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ECONOMIA

La relazione del commissario Bondi

2013 anno nero per l'Ilva

Vendute due milioni di tonnellate di acciaio in meno, fatturato che cala. Le attività dell'azienda hanno risentito dell'inchiesta aperta dalla magistratura e di problemi ai macchinari. Migliora invece la sicurezza sul lavoro

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Ilva di Taranto
Roma
Il 2013 è stato un anno nero per l'Ilva di Taranto. Le vendite dovrebbero chiudersi con un calo di due milioni di tonnellate di acciaio. Sono questi i numeri della relazione del commissario straordinario dell'azienda Enrico Bondi, insediatosi lo scorso 4 giugno.

Nel 2012 le vendite erano state 8 milioni e 300mila tonnellate, quest'anno si fermeranno invece a 6 milioni e 300mila tonnellate e di conseguenza diminuisce anche il fatturato. Le attività dell'azienda - sottolinea Bondi - hanno risentito dell'inchiesta aperta dalla magistratura e da problemi ad alcuni impianti, in via di superamento. A novembre 2012 sono stati sequestrati nell'ambito dell'inchiesta della polizia giudiziaria un milione e 900 mila tonnellate tra semilavorati e prodotti finiti. Prodotti bloccati fino a metà maggio di quest'anno - si legge nella relazione- e i riflessi si vedono nel calo dell'attività produttiva nel 2013.  Difficoltà che derivano anche dal blocco scattato sulle società controllate dall'Ilva e ordinato dallo stesso gip a settembre scorso nell'ambito del sequestro preventivo per equivalente di 8,1 miliardi su tutti i beni del gruppo Riva. 

"Obiettivo primario della gestione commissariale - scrive Bondi - resta quello di potenziare la politica di prevenzione e di migliorare ulteriormente gli indici chiave di riferimento".

Bilancio positivo invece per la voce sicurezza sul lavoro che è migliorata. L'indice degli infortuni indennizzati è inferiore a quello di settore, mentre l'indice di gravità è nella media. Rimasta stabile poi  la posizione finanziaria dell'Ilva che misura il suo indebitamento che, questa la previsione di Bondi, non peggiorerà.