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ITALIA

Il vertice a palazzo Chigi

Armi chimiche a Gioia Tauro: si va avanti. I sindaci valutano chiusura del porto

I container arriveranno dopo i primi di febbraio. Restano fortemente contrari i sindaci che la definiscono un'operazione calata dall'alto. Per il governatore della Calabria invece si tratta di un'opportunità. Frena il presidente della Provincia: non barattiamo l'uso del porto per altri interessi

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L'operazione di trasbordo a Gioia Tauro si farà, con o senza l'approvazione degli enti locali. È questo quello che sarebbe emerso dal vertice di Palazzo di Chigi, che i sindaci di Gioia Tauro e San Ferdinando hanno vissuto quasi come un ultimatum. "Abbiamo preso contatti con un esperto di diritto navale per capire se possiamo chiudere il porto. Se lo potremo fare, lo faremo nella legalità" ha dichiarato Domenico Madafferi, sindaco di San Ferdinando. Tutt'altra opinione invece quella del governatore della regione Calabria Giuseppe Scopelliti che legge la vicenda come un'opportunità da cogliere.

La nave danese che trasporta i 60 container con 560 tonnellate di armi chimiche siriane arriverà non prima di febbraio allo scalo calabrese. Le operazioni di neutralizzazione, cui assisterà anche il ministro Lupi, si svolgeranno in mare a bordo della nave americana Cape Ray in un raggio di sicurezza che, assicura palazzo Chigi, non coinvolgerà il territorio. 

I sindaci: valutiamo la chiusura del porto
"Non sono d'accordo con questa operazione ma mi adeguo come istituzione" ha detto il primo cittadino Renato Bellofiore uscendo da palazzo Chigi. Il sindaco di Gioia Tauro ha ribadito che il sito "non è idoneo, perchè manca una struttura sanitaria, manca un ospedale e manca un piano di evacuazione di sicurezza che io chiedo da primo cittadino".

Gli fa eco il sindaco di San Ferdinando, area dove ricade buona parte del porto di Gioia Tauro: "Sono poco contento. È stata una specie di ultimatum".

Domenico Madafferi aggiunge: "Le perplessità restano. Ho fatto presente che a trenta metri ci sono le scuole medie ed elementari, a cinquanta metri c'è anche casa mia. Non so quel giorno come si potrà stare tranquilli". 

Scopelliti: un'opportunità per lo sviluppo del porto
Il governatore della regione Clabria sottolineato che l'arrivo della nave deve essere l'occasione per accendere i riflettori sul porto di Gioia Tauro. "Letta si è impegnato ad aprire un tavolo per individuare una strategia di rilancio del porto - ha dichiarato - questa deve essere un'opportunità da cogliere non in termini di compensazione".

Il presidente della Provincia: no al baratto dell'uso del porto per altri interessi
Entusiasmo che il presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa legge come la volontà di barattare l'uso del porto con la concessione della Zona economica speciale (Zes). II provvedimento che permetterebbe di attrarre investimenti sullo scalo è stato approvato dalla giunta e dal consiglio regionale ma è fermo in commisione parlamentare.

I parlamentari del M5S fuori da palazzo Chigi
Protestano i parlamentari grillini calabresi fuori da palazzo Chigi: "Siamo davanti alla presidenza del Consiglio, ma non ci fanno entrare. È molto grave che dei parlamentari calabresi siano esclusi dall'incontro tra il governo e i sindaci del territorio sulla delicata vicenda del trasbordo di armi chimiche nel porto di Gioia Tauro". I parlamentati del M5s Dalila Nesci, Federica Dieni, Nicola Morra e Paolo Parentela nei giorni scorsi avevano incontrato i sindaci dei due comuni coinvolti.

l no dei 33 sindaci della piana di Gioia Tauro
I sindaci della Piana di Gioia Tauro hanno ribadito in vista del vertice con Letta il loro no al trasbordo delle armi chimiche siriane nel porto calabrese. I 33 primi cittadini, lunedì sera, al termine di una lunga assemblea hanno approvato un documento con cui «danno mandato ai sindaci di San Ferdinando e Gioia Tauro ad opporsi» al transito delle navi nel porto di Gioia Tauro.