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POLITICA

Martedì il voto online

Nel blog di Grillo la svolta: sanzioni non automatiche in caso di avviso di garanzia

Decalogo del Movimento 5 stelle per gli eletti coinvolti in vicende giudiziarie. Giudizi contrastanti sulle nuove norme tra i parlamentari e il popolo M5s

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Il Movimento 5 stelle cambia strada: il nuovo codice etico non prevede più sanzioni automatiche, come la sospensione o l'espulsione, per gli eletti M5s che ricevano un avviso di garanzia. 

"La ricezione di 'informazioni di garanzia' o di un 'avviso di conclusione delle indagini' non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti, sempre salvo quanto previsto al punto 5", si legge nel 'Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie', pubblicato integralmente sul blog di Beppe Grillo in vista del voto online di domani.

"È sempre rimessa alla discrezionalità del Garante e del Collegio dei Probiviri o del Comitato d'appello (e non comporta alcuna automatica presunzione in tal senso) la valutazione della gravità di fatti che configurano i c.d. reati d'opinione, ipotesi di reato concernenti l'espressione del proprio pensiero e delle proprie opinioni, ovvero di fatti commessi pubblicamente per motivi di particolare valore politico, morale o sociale", si legge ancora nel codice.

Dubbi sulle nuove regole all'interno del M5s
Ma il nuovo decalogo sulla giustizia crea più di un dubbio all'interno del Movimento. Non solo in Rete, dove fioccano messaggi contradditori - tra chi plaude alle nuove regole e chi le critica apertamente - ma tra gli stessi parlamentari 5 Stelle. A muovere dubbi, apertamente nelle chat interne, soprattutto i senatori, che lamentano l'eccessiva "discrezionalità" dei paletti stabiliti dai vertici.

In sintesi, qualche senatore ha sollevato dubbi sul fatto che le regole non fossero uguali per tutti ma piuttosto generiche, lasciando ampio spazio alla discrezionalità di garante, ovvero Grillo, probiviri e comitato d'appello. Mentre tra i deputati sarebbero soprattutto i siciliani coinvolti nel caso firme false a Palermo e al momento sospesi dal M5S a guardare come fumo negli occhi alle nuove regole.