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ITALIA

Negli atti una denuncia per un presunto falso furto d'auto

Ferrero, le carte dell'Inchiesta sul crac

Secondo l'impianto accusatorio gli indagati avrebbero negli anni proceduto a distruggere o sottrarre - in tutto o in parte - i libri ed altre scritture contabili delle società "con lo scopo - scrive il Giudice per le indagini preliminari - di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto"

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L'inchiesta che ha portato all'arresto, tra gli altri, del presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, si fonda sul crac di 4 società, tutte dichiarate fallite tra il 2017 e il 2020: sotto le lenti dei magistrati della procura di Paola, le sorti della Ellemme Spa, della Blu Cinematografica Srl, la Blu Line Sirl e la Maestrale Srl. Secondo la procura di Paola gli indagati negli anni avrebbero "proceduto a distruggere o sottrarre libri ed altre scritture contabili delle società, con lo scopo - scrive il giudice - di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto".

Il giudice ha disposto l'arresto di Massimo Ferrero - presidente dimissionario della Sampdoria - della figlia Vanessa, del nipote Giorgio e di altre tre persone, di cui due manager. 

Nell'ordinanza 38 capi di imputazione 
In totale sono 38 i capi di imputazione, a vario titolo, citati nell'ordinanza di custodia cautelare. Tra le contestazioni riportato l'episodio avvenuto nel Febbraio del 2014: la denuncia di un presunto falso furto d'auto. Si tratterebbe - scrivono i Pm nelle carte - "di un'Audi all'interno della quale vi era custodita una borsa in pelle contenente tutta la documentazione contabile di una delle società andata in bancarotta". 

L'utilizzo di uno yacht
Dall'ordinanza emergerebbe che alcuni indagati - tra cui lo stesso Ferrero - avrebbero distratto il patrimonio della società Blu Line, cedendo a titolo gratuito e dunque senza alcun corrispettivo - nel periodo tra il 2008 e il 2011 - l'utilizzo di uno yacht a Ferrero stesso. "A fronte dei costi sostenuti dalla Società" - scrive il Gip - "per il contratto di leasing sono riportati in bilancio al 21 dicembre del 2008 oltre 333mila euro, al 31 dicembre del 2009: 670mila euro e per gli esercizi relativi al 2010-2011: per 2,3 milioni di euro.   

Una delle società coinvolte - la "Ellemme group Srl" - si sarebbe attribuita - sempre secondo gli inquirenti -un debito di 1 milione e 200mila euro che diverse società del gruppo avevano verso Rai Cinema Spa, "rinunciando così - si legge nell'ordinanza - ad incassare i crediti dalla stessa, vantati nei confronti di Rai Cinema Spa, senza richiedere alcuna controprestazione e senza pattuire interessi corrispettivi". Da questo - la tesi della procura - "la causa del dissesto della società Ellemme Group srl".

Tutti gli incarichi dei Ferrero secondo i Pm
L'amministratore unico della "Ellemme" risulta essere Vanessa Ferrero (la figlia del presidente della Sampdoria), ma il padre, Massimo Ferrero - dice la Procura - "è l'amministratore di fatto". Lo stesso Ferrero - sempre secondo le indagini - risulta anche essere stato nel corso degli anni amministratore unico della "Global Media srl", presidente del Cda di "Mediaport spa" e amministratore unico di "Mediaport Cinemas Srl" (mentre la figlia è stata anche amministratore unico della "Ferrero Cinemas srl"). 

La società Ellemme si sarebbe inoltre intestata un debito di 806mila euro che la Global Media srl, Mediaport Spa e Ferrero Cinemas, avevano nei confronti di Rai Cinema. Nel secondo capo di imputazione il debito - che finisce sulle spalle della Ellemme - è di 209mila euro (contratto da Mediaport srl e MediaportCinema), mentre nel terzo ammonta a oltre 239mila accumulati da Mediaport Cinema e Ferrero Cinemas. 

Le accuse della procura verso Vanessa Ferrero
La figlia dell'ex numero uno della Samp è accusata dai magistrati della procura di Paola di avere sottratto oltre 740mila dalle casse della società Ellemme "per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto e recare pregiudizio ai creditori". La sottrazione di denaro sarebbe avvenuta - si legge nell'ordinanza - "con ripetuti prelevamenti dai conti correnti bancari nella disponibilità della Ellemme Group Srl: sia in contante che a mezzo assegni, distraendo l'importo di 740.520 euro". 

Legale di Massimo Ferrero: "Trattato peggio di Totò Riina"
 "Lo stanno trattando peggio di Totò Riina". Così l'avvocato Pina Tenga, difensore di Massimo Ferrero. "Abbiamo fatto istanza alla Procura di Paola - prosegue la penalista - per chiedere che Ferrero possa essere trasferito a Roma, per presenziare alla perquisizione ed all'apertura di una cassaforte".