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POLITICA

Cortei dei no green pass

Lamorgese: estremisti all'interno delle proteste sono insidia seria, non abbassare la guardia

"Serve un intervento normativo per rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto" dice poi il ministro dell'Interno riguarda ai rave party. E sull'immigrazione irregolare: "Non si combatte con la propaganda"

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Non si deve mai abbassare la guardia di fronte al "rischio che sparute minoranze di estremisti possano turbare il pacifico svolgimento delle varie forme di protesta, con l'unico obiettivo di creare disordini". Lo afferma il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese che, in un'intervista al Messaggero, parla di "insidie serie". Sui cortei dei no green pass, secondo il ministro "bisogna coniugare il diritto di manifestare con la tutela della salute pubblica, preservando al contempo i legittimi interessi degli esercizi commerciali in difficoltà".

Quanto ai rave party illegali, Lamorgese fa notare che si sono sempre svolti: "Solo nel 2018 ci sono stati almeno una cinquantina di raduni clandestini, dalla centrale di Montalto di Castro alla fabbrica ex Viberti di Nichelino. E come è stato osservato in più occasioni, le leggi in vigore non ci mettono in condizione di contrastare questi grandi rave illegali come avviene in altri Paesi d'Europa dove le norme sono più severe".  "Sono consapevole - prosegue - del senso di preoccupazione che questo fenomeno determina nell'opinione pubblica, sia per i comportamenti illegali connessi all'abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, sia per i riflessi sulla possibile diffusione dei contagi".

"Sono convinta - ribadisce il ministro - che serva un intervento normativo per rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto. Il ministero dell'Interno sta lavorando ad un'ipotesi di fattispecie criminosa che consenta di disporre la confisca obbligatoria dei veicoli e degli strumenti necessari per l'organizzazione dell'intrattenimento e che preveda l'obbligo del ripristino dei luoghi. Sul piano preventivo, potremmo introdurre la possibilità di ricorrere ad altri strumenti investigativi, come già avviene per diversi reati di particolare gravità. Tutto questo per allinearci alla legislazione degli altri Paesi europei, nei quali, evidentemente, oggi gli organizzatori dei rave party rischiano molto di più. Su queste ipotesi ci sarà un confronto con il ministero della Giustizia", conclude.

In ultimo, di fronte ai continui attacchi personali di Lega e Fratelli d'Italia, la ministra afferma di ascoltare "sempre chi avanza proposte concrete e dà consigli costruttivi". Ma problemi come l'immigrazione irregolare, "non si risolvono di certo con dichiarazioni propagandistiche", è la sua stoccata.