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Coronavirus

A Latina la produzione di anticorpi monoclonali: ma le dosi non andranno in Italia

Il farmaco Bamlanivimab  è già stato  autorizzato in Usa, Canada e Israele. In Europa in  Ungheria, ma non in Italia dove ancora l'Aifa non si è espressa

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Si produrranno in Italia circa due milioni di dosi dell'anticorpo monoclonale Bamlanivimab di Lilly contro Sars-CoV-2. A  gestire alcune delle fasi principali della produzione di Bamlanivimab  (la formulazione e il riempimento dei flaconi) sarà la Bsp  Pharmaceuticals di Latina che produce già da dicembre oltre 100 mila  dosi al mese dedicate ai Paesi dove il farmaco è già stato  autorizzato, ad esempio in Usa, Canada e Israele e in Europa in  Ungheria, ma non in Italia dove ancora l'Aifa non si è espressa.
 
La  produzione oltre al sito italiano vede coinvolti altri 6 stabilimenti  nel mondo. La presentazione della collaborazione oggi a Latina.        Da sempre destinati all'oncologia, gli anticorpi monoclonali sono  stati studiati anche per la cura del coronavirus. ''Abbiamo fatto in  pochi mesi ciò che di solito richiede anni - spiega Huzur Devletsah,  presidente e amministratore delegato di Lilly Italy Hub - rimanendo  impegnati a rispettare i nostri rigorosi standard per la sicurezza dei pazienti e la qualità dei prodotti. E abbiamo autofinanziato i costi  di ricerca, sviluppo e produzione per i nostri potenziali trattamenti  per Covid-19 senza chiedere fondi ai governi. Crediamo, infatti, che  questo sia il nostro ruolo come azienda biofarmaceutica: investire  nella ricerca e creare nuovi farmaci per momenti di forte crisi come  questa pandemia, così come per altre malattie croniche o  potenzialmente letali''.
 
''Il nostro  obiettivo è garantire che le terapie con gli anticorpi Lilly siano  disponibili per i pazienti che ne hanno bisogno, indipendentemente dal luogo in cui vivono", prosegue Devletsah, aggiungendo: "Lilly, che ha  già prodotto globalmente oltre un milione di dosi nel 2020, prevede di incrementare la disponibilità del farmaco in modo sostanziale a  partire dal primo trimestre del 2021, poiché saranno disponibili  durante tutto l'anno risorse aggiuntive di produzione. Per garantire  un rapido accesso a questo trattamento ai pazienti di tutto il mondo-  sottolinea - Lilly ha investito nella produzione a rischio  dell'anticorpo su larga scala, ancor prima che i dati dimostrassero il suo potenziale per diventare un'opzione terapeutica significativa per  Covid-19. Speriamo - chiosa - che le nostre terapie anticorpali  rappresentino parte della soluzione a una pandemia che ha già portato  via tantissime vite umane, troppe''.     
 
  ''Quando quest'estate, Lilly ci ha chiesto di produrre lo step di  formulazione e frazionamento asettico di bamlanivimab, per un momento  abbiamo avuto paura di non riuscire per i quantitativi, per le  tempistiche sfidanti e per dover convincere alcuni dei nostri Clienti  a darci respiro per il 2021 - sottolinea Aldo Braca, presidente di Bsp Pharmaceuticals - Confesso, però, che l'onore di essere stati scelti  da un cliente così rispettato nel mondo farmaceutico, per qualità e  dedizione alle persone, ed essere parte del suo network tecnologico  nella produzione di un farmaco così importante in procedura di  emergenza, ci ha dato una carica emotiva notevole, perché significa  che Bsp è considerata un partner valido ed importante, all'altezza di  questo compito. Abbiamo in pochi giorni assunto circa 80 persone -  riferisce - iniziando training ed investito diversi milioni di euro in tecnologia e risorse, che ritenevamo importanti per garantire la  qualità e sicurezza di questo super-anticorpo...e ora ci siamo!''.