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MONDO

In mattinata gabinetto di sicurezza Netanyahu

Ucciso un soldato israeliano al confine con Gaza. Razzi di Hamas nel centro del Paese

Dall'inizio di Protective Edge sono morti 43 soldati israeliani e oltre mille palestinesi

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Nella notte un soldato israeliano è rimasto ucciso da un colpo di mortaio sparato nella zona di confine tra Gaza e lo stato ebraico. Da quando, lo scorso 8 luglio, è iniziata l'operazione Protective Edge sono 43 i soldati israeliani uccisi nelle operazioni militari. Oltre mille i palestinesi uccisi: 8 su 10 sono civili.

Suonano le sirene in Israele
Intanto suonano le sirene nel centro di Israele: cinque i razzi lanciati nelle regioni di Ashdon e Ashkelon mentre altri due sono stati intercettati nel centro del paese da parte del sistema antimissile Iron Dome. Intanto l'artiglieria dello stato abraico ha sferrato il primo attacco del giorno a Gaza, nella zona est.

Israele prolunga la tregua, Hamas lancia razzi
Israele aveva accettato di prolungare in modo unitalterale la tregua umanitaria fino alle 24 di sabato (un'ora prima in Italia) ma Hamas ha opposto un rifiuto e ripreso a lanciare fazzi contro Israele: una ventina, tra ieri sera e le prime ore di questa mattina. La condizione primaria per fermare il lancio di razzi è il ritiro di Israele dalla Striscia (in secondo luogo chiede la fine dell'emargo) che lo Stato ebraico rifiuta in toto: l'obiettivo è annientare o quantomeno ridurre notevolmente la potenza di fuoco di Hamas e distruggere i tunnel sotterranei dove nasconde arsenale e centri operativi.

Nuovo gabinetto di sicurezza in mattinata
In mattinata è previsto un vertice del gabinetto di sicurezza israeliano per decidere del futuro delle operazioni. Ieri la Parigi la diplomaziona europea e americana avevano chiesto di prolungare la tregua di almeno 24 ore.

Si teme la Terza Intifada
Il conflitto in corso è il quarto dopo il ritiro unilaterale di Israele da Gaza e minaccia, a questo punto, di estendersi in Cisgiordania dove due giorni fa sono iniziate numerose e violente proteste che fanno temere con ancora più forza una Terza Intifada