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MONDO

Grecia e Europa

Grecia, l'incontro tra Tsipras e Juncker "non porterà a una soluzione"

Entrambe le parti fanno sapere che il vertice tra il premier greco Alexis Tsipras e il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker non sarà risolutivo per la ristrutturazione del debito greco. Secondo la commissaria Georgieva, emergerebbero "divergenze tra i creditori" 

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L'incontro di questa sera a Bruxelles tra il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, e il primo ministro greco, Alexis Tsipras, non sarà definitivo per raggiungere un compromesso sul debito greco. "Non ci aspettiamo una soluzione finale stanotte," ha detto Margaritis Schinas, portavoce di Juncker, annunciando formalmente l'incontro di stasera nella sala stampa dell'Esecutivo Ue a Bruxelles.

Il 5 giugno scade una delle rate del prestito concesso da Fondo Monetario e Ue che Atene ha già dichiarato di "non poter pagare". 

Divergenze tra i creditori, Fondo Monetario e Ue
La commissaria Kristalina Georgieva ha spiegato che la Commissione "sta
costruendo il ponte per avvicinare le posizioni tra gli Stati Eurozona e le tre istituzioni" (cioé Commissione, Bce e Fmi). E' la prima volta che un esponente dell'esecutivo comunitario indica chiaramente che ci sono delle divergenze fra i creditori. "L'accordo finale spetta all'Eurogruppo che sarà convocato sulla base di un accordo tra le istituzioni",  ha precisato poi la portavoce di Juncker. E all'incontro parteciperà anche il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. 

Juncker inquadra così la situazione: "Ci sono ancora dei problemi da risolvere sul caso Grecia e ciò mi obbliga ad avere diverse riunioni oggi tra cui un incontro
con il premier greco". 


Il bilancio 2016 di Atene
La questione più spinosa in questa fase è il bilancio pubblico quest'anno e nel 2016: per i creditori il surplus deve essere assicurato e deve essere solido, credibile. A
causa della paralisi economica e politica degli ultimi mesi, il bilancio greco quest'anno sarebbe a bocce ferme in deficit. Tsipras propone un surplus molto più basso nel 2015 e nel 2016 di quanto vorrebbe l'ex Troika. Specialmente per
il Fondo monetario internazionale si tratta di una questione dirimente: il surplus dimostra che uno Stato ha i soldi per ripagare i debiti e il Fmi non concede prestiti se non c'è la certezza che nei successivi 12 mesi il debito sia sostenibile. Cioe' che c'è qualcuno che lo ripaga. Il Brussels Group (l'ex Troika che lavora sul piano tecnico) e gli sherpa dei ministri finanziari stanno analizzando il documento greco per misurarne gli effetti economici immediati e nel medio periodo. E per misurare anche quanto sono realistiche le misure previste (tre aliquote Iva, spesa pensionistica nel nuovo regime che prevederebbe lo stop al ritiro anticipato dal lavoro e la conferma dell'attuale livello degli assegni, privatizzazioni, la riforma della sicurezza sociale con la riunificazione delle varie "casse").