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ITALIA

Green pass obbligatorio. Picchetti e sit-in dei no-pass

Da oggi obbligo di green pass nei luogi di lavoro. Allarme della polizia: rischi per aziende, aeroporti, porti e strade. Il governo valuta sconti per tamponi, ma niente rinvio. A Trieste un piccolo sindacato minaccia di bloccare il porto

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Da oggi il Green pass sarà obbligatorio sui luoghi di lavoro. La data, il 15 ottobre era da molto tempo annunciata, ma inevitabilmente le tensioni si sono accumulate negli ultimi giorni. Soprattutto si tratta di annunci di blocchi, picchetti e scioperi; poi ci sono i timori di disorsioni e l'impreparazione delle imprese nella gestione dei controlli. Il dato complessivo dei vaccinati e dei guariti dall'infezione è superiore al 90%, oltre l'80% degli italiani ha fatto il vaccino e i guariti sono circa 4 milioni e mezzo. Meno del 10% dei lavoratori non vuole ancora vaccinarsi, di questi una parte non acetta di fare un tampone, dovendolo pagare di tasca propria.

Se ci sarà la mobilitazione di portuali e autotrasportatori, che potrebbe causare uno stop nel settore della logistica, lo vedremo oggi, a partire dai lavoratori marittimi di Trieste, dove un numero dipendenti relativamente alto non è vaccinato, e ha promesso di bloccare il porto. In realtà, nel caso di Trieste l'annuncio è di un piccolo sindacato (circa 200 iscritti), sconfessato dalle principali organizzazioni che siono dette soddisfatte dalla disponibilità dei datori di lavoro di assumersi l'onere dei tamponi. Criticità si profilano anche sul fronte dei trasporti pubblici, dove tra i dipendenti la percentuale di non vaccinati va dal 10% al 20%.

Il rischio di una falsa partenza è aggravato anche delle manifestazioni in diverse città: la più importante è a Roma, dove il luogo del sit-in dei 'No Pass', già spostato due volte dalla Questura, è previsto al Circo Massimo, e con una schieramento di 1000 agenti. Una decisione presa sulla scia delle intenzioni emerse dall'ultimo Comitato per la Sicurezza convocato dal Viminale, le cui intenzioni sarebbero quelle di evitare lo svolgimento di proteste vicino ai palazzi della politica e a 'obiettivi sensibili'.

La linea di Palazzo Chigi è ferma e l'Esecutivo - sebbene si valuti di rafforzare gli aiuti alle aziende che pagano i test ai dipendenti - non è stato disposto ad alcuno slittamento dell'entrata in vigore dell'obbligo del certificato verde. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, parla di "avvio complicato, ma che era nell'ordine delle cose ed è il prezzo da pagare per spingere nella direzione giusta il Paese". 

Dopo la debacle di sabato scorso,a Roma, dove non è stato evitato l'assalto di neofascisti alla sede della Cgil, le prefetture e le forze dell'ordine lanciano allarmi a tutto tondo: "Nelle prossime ore potrebbero verificarsi iniziative contro il Green pass davanti a ingressi aziendali e presso aeroporti, porti, punti di snodo stradale, autostradale e ferroviari, finalizzati a creare disagi con possibile intralcio alla regolarità dei servizi e delle attività produttive", scrive in una circolare il Dipartimento di Pubblica Sicurezza.