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ITALIA

Il parroco di Don Bosco: "Lo rifarei"

Funerali Casamonica, la relazione Gabrielli al Viminale. L'Osservatore Romano: "È uno scandalo"

Il prefetto di Roma ha consegnato ad Alfano un dossier dopo gli approfondimenti chiesti a carabinieri, vigili e Questura. Il ministro dell'Interno: "Non accada mai più". La prossima settimana il comitato per l'ordine e la sicurezza. Il legale della famiglia: "Tutti sapevano delle esequie"

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Da una parte la preghiera per i defunti, dall'altra "lo spettacolo mediatico, l'ostentazione di potere, la strumentalizzazione chiassosa e volgare di un gesto di elementare pietà umana e cristiana come il funerale". L'Osservatore Romano interviene così sul funerale di Casamonica parlando di "scandalo". Infuriano le polemiche sulle esequie hollywoodiane che si sono svolte nella parrocchia Don Bosco al Tuscolano, periferia est di Roma. 

"Forze dell'ordine e polizia giudiziaria sapevano del funerale di Vittorio Casamonica". Attacca l'avvocato difensore della famiglia dei Casamonica, spiegando che il giorno del decesso era stata informata la Corte di appello di Roma. "Il giorno della morte di Vittorio - spiega il penalista - ho presentato istanza alla Corte d'appello per ottenere che il figlio agli arresti potesse partecipare ai funerali. Lo stesso giorno le forze dell'ordine hanno effettuato il sopralluogo nella casa".

La relazione di Gabrielli
E mentre la prossima settimana si svolgerà il Comitato provinciale per l'ordine e la Sicurezza e in quella sede verranno prese eventuali decisioni sui funerali svolti a Roma il 20 agosto il prefetto di Roma Franco Gabrielli ha consegnato la relazione al ministro dell'Interno Angelino Alfano sulla vicenda.

Alfano: "Non accada mai più"
"Non accada mai piu'", ha intimato il ministro dell'Interno Alfano al Comitato che chiede di prendere "tutte le decisioni necessarie per governare al meglio situazioni di questo genere, potenziando la circolarita' dei flussi di comunicazione a livello locale".

Cantone: "Sottovalutazione"
Per il presidente dell'authority Anticorruzione Raffaele Cantone, "una scena simile, oramai, non è più possibile neppure a Forcella. Nessuno si sarebbe aspettato di vederla a Roma. E questo è stato l'errore: nell'immaginario collettivo, e non solo, nonostante le indagini, Roma è una città dove la mafia non esercita fino in fondo il potere. È un errore nel quale possono incorrere anche le forze dell'ordine". "E' chiaro che c'è stata una sottovalutazione". Aggiunge: "Non credo che questo funerale sia di per sé il segnale che la mafia a Roma sia più forte di quanto non pensassimo. È piuttosto un chiaro messaggio che il clan ha voluto dare in un momento di transizione e ristrutturazione del potere. E non è un caso che questo avvenga a ridosso di un'importante indagine giudiziaria che ha assestato un duro colpo all'organizzazione criminale". 



Per ora sospeso l'elicotterista
Nella catena di errori è stato individuato per ora solo il primo responsabile: il pilota dell'elicottero privato. L'Enac ha sospeso la licenza perché "ha effettuato una deviazione non prevista né comunicata". Era partito da Terzigno, nel Napoletano, e doveva arrivare all'elisuperficie Romanina. E si stanno valutando le posizioni delle due agenzie di pompe funebri, una romana e l'altra di Castellammare di Stabia (Napoli), che hanno organizzato anche il viaggio della carrozza trainata dai cavalli, la stessa del funerale di Totò.