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ITALIA

Inchiesta sul disastro ambientale

Ilva: pm chiedono 53 rinvii a giudizio. Tra questi anche Vendola

La Procura della Repubblica di Taranto chiede al gip il rinvio a giudizio per 50 persone e tre società nell'inchiesta sul disastro ambientale che sarebbe stato causato dall'Ilva. A rischiare il processo, oltre alla famiglia Riva, anche il governatore della Puglia, Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata, il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, per abuso d'ufficio e l'ex presidente della Provincia Gianni Florido per concussione

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La Procura della Repubblica di Taranto ha chiesto al gip il rinvio a giudizio per 50 persone e tre società nell'inchiesta sul disastro ambientale che sarebbe stato causato dall'Ilva. A rischiare il processo anche il governatore della Puglia, Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata. Per i vertici del gruppo, Emilio Riva, i suoi figli Nicola e Fabio (quest'ultimo attualmente rifugiato in Gran Bretagna in attesa di giudizio di appello sull'estradizione) insieme all'ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso, l'accusa è di associazione per delinquere finalizzata a disastro ambientale, inquinamento ed
avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni, corruzione, concussione, falso ed abuso d'ufficio. 

Vendola: presunte pressioni sull'Agenzia regionale per l'Ambiente
Secondo le indagini, nel 2010 il presidente Vendola avrebbe fatto pressioni su Giorgio Assennato, direttore generale dell'agenzia regionale per l'Ambiente (ora imputato di favoreggiamento), minacciandolo di non confermare il suo incarico alla direzione dell'Arpa al fine di "ammorbidire" la posizione dell'agenzia sulle emissioni nocive dell'Ilva di Taranto.

Le indagini della Procura di Taranto
La richiesta di rinvio a giudizio, firmata dal procuratore, Franco Sebastio, dal procuratore aggiunto, Pietro Argentino, e dai sostituti procuratori Mariano Buccoliero, Giovanna Cannarile, Remo Epifani e Raffaele Graziano, riguarda tutti i 53 indagati ai quali il 30 ottobre scorso era stato notificato dalla Guardia di finanza di Taranto l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Ad 11 indagati la Procura contesta il reato di associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale e a reati contro la pubblica amministrazione, nonché l'avvelenamento di acque e sostanze alimentari. Tra le imputazioni, anche quella di omicidio colposo per due 'morti bianche' all'Ilva.

Rinvio a giudizio per favoreggiamento personale è stato chiesto per il dg Arpa Assennato ed il suo direttore scientifico Massimo Blonda, il consigliere regionale Donato Pentassuglia, presidente della commissione Ambiente alla Regione, il deputato di Sel Nicola Fratoianni, ex assessore regionale alle politiche giovanili, l'assessore regionale all'ambiente Lorenzo Nicastro, i dirigenti regionali Antonello Antonicelli e Davide Filippo Pellegrino, il capo di Gabinetto alla Regione Francesco Manna.

I pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per concussione per l'ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido del Pd, arrestato a maggio 2013 insieme all'ex assessore provinciale all'ambiente Michele Conserva per aver fatto pressioni insieme ad Archinà su due suoi dirigenti per facilitare il rilascio dell'autorizzazione di una discarica per rifiuti speciali in Ilva. Richiesta di rinvio a giudizio anche per il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, accusato di abuso d'ufficio per non aver tutelato la salute dei suoi concittadini. Rinvio a giudizio è stato chiesto anche per un ispettore di polizia, un sottufficiale dei carabinieri, un avvocato, ed un parroco, coinvolti a vario titolo nelle indagini sui rapporti fra Ilva e società civile.