Original qstring: refresh_ce | /dl/archivio-rainews/articoli/giustizia-anno-covid-Cerimonie-di-inaugurazione-anno-giudiziario-2021-nelle-26-Corti-di-Appello-8fca07ce-e42d-40c2-9012-eaac62fa842a.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Cerimonie senza pubblico

La giustizia nell'anno del Covid. Inaugurazione dell'anno giudiziario nelle Corti di Appello

Da Milano a Palermo, il difficile equilibrio tra Covid e libertà fondamentali. Bonafede nell'aula bunker di Lamezia Terme

Condividi
Dopo la cerimonia nell'Aula Magna della Cassazione alla presenza delle alte cariche dello Stato, oggi l'anno giudiziario viene inaugurato nelle 26 Corti d'Appello.

Milano, Covid e libertà fondamentali
A Milano, nella regione maggiormente colpita dall'impatto del Covid, il presidente reggente della Corte, Giuseppe Ondei, ha constatato che "gli uffici giudiziari hanno saputo reagire con immediatezza, grazie all'eccezionale senso del dovere e al grande sforzo dimostrato dal personale di magistratura e amministrativo". 

La sua relazione sull'anno giudiziario si è aperta con la citazione di una poesia di Giuseppe Ungaretti, San Martino del Carso. Con il celebre verso "nel cuore nessuna croce manca", il presidente ha voluto dedicare "un commosso ricordo al personale deceduto a causa della pandemia da Covid". E ha poi ringraziato anche il personale del distretto "che nell'anno passato ha lasciato la magistratura dopo aver indossato con onore e dignità la toga e il personale amministrativo del distretto congedato dopo anni di onorevole servizio". 

Il "fenomeno pandemico", ha detto, ha "fatto emergere problematiche giuridiche sia nel settore civile sia nel settore penale: problematiche con le quali per molto tempo la giurisprudenza dovrà confrontarsi", come il "delicatissimo rapporto tra le libertà fondamentali e inviolabili del cittadino, il potere di ogni cittadino di circolare e soggiornare liberamente; il diritto di riunione; il potere di agire in giudizio; il diritto di svolgere l'attività economica privata e il diritto al lavoro. Dall'altro lato, c'è "la necessità dello Stato di limitarle per la tutela della collettività". Così nel diritto civile è emerso il problema degli inadempimenti dei contratti con necessarie rinegoziazioni e aggiustamenti giudiziali, mentre in quello penale i temi del "processo telematico" e della "sospensione dei termini di prescrizione".

La cerimonia si è svolta senza pubblico, nel rispetto delle norme anti Covid, solo una quindicina le toghe presenti, tra magistrati e giudici, nell'aula al primo piano del Palazzo di giustizia. Niente sfilata e niente banda musicale. Un piccolo coro, composto da tre cantanti, ha intonato l'Ave Maria di Schubert in memoria delle vittime del Covid.  

Roma, annus horribilis
"Questa cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario si svolge in un contesto che nessuno di noi ha prima conosciuto e che si presumeva potesse travolgerla. E tuttavia questa cerimonia è' rimasta ferma, non solo perché prevista dalla legge (ma molte leggi in questi ultimi mesi sono state, in realtà, sospese), ma per il suo valore simbolico, come manifestazione del carattere pubblico e democratico dell'amministrazione della giustizia, secondo le direttive della Costituzione repubblicana", ha detto il presidente della Corte d'Appello di Roma, Giuseppe Meliadò, nella sua relazione sull'amministrazione della Giustizia nel 2020.  

Le prospettive di riforma si sono incrociate con "l'annus horribilis" della pandemia, "che ha messo in crisi sicurezze consolidate, sconvolto le relazioni umane e sociali, reso precarie le garanzie fondamentali, legittimato lo stato di eccezion. La pandemia ha operato, per tutte le istituzioni, come una sorta di cartina di tornasole, ne ha messo in luce arretratezze e modernità, capacità di adattamento e assenza di flessibilità, attitudine alla programmazione e appiattimento burocratico, virtù dirigenziali e insipienze nella cultura organizzativa", ha detto.

Circa l'impatto della pandemia, il procuratore generale della Corte d'Appello di Roma, Antonio Mura, ha invece rilevato che i limiti alla circolazione - e, quindi, gli obblighi di maggiore permanenza in casa - hanno avuto l'effetto di deprimere le iscrizioni per reati contro il patrimonio e incrementare invece le denunce per reati collegati alla famiglia e contro la libertà morale (ad esempio, per atti persecutori ex art. 612-bis c.p.)". Sono state avviate indagini per reati collegati in modo più o meno diretto alla situazione di contagio e alle misure di contenimento. Iniziano a pervenire notizie di reato riguardanti farmaci e vaccini. Numerosi i procedimenti relativi al "commercio di dispositivi medici irregolari, tra cui quelli con il marchio CE contraffatto oppure apposto in assenza dei presupposti di legge", ha detto Mura.

Palermo, grazie ai medici
Il presidente della Corte d'Appello di Palermo, Matteo Frasca, ha aperto la sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, ringraziando i medici impegnati sul fronte della lotta al Covid 19: "Un ringraziamento particolare intendo rivolgere al presidente dell'Ordine dei Medici di Palermo e al quale voglio rinnovare i sentimenti della più intensa gratitudine per il contributo determinante che, anche in questo distretto, i medici, unitamente agli operatori sanitari, stanno apportando in questo periodo storico, sopportando con abnegazione un enorme carico di lavoro e uno stress emotivo difficilmente sostenibili, pagando prezzi altissimi anche in termini di vite umane". 

Poi ha parlato di come la mafia continui ad esercitare il suo "diffuso, penetrante e violento controllo sulle attività economiche, imprenditoriali e sociali del territorio; se negli anni precedenti il dato statistico aveva mostrato qualche cenno di diminuzione va sottolineato che nell'anno in corso le denunce sono state ben 69 con un deciso decremento di quasi il 20 per cento". "Permane", ha detto, "una situazione 'palermocentrica', nell'ambito della quale i mandamenti mafiosi più potenti sono ancora quelli di Pagliarelli, Porta Nuova, Ciaculli - Brancaccio e Villagrazia-Santa Maria di Gesu'".

Nonostante si siano levate delle voci contrarie all'interno di Cosa nostra, le estorsioni, che costituiscono la tipologia di reato che da' luogo al numero maggiore di misure cautelari nei confronti di 'uomini d'onore', continuano ad essere la classica attività delle famiglie mafiose", anche se "le costanti e pressanti attività cautelari e processuali hanno generato, probabilmente, la più grave crisi mai attraversata nella sua storia dalla cosa nostra palermitana con riferimento alla mafia territoriale/militare".

Il ministro Bonafede nell'aula bunker di Catanzaro
Accompagnato dal presidente della Corte di appello di Catanzaro, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha assistito alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario nell'aula bunker di Lamezia Terme. Assieme a lui, il rappresentante del Consiglio superiore della magistratura Seano Cavanna. La cerimonia si svolge seguendo le misure di contenimento dell'emergenza pandemica, secondo le direttive sanitarie nazionali.