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ECONOMIA

Lavoro, in tre mesi andati in fumo quasi mezzo milione di posti

Il numero di persone occupate subisce un ampio calo in termini congiunturali (-470 mila, -2,0%), dovuto soprattutto alla diminuzione dei dipendenti a termine e degli indipendenti

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In tre mesi sono andati in fumo quasi mezzo milione di posti di lavoro: lo rende noto l'Istat. Nel Report sul mercato del lavoro, dal lato dell'offerta si rileva che nel secondo trimestre del 2020 il numero di persone occupate subisce un ampio calo in termini congiunturali (-470 mila, -2,0%), dovuto soprattutto alla diminuzione dei dipendenti a termine e degli indipendenti.      Su base tendenziale, invece, e cioè rispetto al secondo trimestre 2019, il numero di occupati scende di 841 mila unita' (-3,6% in un anno): calano soprattutto i dipendenti a termine (-677 mila, -21,6%) e continuano a diminuire gli indipendenti (-219 mila, -4,1%) a fronte di un lieve aumento dei dipendenti a tempo indeterminato.
 
Scende il tasso di occupazione
 
Secondo l'Istat, nel II trimestre il tasso di occupazione scende al 57,6%, in calo di 1,2 punti rispetto al primo trimestre 2020; i giovani di 15-34 anni presentano la diminuzione più marcata (-2,2 punti). Nei dati provvisori di luglio 2020, al netto della stagionalità e dopo quattro mesi di flessione, il numero di occupati torna a crescere (+85 mila, +0,4%) rispetto a giugno 2020 e il tasso di occupazione risale al 57,8% (+0,2 punti in un mese), misurando una positiva reazione del mercato del lavoro alla ripresa dei livelli di attività economica.         Per quanto riguarda la base annua, il calo occupazionale interessa sia gli occupati a tempo pieno sia quelli a tempo parziale, per i quali nel 63,9% dei casi il part time è involontario. Diminuiscono, inoltre, gli occupati che hanno lavorato per almeno 36 ore a settimana (50,6%, -13,8 punti), a seguito delle assenze dal lavoro e della riduzione dell'orario dovute all'emergenza sanitaria.
 
In calo persone che rinunciano a cercare lavoro
 
In calo le persone che pur non avendolo hanno rinunciato a cercare un lavoro. L'Istat rileva che nel II trim, nel confronto annuo, prosegue con maggiore intensità la riduzione del numero di persone in cerca di occupazione (-647 mila in un anno, -25,4%).
 
Calano le ore lavorate
 
Le ore lavorate hanno registrato una forte diminuzione rispetto sia al trimestre precedente (-13,1%) sia allo stesso periodo del 2019 (-20,0%). Si tratta di andamenti  coerenti con la fase di eccezionale caduta dell'attività economica, con una flessione del Pil nell'ultimo trimestre pari al 12,8% in termini congiunturali. Dal lato dell'offerta di lavoro, nel secondo trimestre del 2020 il numero di persone occupate subisce un ampio calo sul trimestre precedente (-470 mila, -2%), dovuto soprattutto alla diminuzione dei dipendenti a termine e degli indipendenti. Il tasso di occupazione scende al 57,6%, in calo di 1,2 punti rispetto al primo trimestre 2020; i giovani di 15-34 anni presentano la diminuzione più marcata (-2,2 punti). Nei dati provvisori di luglio 2020, al netto della stagionalità e dopo quattro mesi di flessione, il numero di occupati torna a crescere (+85 mila, +0,4%) rispetto a giugno 2020 e il tasso di occupazione risale al 57,8% (+0,2 punti in un mese), misurando una positiva reazione del mercato del lavoro alla ripresa dei livelli di attivita' economica.