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ITALIA

Intrevento eccezionale

Gemelle siamesi unite per addome e torace separate a Bambin Gesù di Roma: gli organi stampati in 3D

L'intervento sulle bambine di 17 mesi è durato oltre 10 ore ed è stato eseguito - con tecniche d'avanguardia - da un team multidisciplinare di circa 40 persone guidato dal professor Alessandro Inserra, direttore del Dipartimento Chirurgico. Un'altra coppia di gemelle siamesi, ricoverate nel reparto di Neonatologia, verrà separata nelle prossime settimane

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Intervento eccezionale all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma: due gemelle siamesi di 17 mesi unite per il torace e per l'addome sono state separate con successo. L'intervento di separazione su Rayenne e Djihene, provenienti dall'Algeria, è durato 10 ore ed è stato eseguito da un team multidisciplinare di circa 40 persone guidato dal professor Alessandro Inserra, direttore del Dipartimento Chirurgico. Per preparare l'intervento sono stati realizzati modelli e stampe 3D delle gemelle. Una speciale procedura ha consentito di dimezzare la durata dell'operazione (in media di 18-20 ore) riducendo il tempo di esposizione delle bambine all'anestesia.

Nella storia dell'ospedale è il secondo caso di separazione di gemelli siamesi. L'unico altro intervento di questo tipo risale all'inizio degli anni 80, più di 30 anni fa, e fu eseguito su due gemellini maschi. Anche in quel caso si trattava di siamesi toraco-onfalopaghi (con torace e addome uniti). Un'altra coppia di gemelle siamesi, ricoverate nel reparto di Neonatologia del Bambino Gesù, verrà separata nelle prossime settimane. Provengono dal Burundi e sono unite per la zona sacrale (pigopaghe). Il percorso clinico e chirurgico delle piccole pazienti algerine e burundesi rientra nell'ambito delle missioni umanitariepromosse dall'ospedale pediatrico della Santa Sede. Nel 2016 i casi pro bono sono stati circa 50.

Gli organi stampati in 3D
Stampa degli organi in 3D, Tac e risonanze tridimensionali. Sono gli strumenti di ultimissima generazione utilizzati dai chirurghi per studiare il caso clinico e per pianificare l'intervento. Durante la fase di indagine, la struttura, gli organi, la rete vascolare e le dimensioni delle gemelline sono state 'replicate' in ogni dettaglio. La preparazione all'intervento di separazione è durata quasi un anno: 11 mesi (da novembre 2016 a ottobre 2017) per consentire all'organismo delle gemelle di sostenere un'operazione chirurgica cosiì complessa e aggressiva. Gli studi clinici sono stati condotti da medici e specialisti di 7 diverse aree: Chirurgia generale, Neonatologia, Chirurgia plastica, Cardiochirurgia, Anestesiologia e rianimazione, Chirurgia epato-bilio-pancreatica, Diagnostica per immagini.

Cosa avevano in comune. Cosa è stato ricostruito
Rayenne e Djihene avevano in comune la gabbia toracica e la cavità addominale, il pericardio (la membrana che riveste il muscolo cardiaco) con due cuori dentro e il fegato, ma con una rete vascolare speculare e distinta che ne permetteva la separazione. Nel corso dell'intervento sono state divise le costole e il fegato; ricostruiti lo sterno (prima inesistente) e il diaframma; è stato diviso e ricreato il pericardio con sostanze biologicamente compatibili; sono stati ricostruiti addome e parete toracica. La quantità di pelle necessaria per concludere l'operazione e' stata ottenuta inserendo ai lati del tronco delle gemelline, nei mesi precedenti l'intervento di separazione, due espansori cutanei in silicone.

Il giorno dell'intervento
L'operazione è stata eseguita sabato 7 ottobre 2017 ed è durata circa 10 ore, 2 delle quali dedicate alla preparazione anestesiologica, le restanti alla separazione delle gemelle e alla ricostruzione di addome e torace. Al tavolo operatorio si sono avvicendate 5 equipe chirurgiche a cui era stata assegnata una precisa fase dell'intervento. Dopo la separazione, la procedura diricostruzione è stata condotta in parallelo in 2 sale operatorie. Grazie a questo tipo di organizzazione, è stato possibile ridurre la durata dell'operazione e quindi il tempo di esposizione delle bambine all'anestesia. Dopo un periodo di osservazione in terapia intensiva, il 24 ottobre le piccole algerine sono potute tornare nel reparto di Chirurgia. 'La chiave del successo di un intervento così complesso- sottolinea Alessandro Inserra, direttore del Dipartimento chirurgico - è stato proprio lo scambio di esperienze e il confronto continuo tra alcune delle migliori professionalità del Bambino Gesù che si sono prodigate senza riserve in ogni segmento del percorso che ci ha portati fino a qui.