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SCIENZA

Evoluzione della specie

Il pollice opponibile ha tre milioni di anni

Le nostre mani, quelle dell'homo sapiens, si distinguono da quelle di tutti i primati per una caratteristica peculiare: il pollice opponibile. Uno studio dimostra che tale svolta evolutiva è molto più antica di quanto finora creduto
 

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di Stefano Lamorgese
La capacità tipicamente umana di stringere con forza un oggetto con le mani è legata a due importanti transizioni evolutive: da un lato il progressivo abbandono della vita arboricola, dall'altro la fabbricazione e l'uso di utensili. Frutto e causa di tali cambiamenti, la struttura delle nostre mani è testimonianza di tali cambiamenti: il pollice opponibile alle altre dita ha garantito un vantaggio decisivo alla nostra specie.

Gli scienziati, che su questo concordano unanimemente, non hanno invece ancora saputo individuare con precisione in quale momento delle nostra lunga storia tale scarto evolutivo sia comparso. Finora si è creduto che il pollice opponibile fosse un'esclusiva delle diverse specie di "homo"; ma uno studio condotto dal paleoantropologo Matthew M. Skinner ("Human-like hand use in Australopithecus africanus" [Uso della mano simile all'uomo nell'Australopithecus Africanus]) della School of Anthropology and Conservation dell'Università britannica del Kent, anticipa di molto quel momento.

L'australopiteco africano
Questo nostro antico progenitore visse nell'attuale Sudafrica tra 3,3 e 2,1 milioni di anni fa. Dall'aspetto molto simile alle scimmie, aveva andatura bipede e una struttura scheletrica che certamente gli permetteva anche di vivere sugli alberi. Però, questa la novità della ricerca condotta da Matthew M. Skinner, sembra ormai accertato che le sue mani avessero la capacità di quella "presa sicura" che contraddistingue le nostre.

Come altre specie del Pleistocene (da 2,588 milioni a 11700 anni fa), i resti di Australopiteco Africano presentano un metacarpo simile a quello umano, compatibile con l'opposizione energica del pollice alle altre dita: proprio la struttura capace di utilizzare gli utensili. Ecco perché questi risultati costituiscono una convincente prova archeologica e morfologica che l'attuale conformazione delle nostre mani abbia avuto origine più remote di quanto finora pensato.