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POLITICA

Dopo la rinuncia di Baricco, anche il manager si defila

Guerra: ''Non farò il ministro, resto in Luxottica''

L'amministratore delegato del colosso degli occhiali spegne le voci che lo davano in corsa per il ministero dello Sviluppo Economico. Matteo Renzi prosegue nel lavoro di composizione della squadra, prima di ricevere l'incarico di formare il governo 

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Roma
''Sono sereno e felice e rimango a fare il mio lavoro in questa bella azienda. Auguro tutto il bene possibile al nuovo Governo che nascerà.  Io personalmente, insieme a Luxottica, farò sempre di tutto per contribuire alla evoluzione positiva del nostro Paese''.
L'amministratore delegato di Luxottica Andrea Guerra si chiama fuori dalla corsa per il ministero dello Sviluppo Economico, nel probabile governo a guida di Matteo Renzi. Il titolo di Luxottica in Borsa aveva ceduto punti nella seduta di venerdì, proprio per il timore di perdere il proprio amministratore delegato. Guerra è uno dei nomi della cosiddetta ''Italia migliore'' che Matteo Renzi vorrebbe portare al governo, insieme a profili più marcatamente politici, rappresentanti dei partiti di maggioranza.

La defezione di Baricco
''Ho una vita che mi piace e non ho intenzione di cambiarla. Spero e credo che con Matteo troveremo il modo di lavorare insieme su un tema che sta a cuore a entrambi e che è un punto forte del suo programma: quello dell'educazione. Io ministro? No, sono assolutamente convinto di non avere il talento per fare questo". Alessandro Baricco, in una telefonata a Repubblica, dice no alla proposta di Matteo Renzi di entrare in un'ipotetica squadra di governo come ministro della Cultura.