè è "cruciale per gli investimenti e la crescita". Gli analisti di Washington osservano poi che le pmi che hanno chiesto finanziamenti stanno incontrando difficoltà a ottenerli dalle banche, soprattutto in paesi come Spagna e Italia, dove un quinto delle piccole e medie imprese si è visto 'razionare' il credito negli ultimi sei mesi per richieste respinte o perché veniva offerto a costi proibitivi.

Il monito: "L'Italia migliori la giusitizia civile e lavorare su inefficaci politiche attive sul lavoro" Per quanto riguarda la situazione economica del nostro Paese, l'Italia - dice il Fmi nell'Article IV sull'area euro - deve migliorare l'efficienza della giustizia civile, rimuovere gli ostacoli strutturali che fanno salire i costi di produzione e affrontare l'elevata disoccupazione. Per il Fondo, inoltre, l'Italia deve accrescere la concorrenza nei mercati di prodotti e servizi e lavorare sulle "inefficaci" politiche attive sul lavoro. Secondo il Fmi sono stati fatti progressi con "il nuovo regime di mediazione obbligatoria" che accelera il sistema, mentre sulla contrattazione salariale l'attuazione del decentramento, concordata nel 2011, "è in fase di stallo".

"Bene la riforma Fornero"
Altri passi avanti si registrano, secondo il Fmi, nelle misure a sostegno dell'occupazione giovanile annunciate nel luglio 2013, come "gli sgravi fiscali per i datori di lavoro che assumono under 30 con contratti a tempo indeterminato" e l'aumento della formazione aumentano la formazione, negli schemi di apprendistato e stage. Il Fondo loda la riforma Fornero, dell'aprile 2012, nella parte in cui "riduce i costi dei singoli licenziamenti". Inoltre il Fmi rileva come positiva "la liberalizzazione del settore del gas" con le decisioni dell'Authority dell'energia.